L' uomo che amava i bambini

Christina Stead

Traduttore: F. Bossi
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 23 giugno 2004
Pagine: 561 p., Brossura
  • EAN: 9788845918773
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Descrizione
L'uomo che Henny ha scelto per marito è un eccellente venditore di se stesso, si presenta nel migliore dei modi: un po' leggero, ma in compenso sorridente, affabile, di bell'aspetto, la bontà e l'affidabilità in persona. E soprattutto capace, con le parole che sceglie e quelle che inventa di "creare un mondo". Quel mondo destinato a diventare con gli anni un gorgo orrifico in cui Sam riuscirà ad attirare i suoi sette figli e anche Henny, mentre la vita della piccola comunità si trasformerà in una commedia prima leggera, poi spossante, via via sempre più macabra.

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Recensioni dei clienti

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    Madeleine

    25/07/2013 15:43:20

    L'ho letto 30 anni fa, quando il titolo era ancora "Sabba famigliare", poi l'ho riletto ancora..... e lo rileggerò.... é un capolavoro.

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    umberto

    10/10/2011 17:39:54

    sarebbe stata un'ottima "short-story", di 80 pagine max. per intenderci...il problema è che è andata avanti per altre 450, lunghissime, ripetitive ed estenuanti , pagine...

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    lanfranco

    20/05/2010 14:30:37

    Il capolavoro assoluto di CS - non è di facile 'digestione' il suo stile ed è veramente intimamente sgradevole la sensazione che può lasciare ai palati meno preparati ad un certo tipo di letteratura, poichè scava nel nostro profondo e nei nostri ricordi molto più di quanto piaccia ammettere a chiunque, unico nel suo genere - macabro, scarno ed allo stesso tempo eccessivo.Il commento precedente è a dir poco insulso (è ovvio che ognuno parla per sè etc....)e dà a mio avviso una idea completamente errata del romanzo, al di là dei gusti personali o meno - questo libro può anche non piacere, naturalmente, ma si scorge che è indubbiamente un'opera d'arte Uno dei cinque libri della mia vita.

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    Eleonora

    17/01/2009 13:52:17

    Se lo dovevamo detestare, il protagonista del romanzo, potevano dircelo subito (ma fra le righe l'avvevamo capito subito) senza farci sciroppare centinaia di pagine insipide. La storia, comune ad altre famiglie soprattutto di quell'epoca, di un padre padrone che con finta generosita' lega a se e travolge egoisticamente tutta la famiglia, poteva sicuramente essere sviluppata in maniera piu' profonda e incisiva senza quel mucchio di inutili e noiosissimi dialoghi. Forse come ha detto la persona che lo ha commentato prima di me, l'autrice ha riportato la sua vita nel libro. Ma quello che mi preoccupa di piu' e' che nel risvolto di copertina il commentatore conclude con una frase tipo "ma come fa la Stead a conoscere cosi' bene noi!". Parla per te per piacere!

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    Libetta

    17/07/2004 12:46:14

    Durante la lettura, a volte a libro ultimato, si percepisce della fatica per lo stile della Stead indubbiamente prolisso. In seguito se ne comprende la necessita' ed il desiderio da parte dell'autrice di essere esaustiva e multisfaccettata circa la persona o piu' persone che ci descrive avendo noi, meglio cosi', assorbito gli intimi dettagli. Non ci sarebbe bisogno, altrimenti, di riportare dozzine di pagine di dialoghi di Samuel Pollit con i propri figli, se non con lo scopo di stressarci ugualmente a loro e farci commiserare la vita che conducono. Un po' come in Faulkner il destino ripetutamente beffardo suscita la nostra simpatia per il disgraziato di turno, la Stead, con certo raffinato umorismo e deviazioni sulla letteratura od il costume ambientale d'epoca, insiste sul personaggio fino a farcelo intimamente conoscere ed, in questo caso, disprezzare. Il padre di famiglia di questo libro e', su tutto, un rovina esistenze, in modo inesorabile e piu' rapido per quelle adulte, in maniera subdola e lenta per le piu' giovani, ma prima o dopo il conto di aver subito la sua influenza in modo tanto massiccio arriva a presentarsi. La prima moglie, forse per sua fortuna, ci viene riferito essere morta durante i primi anni del matrimonio, a sostituirla la seconda e, con la figlia di primo letto, si stabilisce un conflitto tra nemiche, questo all'apparenza, nella realta' la comunione di un destino disgraziato. Ad informarsi sulla vera vita della Stead inquietano le coincidenze con le circostanze descritte nel romanzo, e' preferibile non sapere.

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