Traduttore: A. M. Ferrero
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2004
Pagine: 254 p., Rilegato
  • EAN: 9788806169022

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Nel suo romanzo d'esordio, Dufossé scrive di scuola. Di un'istituzione non troppo efficiente né solerte (anche in Francia i provveditorati smarriscono le pratiche dei docenti), ma soprattutto di un corpo insegnante (con cui l'autore, professore di lettere, ha una certa dimestichezza) ai limiti della parodia. Nella sala professori della scuola media di Clerval, infatti, si muovono macchiette surreali: il preside Poncin, con le sue "unghie da manicure" e "un odore svizzero tedesco, di legno ben stagionato di chalet di montagna", la professoressa di francese Gidoin, scettica verso qualunque accessorio femminile, Borain, l'insegnante di ginnastica, "di una stupidità esemplare", Accetto, docente di matematica, a cui la lunga esperienza conferisce una "bonomia da animatore socioculturale" contrastante con "il suo aspetto scombinato". Ma la particolarità che accomuna tutti è la premura con cui sembrano rimuovere dalle loro conversazioni il suicidio di un giovane collega, Capadis, buttatosi dalla finestra di un'aula. Hoffman, la voce narrante, viene chiamato a supplirlo nella IV F: è un celibe misogino e cinico, che non disdegna di osservare "gli appartamenti del palazzo di fronte con il binocolo" (come il morettiano professor Michele) e di intrattenere rapporti incestuosi con la sorella. Gli allievi costituiscono un gruppo solidale, che trasuda mistero e comunica "la gelosia territoriale dell'infanzia e l'espulsione sommaria di qualsiasi alterità". Vittima di raccapriccianti avvertimenti, Hoffman s'inoltra in un'atipica indagine, scontrandosi con l'incomunicabilità intergenerazionale e l'adolescenziale senso drammatico dell'esistenza. Il risultato è un intreccio fitto e incalzante, permeato da una scrittura ironica e brillante che, da sola, però, non può ripagare il lettore dell'epilogo al di sotto delle aspettative.

Rossella Durando

Recensioni dei clienti

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    solidea bianchini

    14/07/2007 09:25:09

    Non mi è piaciuto...anzi mi ha intrigato...no mi ha irritato...insomma, non saprei! Ha l'innegabile merito di avermi tenuto legata alla lettura anche se soprattutto per sapere dove andasse a parare. Una cosa è innegabile: ogni 3-4 pagine dovevo appuntarmi qualche termine che mi era sconosciuto o di cui non ero certa di conoscere l'esatto significato. Sono molto molto ignorante o Dufossè è leggermente pretenzioso ed afflitto dalla sindrome Piperno?

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    Alessandro

    13/09/2006 13:43:53

    Un libro discreto, non di alto livello, probabilmente pretenzioso, che intrattiene comunque il lettore per lo più per i temi toccati e per i motivi di riflessione che richiama a prestare. Eccessivo penso sia il “Prix du premier roman” del 2002. Se si decide di leggerlo subordinarlo comunque ad altre letture.

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    Silvia

    19/04/2006 18:20:18

    Ho letto il libro in lingua originale per cui non posso esprimermi sulla qualità della traduzione, tuttavia l'ho trovato davvero brutto e irritante. Concordo inoltre con coloro che lo hanno definito pretenzioso e aggiungerei che lo stile mette decisamente a dura prova i nervi. La trama mi aveva incuriosità ed anche il parallelo, formulato da fantasiosi critici, tra l'autore e Stephen King mi aveva intrigata ma vi assìcuro che non c'è paragone. Mi chiedo come abbia potuto ricevere un premio come primo romanzo in Francia...

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    Gina

    24/09/2005 12:29:32

    Non ho ancora finito di leggerlo ma per il modo in cui è narrato ti invoglia fortemente ad arrivare all'ultima pagina. E' davvero un libro interessante e azzarderei anche divertente in certi punti...e poi è una trama nuova, diversa dalle solite...vi invito quindi alla lettura!!

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    Gino

    13/09/2005 11:19:56

    Beh, il libro l'ho letto e lo consiglio vivamente. Più che bello è importante. Ma mi raccomando, arrivate fino alla fine, altrimenti diventa davvero una lettura inutile. Non è certamente un libro facile, ma questo non vuol dire che sia brutto. Le tematiche che tratta non lasciare indifferenti.

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    Tiziana

    02/09/2005 18:08:15

    sono d'accordo con le altre due recensioni, non mi è piaciuto gran che , non compratelo c'è di meglio in giro da leggere

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    e.

    27/09/2004 09:48:57

    non ho ancora finito di leggere questo libro, ma sono pienamente d'accordo con Resko. Brutto, inconsistente, che procede a singhiozzi e con un linguaggio molto pretenzioso e fuori luogo. La trama scritta sulla quarta di copertina mi aveva incuriosito, ma leggendolo è stata una bella delusione. poteva essere un bel libro, invece è solo esercizio di stile (mal riuscito). Tralasciando il costo del libro che è come sempre alto, vi invito pertanto a NON leggerlo.

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    Rasko

    24/08/2004 02:15:03

    Incredibilmente brutto, quasi osceno. La storia è totalmente inverosimile, la tecnica narrativa assai scadente, lo stile è pretenzioso e pesante. Inoltre è tradotto in una maniera davvero pessima.

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