€ 23,75

€ 25,00

Risparmi € 1,25 (5%)

Venduto e spedito da IBS

24 punti Premium

Disponibile in 10 gg

Quantità:
Aggiungi al carrello

Il riconoscimento, entro gli ordinamenti di molti paesi stranieri, di nuovi modelli di convivenza, generalmente ascrivibili alle unioni civili, siano esse formalizzate tramite accordi oppure tramite partenariati, determina rilevanti problemi di diritto internazionale privato. Tali problemi vengono in questa monografia affrontati nel quadro di un'ampia prospettiva. Individuare il giudice competente o la legge applicabile ad una determinata questione sorta tra soggetti che intrattengono relazioni nel quadro delle unioni civili appare infatti funzionale alla realizzazione di un diritto fondamentale dell'individuo, secondo quanto prevede la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti fondamentali. Inoltre, poiché tra gli obblighi posti in capo agli Stati dalla Convenzione del 1950 ricorre anche quello di riconoscere le decisioni riguardanti gli attori della vita di relazione, quando quest'ultima si svolge entro diversi ordinamenti, è evidente che anche la disciplina del riconoscimento delle sentenze può costituire un mezzo di tutela del diritto fondamentale dell'individuo alle relazioni interpersonali. La ricostruzione della disciplina concernente la competenza giurisdizionale, la legge applicabile e il riconoscimento di decisioni e provvedimenti in materia di unioni civili, operata nella monografia ""Le unioni civili nel diritto internazionale privato"", si configura dunque come un contributo all'evoluzione normativa diretta alla realizzazione di un diritto fondamentale dell'individuo. Tale contributo appare particolarmente significativo nell'ordinamento italiano, per l'assenza di riconoscimento normativo dallo stesso attribuito alle unioni civili, nonostante i forti stimoli derivanti dal sistema internazionale di tutela dei diritti dell'uomo, nonché dal diritto comunitario, nell'ambito del quale il riconoscimento delle unioni civili e la ricerca della loro disciplina appare sempre più come uno strumento funzionale alla libertà di circolazione dei cittadini dell'Unione.