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Traduttore: M. Nicola
Collana: Il contesto
Anno edizione: 2016
Pagine: 440 p. , Brossura
  • EAN: 9788838934841


La commedia umana di Alicia Giménez-Bartlett, il racconto della moderna lotta di classe, della guerra dei sessi, sotterrato e nascosto cuore pulsante di ogni società.

Il romanzo vincitore del Premio Planeta 2015.

«Un’indagine psicologica profonda e lacerante nei malesseri dell’animo umano». - El Mundo

Irene ha avuto due uomini, ma forse addirittura uno, il padre, giacché sembra che la richiesta di separazione dal marito per essersi innamorato di una donna più giovane la offenda solo perché lui è anche il legale dell’azienda che il padre le ha lasciato in eredità, e ora la lascia proprio nel bel mezzo della crisi. Quasi che Irene abbia creduto più nel matrimonio con una moglie, l’azienda, che in quello col marito David. D’altra parte, a che servono l’amore, la passione se non a distrarla da tutta la riconoscenza che deve al padre per averla cresciuta da solo dopo aver perso la moglie? La sua dedizione è totale, l’abbigliamento è compassato, parla di una manager, neanche rampante, ma fredda e determinata sì.

Genoveva può sembrare una compagnia inverosimile per Irene, è chiassosa più della nuova amica, di non poco più adulta, ma a Irene va bene perché è la donna che si tiene lontana da false ipocrisie, non giudica, non fa una sola domanda di troppo, tranne quelle che servono per organizzare il “divertimento” di Irene e il suo. E il suo divertimento è Iván, mentre il suo amico, Javier, sta per diventare il divertimento di Irene.
Iván è figlio di due tossici, il padre morto di overdose, la madre ricoverata in una struttura psichiatrica; Javier insegnerebbe letteratura spagnola se un’indolenza irresistibile non lo tenesse lontano dalla ricerca di un lavoro dopo aver perso quello che la fidanzata gli rinfaccia essere stato un comodo ripiego, un corso integrativo in una scuola privata di suore, per le figlie delle famiglie bene della città. Ma Javier ha bisogno di tempo per leggere.
La vita fa incontrare Javier e Iván, che per l’amico farà molto più di quello che ci aspetteremmo sulle prime, e che ha già incontrato Genoveva durante quelle notti in cui si fissano appuntamenti, si beve, ci si presenta alle reception degli alberghi, dopodiché un bonifico rallegra il conto di qualcuno e ci si dà appuntamento per la notte successiva. Così Irene incontrerà Javier. E lo vorrà a tutti i costi, lei che finora ha pagato solo per giocare a guardare impassibile degli uomini nudi. Ma cos’è che vuole esattamente Irene? E che cosa otterrà?

Alicia Giménez-Bartlett lascia ancora una volta le scene del crimine di Petra Delicado per attraversare scenari diversi, ma in cui comunque porta avanti delle indagini sull’animo dei personaggi. Lo fa attraverso una tecnica non originale, i pensieri dei protagonisti che scorrono veloci tra le pagine, ma efficace. L’incredibile forza vitale di Iván, la disillusione di Genoveva, i calcoli di Irene, l’eterna titubanza di Javier – tranne, forse, le recriminazioni dell’ormai ex fidanzata Sandra, che si muove su un orizzonte forse più patetico di illusioni – fanno entrare chi legge nel presente invisibile, eppure tangibile, di una partitura a più voci sul tema del disincanto. L’effetto è arrangiato sulla dissonanza di classi sociali diverse, generazioni cieche o sorde, assenza appunto di ambizioni positive.
Queste fotografie di “interni umani” ci mettono davanti una realtà che stentiamo o crediamo di stentare a riconoscere. Nudi siamo tutti autentici, senza maschere, e in questo senso tutti uguali: affini anche nella bestialità ad altri uomini nudi pure evocati dal titolo?

Recensioni dei clienti

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    oriana

    24/10/2016 16.09.09

    Non conoscevo questa scrittrice e sono rimasta piacevolmente colpita dall'originalità con cui ci fa entrare nei pensieri più profondi dei personaggi. Sopratutto Ivan l'ho trovato irresistibile nel suo modo crudo e ironico di andare al sodo guardando in faccia una realtà che purtroppo non sempre è benigna. Uno scolpito dei nostri tempi in cui la difficoltà di trovare lavoro viene tristemente sottolineata ma allo stesso tempo riesce a farci ridere nei risvolti "acrobatici" dei personaggi.

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    raffaella

    15/07/2016 11.08.48

    Autrice nuova per me...un buon libro...personaggi controversi e messi a confronto da prove che la vita ci può riservare...ci si arrangia come si può per sopravvivere...ma non sempre si accettano condizioni e atteggiamenti contrari alla propria morale ..finale inaspettato...consigliato

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    Pietro Marsi

    07/06/2016 19.27.20

    Difficile dare un voto a questo romanzo. L'ho letto dopo aver terminato i primi due volumi della saga dei Cazalet di Elisabeth Jane Howard. È stato come uscire da una profumeria ed entrare in una latrina. Provare per credere. Pietro Marsi

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    Umberto Mottola

    04/06/2016 13.56.11

    Romanzo corposo, erotico, che cattura l'attenzione e si legge piacevolmente. La scelta narrativa di far sapere al lettore tutti i pensieri dei personaggi in soggettiva, per dirla cinematograficamente, a tratti rende la scrittura didascalica e un po' appesantita. E' anche una lezione sui rapporti psicologici e sentimentali tra uomini e donne. Il personaggio che mi è piaciuto di più è Ivàn perché, fra tutti, è quello più fedele a se stesso.

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    martinorg

    03/06/2016 13.30.29

    lettura scorrevole,personaggi simpatici,superficiali,ma pieni di se,ognuno a suo modo.finale per me inaspettato,e non solo per questo quasi consigliato,non è un libro che deve per forza essere nella propria libreria,ma leggerlo,non si perde assolutamente del tempo,garantito.

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    angelo

    01/06/2016 13.05.54

    Ingredienti: una ricca industriale lasciata dal marito, un povero insegnante disoccupato alla ricerca di lavoro, un incontro a pagamento dalle conseguenze imprevedibili, un flusso di coscienza continuo di protagonisti diversi. Consigliato: a chi vuol esplorare le zone più nude e più crude dell'animo maschile e femminile, a chi vuole scoprire uno dei migliori romanzi dell'anno, impregnato di sesso, soldi e solitudini.

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    Sesse

    31/05/2016 23.20.55

    Il romanzo narra con lucido cinismo la società odierna ed alla fine ci si accorge che la finzione letteraria altro non è che la realtà. Magistralmente la scrittrice dipinge i suoi personaggi che emergono reali dalle del libro

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    fiorella

    23/05/2016 15.47.16

    Non mi trovo d'accordo con le altre recensioni: lo stile narrativo del"flusso di coscienza" che si alterna tra i protagonisti è molto interessante e intriga ma la trama è di uno squallore unico. E' come se tutto tramasse inverosimilmente sui due personaggi che hanno avuto la sfortuna di essere lasciati dal relativo partner e fossero destinati per questo a finire in un gorgo senza fine di depravazione. Vivamente sconsigliato

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    Sergio

    08/05/2016 13.54.39

    Semplicemente ..... bello!

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    floriana

    06/05/2016 23.25.50

    Assolutamente disarmante! Splendido, diverso modo di raccontare da diversi punti di vista a seconda del personaggio. Crudo, semplice e spietato ma sorprendentemente vero. Alicia non ci delude mai.

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    giorgio g

    05/05/2016 16.12.44

    La scrittrice spagnola, che ci aveva deliziato con le indagini di Petra Delicado e del suo fido scudiero Firmin Garzon, si è voluta cimentare con una storia che ha parecchi pregi: uno fra tutti, ha soltanto quattro protagonisti: Irene, signora dell'alta borghesia madrilena insoddisfatta della vita che ha condotto finora, Javier professore licenziato per la crisi dall'istituto in cui insegnava, Iván simpatico mascalzone che ha il segreto cruccio di una madre ricoverata in una struttura psichiatrica ed infine Genoveva un'ultracinquantenne che non vuole arrendersi. Altri personaggi (David, Rodolfo e Uriel) sono di puro contorno. Il secondo pregio è l'impostazione stessa della storia, tutta declinata in prima persona. Un solo grande difetto: manca il lieto fine (che non è detto debba esserci per forza). Ma non voglio svelare il finale per non guastare il piacere della lettura a chi - e spero molti - si accosterà al libro. Una frase che mi ha colpito: "i silenzi sono pieni di quello che non si dice".

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    Barbara Munaretto

    25/04/2016 17.29.37

    Confesso, ero prevenuta. Quando ho capito che il tema ruotava intorno alle relazioni di coppia, alle crisi sentimentali, agli abbandoni eccetera eccetera, ho temuto di incappare in un romanzo sul genere di "Giorni d'amore e d'inganno" sempre della stessa Autrice. Un romanzo che ho trovato debole, insulso e pericolosamente confinante con una certa letteratura "rosa". In questo caso invece la Bartlett non ha sbagliato il colpo. La storia è intensa, cruda, amara. I personaggi sono profondamente veri e qualcuno (come Ivàn) di una potenza assoluta. Forse nel finale la storia precipita un po'troppo velocemente e la cosa mi ha un po' disorientata. Nel complesso un gran bel libro, che non posso che consigliare.

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    patrizia b.

    23/04/2016 10.58.53

    All'inizio mi ha un po' spiazzato per riuscire a coordinare chi parlava, poi mi ha preso veramente ed alle ultime pagine mi aspettavo pressappoco che finisse così. E' un libro diverso e ne consiglierei la lettura a chi non si scandalizza. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa il lettore conservatore.

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