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Silvia Ballestra

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Pagine: 200 p. , Brossura
  • EAN: 9788806172701

Recensioni dei clienti

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    La Pippi

    02/07/2006 12.24.17

    Non mi è proprio piaciuto. Un conto era la storia di sua nonna e della sua famiglia, un altro e buttarci in mezzo pagine e pagine di cose inutili... no, risparmiatevelo!!!

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    Antonio Celano

    15/09/2005 17.30.02

    Se il fine della Ballestra era quello di incuriosirmi, intrigarmi e divertirmi c'è riuscita. Bel libro e allo stesso tempo non facile perché, se si gioca sull'extratesto (come si dice in gergo), con digressioni solo apparentemente inutili, non tutti potrebbero essere disposti a digerirlo subito.

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    marco

    02/09/2005 13.09.30

    mah... ...è l'unica cosa che mi sento di dire sul libro. Il "tutto" del titolo è, in realtà, veramente poco, anche se le premsse sono buone (cioè, per me le prime dieci pagine del libro sono proprio belle). Poi, soprattutto gli "inserti" linguistici in marchigiano sono, a tratti, imbarazzanti...

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    Criss

    17/07/2005 22.27.15

    Quel che disturba e' il brodo di allungamento, ci si sente trattati da stupidi ed e'una cosa che fa innervosire come testimoniano la mia e le precedenti recensioni. Spero che Ballestra ed Enaudi recuperino presto un po'di stile, sia pure "libero"!

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    patrizia

    05/07/2005 22.19.00

    Non mi fa piacere dare un giudizio negativo, ma questa volta devo assolutamente farlo perchè , mi sono sentita presa in giro da chi lo ha scritto e da chi lo ha pubblicato. Non pensavo che una casa editrice come Enaudi accettasse di far uscire un libro così brutto. Voglio provare a scriverne uno io per vedere se me lo pubblica !!!

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    Romolo

    27/06/2005 17.11.30

    Provo a rimandarvi il mio giudizio perchè ho trovato quest'opera ( ?!? ) di Silvia Ballestra talmente brutta che mi sento in dovere di reinsistere con la segnalazione. Pagine sprecate, pesanti, ripetitive, senza interesse.... ad un certo punto è l'autrice stessa a confessare che entro una certa data deve consegnare il libro all'editore. I risultati si leggono...terribile, non ricordo di aver letto da Einaudi qualcosa di questo livello.

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    Fabio

    25/06/2005 21.37.55

    Titolo fuorviante. In realtà di sua nonna si parla poco. Ciò che la Ballestra racconta è, invece, una saga familiare dove a prevalere sono le donne, donne energiche, forti, combattive. Un storia che si legge tutta d'un fiato, che contiene bei momenti, alcuni divertenti, altri grotteschi, altri ancora che hanno il sapore amaro della memoria. Ma, quando l'autrice inizia a parlare con il passante che le da consigli allora ci si chiede:e con questo, che vuole dire la Ballestra? Sembra quasi che abbia fatto uno sforzo per riempire alcuni buchi e alcune lacune del suo romanzo. In alcuni punti sembra di assaggiare un minestrone venuto male. Poi assapori le verdure più buone (i racconti familiari) e allora il saporaccio va via. "La guerra degli Antò" è lontana, purtroppo.

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    giannimemoria

    16/06/2005 06.04.27

    Vi dico io come è andata. La Ballestra aveva in casa un abbozzo di diario-memorie familiari. Quando la Casa Editrice le ha detto di darsi una mossa ché il contratto prevede un libro in autunno si è messa a tavolino e si è spremuta le meningi, allungando il brodino che aveva nel cassetto. Ignobile, di una totale mancanza di rispetto per il lettore specie quando l'autrice si immerge in certi deliri linguistici che non stanno né in cielo né in terra. Quanta nostalgia per gli Antò... sigh

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    alice

    09/06/2005 16.39.43

    Una si immagina di entrare in una stanza allegra ed accogliente dove troverà una ragazza spiritosa e intelligente che racconta a ruota libera, un po’ in lingua alta e un po’ in lingua bassa, rocambolesche avventure e profonde esperienze di vita vissuta. E invece si trova chiusa in un ascensore bloccato con una vecchia zia bisbetica e tutta ripiegata su stessa che dice tutto quello che le viene in mente, come se avesse bisogno di riempire gli spazi bianchi di parole, non importa quali, non importa come. E che poi ogni tanto si appella ai suoi estimatori, fingendo che siano pochi, per aggrapparsi a un fasto perduto e a una lucidità smarrita. Inizia ogni discorso con la scusa di raccontare della nonna Fernanda, ma annaspa e a fatica sciorina capitoli di chiacchiere che vorrebbero essere qualcosa e che invece non servono nemmeno ad accendere un fuoco, né nel cuore, né nell’ascensore. A volte entrare in un libro con pregiudizi positivi è davvero imbarazzante.

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    Rodano M.

    30/05/2005 13.59.39

    Che noia questa scrittrice ex-giovane ed ex-portavoce dei giovani che adesso non ha più niente di cui parlare se non zie e nonne. Fine ingloriosa di una scrittrice che fu di moda, e soldi buttati via in uno sbadiglio

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    Barbara

    18/05/2005 11.32.28

    Ho finito di leggere questo libro proprio ieri sera e come tutti i bei racconti mi ha lasciato il piacere di un'ottima lettura e l'inconsolabile sensazione di averlo perso per sempre. La Ballestra con questo romanzo si supera, dipingendo un affresco delicato ed allo stesso tempo severo della sua vita. Vita che assomiglia a quella di molta altra gente, come i luoghi che racconta e le parole dialettali che snocciola con freschezza e disinvoltura. La Ballestra descrive una quotidianità fatta di nonne, mamme, zie, cugine e compagne di viaggio invadenti, ma nello stesso terribilmente necessarie. E per chi, come me, vive proprio lì, nei luoghi che la Ballestra descrive, questo romanzo diventa uno strumento indispensabile per ripercorrere la propria infanzia, sul filo della malinconia. Barbara, San Benedetto del Tronto

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