Editore: TEA
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 maggio 2015
Pagine: 232 p., Brossura
  • EAN: 9788850238804
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Recensioni dei clienti

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    rosi

    14/09/2014 19:39:36

    In accordo con Manu. Libro che non dovrebbe essere pubblicato.

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    sv

    23/10/2013 16:45:19

    E' talmente brutto e noioso che ti aspetti che il finale sia almeno pieno di fuochi d'artificio. Dialoghi ripetitivi, psicologie dei personaggi totalmente assenti, trama irreale. Come se dopo avere letto Stephen King e Zafon un lettore qualsiasi si mettesse in testa di imitarli! Piuttosto guardate la tv!!

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    Franci

    12/09/2013 14:02:13

    L'ultimo libro mi aveva colpito prima di tutto per il tema: un libro letale,poi per l'ambientazione in una libreria e infine per alcune domande legate al mondo dei libri. Dopo averlo letto posso dire che ciò che mi ha veramente colpito è il finale,seguito dagli strani pazienti della libreria,mentre il resto purtroppo me l'aspettavo più scoppiettante. Ci troviamo in una sorta di "Inception",dove invece di entrare in più sogni,si accede sempre più nello stesso libro,perché il protagonista sente di aver già vissuto quelle scene ed è come se noi leggessimo il romanzo e il protagonista lo leggesse a sua volta,infatti questo sarà l'enigma da spiegare,insieme al giallo dell'ultimo libro. Detto così sembra molto interessante,ma purtroppo invece il libro risulta piatto,come se non accadesse molto..tutta gira intorno alla soluzione del caso,lasciando poco spazio alle vite private dei personaggi,cosicchè conosciamo solo superficialmente i due protagonisti e sembra di vivere sempre le stesse situazioni,portando il romanzo ad essere monotono. Come dicevo all'inizio gli elementi più interessanti sono: i "pazienti",che rispecchiano noi lettori e le nostre manie e la parte finale,in cui il mistero è all'apice e le pagine si divorano per la curiosità. A lettura conclusa rimane la voglia di provare i the descritti per le loro proprietà. E' un giallo a tratti paranormale,non impegnativo,che non mi ha convinto al 100%.

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    Cinzia

    15/11/2012 16:12:39

    Bruttino e molto deludente. Tanto per cominciare dico che è scritto in prima persona. Il protagonista racconta l'accaduto ed i fatti. Ma il suo narrare è tutt'altro che avvincente e coinvolgente. E' piatto, senza colore! Il libro è prevalentemente composto da dialoghi, anch'essi senza spessore. Così come i personaggi sono stereotipati, spiccioli. La trama, da se poteva anche funzionare. Ma era ben altro il lavoro da svolgere. Il finale?una tale delusione che mi sto ancora chiedendo da dove lo abbia concepito. Cioè il libro non finisce?manda tutti dentro quella stanza per dare una spiegazione?un finale tanto atteso che non arriva mai?è come dire mentre si racconta una storia: no scusate mi sono sbagliato!! Lasci tutti come scemi!!

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    Luisa

    27/09/2012 22:51:00

    Bello e avvincente, specie il finale, ma doveva essere sviluppato di più. È scorrevole e piacevole lettura, ma è poco intrigante. Se in tutto il libro ci fosse stata una trama più elaborata, sarebbe stato di sicuro più avvincente e anche il finale avrebbe acquistato un posto d'onore, perchè merita davvero. Ecco perchè il massimo della votazione, però lo consiglio vivamente.

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    giulio

    01/04/2012 17:58:21

    il libro ha una storia bella e avvincente, mi ha preso sin dalle prime pagine (simlegge in un giorno) peccato per il finale che mimha veramente deluso

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    luca

    08/09/2011 15:17:55

    Forse bisogna aver visto la serie televisiva Fringe per apprezzare il finale di questo romanzo, che indubbiamente è un po' inferiore alle premesse ma non così scioccante (in negativo) come sostiene qualcuno. In realtà, a mio avviso, è un libro scritto con un buono stile, scorrevole, anche se forse più somigliante ad una piece teatrale che ad un vero e proprio romanzo: di fatto l'ambientazione è circoscritta e anche la durata è piuttosto breve. Però i dialoghi, per quanto a volte un po' scontati, non sono noiosi e l'assenza di qualsivolgia volgarità (oggi così diffusa in quasi tutti i libri) me lo ha fatto apprezzare ancora di più. Insomma un buona lettura, nulla di eccezionale ma nel suo genere (una via di mezzo fra giallo e fantascienza) si fa apprezzare. Per me una piacevole scoperta.

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    Cinzia

    01/09/2011 13:56:41

    Pensavo molto meglio..io stessa avrei avuto idee migliori e più avvincenti..lo consiglio solo per chi ama letture tranquille, da spiaggia

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    Gotterdammerung

    07/03/2011 12:23:40

    Credere che il prof. Zivković sia un romanziere di gialli alla Vargas oppure un autore che ricalca le imprese di Eco o di Calvino si trae in errore; inganno certamente indotto dalle sconcertanti recensioni riportate in quarto di copertina (eliminatele!). L'ultimo libro non è un thriller postmoderno o un classic mistery, bensì un racconto di fantascienza: campo letterario in cui Zivković si cimenta fin dalle sue origini (non a caso il suo Sei biblioteche è dedicato a Micheal Moorcock, noto autore britannico di science fiction). Il suo stile asciutto e privo di paludamenti si accomuna ad un celebre e compianto scrittore europeo: Michael Ende; similare è anche il curioso gioco di cornici oniriche che si alternano tra i personaggi della storia, l'autore ed il lettore, creando così una divertente giostra di specchi e diorami che trovano una perfetta coniugazione con il capitolo quarantesimo, in un movimentato finale che dimostra l'originalità dello scrittore serbo. Qui vorrei fare i complimenti anche a TEA edizioni per il grande coraggio con cui ha voluto pubblicare due belle opere di Zivković (l'ultimo libro e sei biblioteche -libro che consiglierei a tutti-), in un'Italia praticamente assopita dalla letteratura gialla da non riuscire più a distinguere una divertente science fiction da un romanzo poliziesco di Carter Dickson.

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    silvia

    05/03/2011 18:09:34

    Condivido con chi mi ha preceduto..Un romanzo molto interessante nella prima part,che infatti scorre via che è una meravglia,merito anche di capitoli brevi e uno stile decisamente non pesante..e poi il nulla..ilfinale io non l'ho proprio capito e non lo voglio neanche capire,tanta è stata la delusione....

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    Alvise

    22/10/2010 16:10:48

    L'inizio è promettente, e così anche il progredire del racconto. La suspence c'è, ma il finale è davvero pessimo, sembra scritto di fretta... Il giudizio, pertanto, non può che essere sotto la sufficienza. Ed è un peccato, visto l'esordio incoraggiante.

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    Maurizio Ricci

    13/10/2010 17:36:17

    Io non scomoderei Jorge Luis Borges o Umberto Eco per pubblicizzare questo libretto: suvvia, voliamo più bassi! Direi che siamo più vicini al Jostein Gaardner di "Lilli de Libris" (libro bibliofilo) o alla Carmen Posadas di "Piccole infamie" (libro gastronomo-filo, se si dice....) e l'ironia che rende memorabile, ad esempio, il Daniel Pennac de "Il paradiso degli orchi" è quasi totalmente assente In questo "Ultimo libro" abbiamo una accattivante idea di partenza, che magari seri professionisti del mystery classico quali Ellery Queen o John Dickson Carr avrebbero sviluppato più rigorosamente e poco altro; i caratteri dei personaggi paiono cesellati con una pennellessa, ma tutto sommato è una lettura scorrevole e senz'altro non impegnativa: scorre come l'acqua tiepida ma non lascia tra le dita molto di più. Non condivido le perplessità di molti riguardo il finale: secondo me, invece, l'Autore è riuscito a non "incartarsi" troppo e ad evitare il rischio di scadere nel ridicolo: non pareva un compito semplice, ad un certo punto della storia.

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    Alexia Benacchio

    21/09/2010 14:51:01

    Letto per curiosita',ricevuto dalla mia bibliotecaria in seguito alla mia richiesta di propormi le ultime novita'. Mi aspettavo un grande romanzo,tratta in inganno dai commenti della quarta di copertina. Lettura fin troppo semplice e scorrevole,visto i paragoni fatti con altri scrittori. Trama banale,qualche momento di suspance seguito dal finale frettoloso,oscuro,non esauriente,banale. Condivido solo l'apprezzamento per le tisane.

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    Arcangela Cammalleri

    31/08/2010 13:16:56

    Un thriller evocativo di atmosfere oniriche e surreali. Una godibile lettura dal contenuto metaletterario. Questo romanzo è un thriller postmoderno sulle orme di Borges, a detta di tanti critici, la cui trama ricorda alla lontana Il nome della rosa di Umberto Eco. Tema dominante è la letteratura e i suoi rapporti intercorrenti con l’autore: dov’è il confine tra immaginazione e realtà? In una fascinazione misteriosa si dipanano sogni e fantasia. Sulla superficie della letteratura, dell’amore per la scrittura, l’autore inventa una storia dal sottofondo scuro e criptico. Il libro e il suo ambiguo contenuto di verità e menzogna diventa un sortilegio che, a dire la verità, confonde e forse lascia un po' il lettore in sospeso: come dire, tutto qui? Lo stereotipo dell’equazione: giallo uguale bassa letteratura è da Živkovic superato; l’alta letteratura non si nutre di generi letterari. In uno stile semplice e scorrevole, il romanzo s’incentra su un’idea vincente, un’emozione, un’invenzione fruibile per tutti quelli che amano le buone letture.

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    Arkadin

    26/05/2010 12:46:03

    Romanzo piacevole che nonostante gli ammiccamenti più o meno palesi al Nome della Rosa e a doppio sogno di Shinitzler, non riesce a decollare, ed il finale dove si cerca di dare un senso al mistero del Doppelgänger, non lo salva da una striminzita sufficenza, peccato perchè si poteva ottenere di più

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    jrosalba

    19/05/2010 08:21:06

    ho letto tutto d'un fiato questo "ultimo libro" che mi è stato presentato da una amica che lo aveva già letto. mi è piaciuto molto leggerlo, lo stile è semplice,diretto, senza fronzoli. viene voglia di continuare a leggere e, a chi come me non lo ha ancora fatto, di andare a leggere Il nome della rosa. ma il finale in effetti risulta deludente. l'idea poteva risultare lo stesso buona e fuori dal comune, ma sarebbe stato meglio svilupparlo di più o spiegarlo in modo più approfondito.

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    MARY80

    20/04/2010 09:26:05

    Copertina e un titolo accattivanti. Idea di base molto interessante, anche se già sfruttata. Lo stile dello scrittore è scorrevole e la lettura piacevole, ma la storia non è ben sviluppata e il libro, nell'insieme, risulta "superficiale" e con un finale poco credibile e, per giunta, spiegato male e in maniera frettolosa. Non lo consiglierei.

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    Valerio60

    13/04/2010 23:32:45

    D'accordo con i commenti precedenti... Un libro che non andrebbe pubblicato. Brutta la storia e pessimo il finale.

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    maxblues66

    11/03/2010 23:13:09

    Rimango colpito dalla copertina in libreria, mi incuriosisce e mi stimola la trama e lo acquisto. Vengo su IBS leggo le recensioni e penso di aver sbagliato acquisto. Comunque lo inzio, mi faccio coinvolgere dalla scrittura fluida e dalla trama interessante e rimango in attesa della delusione che ha attanagliato tutti i miei "colleghi" lettori pagina dopo pagina. Arrivo velocemente alla fine e devo siceramente riconoscere che a me il libro e' piaciuto ! Non sono rimasto deluso dal finale e non l'ho trovato sbrigativo e' una soluzione forse insolita ma che l'autore ha trovato giusto utilizzare. Io lo consiglio ...

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    manu1743

    08/03/2010 16:06:59

    Premetto che sono una lettrice accanita, possiedo una mia biblioteca privata con oltri 7.000 volumi e leggo di tutto: romanzi, saggi, biografie, classici. E' la prima volta che lascio un commento e lo faccio perchè sono indignata. Leggendo la recensione di questo titolo non mi aspettavo niente di eccelso ma un romanzo piacevole. Peccato che il libro, che nella prima parte è scritto bene e "prende", cade completamente nella seconda parte e diventa un vero disastro alla fine! Fine ... sinceramente non c'è una fine: lo scrittore non sapeva come finire e si è limitato a farfugliare delle spiegazioni insulse e incomprensibili che in realtà non spiegano nulla. Lo trovo un vero affronto all'inteligenza dei lettori e mi meraviglia che sia stato pubblicato e pubblicizzato!

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