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Francesco Bucci

Editore: Coniglio Editore
Collana: Bassi fondali
Anno edizione: 2011
Pagine: 285 p. , Brossura
  • EAN: 9788860632968

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    Paolo Luca Bernardini

    12/03/2013 19.17.16

    Mi complimento con l'autore del libro. In realtà, quel che è interessante, nell'opera di plagio in generale e in particolare in costui, è il pensiero che forse solo un plagio costante, continuo, pervicace, e sistematico, poteva in qualche modo legittimare la somma di banalità, tristissima, dell'opera di cotale filosofastro. Mi spiego: tutti i plagi prima o poi vengono scoperti. E dunque l'esimio professor Galimberti, in limine mortis, potrà liberarsi la coscienza: "Una simile somma di idiozie non sono il prodotto della mia mente!". Ed in qualche modo preservare la propria immagine per i posteri. Purtroppo non esiste ora come ora la "filosofia italiana", posto che sia mai esistita. Esiste una tradizione eccellente di storia della filosofia, davvero unica al mondo per finezza interpretativa, e, di contro alla prima, una teoria di ciarlatani che, sospesi tra nichilismo e psicanalisi, Teoria critica letta in traduzione, e flussi di coscienza degni dei lettini di psicoterapeuti improvvisati, si spacciano per "filosofi", ma altro non producono che non sia chiacchiera talvolta in buon italiano, talvolta in pessimo volgare. Almeno, Galimberti potrà dire che tali idee non erano sue, e in questo modo si salverà dall'inferno dei parolai per entrare in quello, forse migliore, dei plagiari. Il problema rimane: perché scrivere, allora? Per ottenere cattedre, per avere editori rigorosamente di sinistra e rigorosamente ateo-nichilisti che ti pubblicano e un sistema che ti manda in televisione, insomma per vivere, e tutti debbono vivere, anche i meno dotati intellettualmente. In fondo, meglio plagiare scemenze che non scriverle! Per cui consiglio come esercizio intellettuale la lettura di Bucci, segnalando che per molto, molto meno, nel mondo anglosassone il professor Galimberti, dopo aver perso la faccia, avrebbe perso anche la cattedra. Ma nel paese di Pulcinella vive solo chi sa crearsi una bella maschera, e non vergognarsi di portarla tutta la vita.

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