L' uomo che piantava gli alberi - Jean Giono,Simona Mulazzani,Luigi Spagnol - ebook

L' uomo che piantava gli alberi

Jean Giono

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Traduttore: Luigi Spagnol
Editore: Salani
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 1,36 MB
Pagine della versione a stampa: 64 p.
  • EAN: 9788862564298

11° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Bambini e ragazzi - Narrativa e storie vere - Narrativa generale

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Durante una delle sue passeggiate in Provenza, Jean Giono ha incontrato una personalità indimenticabile: un pastore solitario e tranquillo, di poche parole, che provava piacere a vivere lentamente, con le pecore e il cane. Nonostante la sua semplicità e la totale solitudine nella quale viveva, quest’uomo stava compiendo una grande azione, un’impresa che avrebbe cambiato la faccia della sua terra e la vita delle generazioni future. Una parabola sul rapporto uomo-natura, una storia esemplare che racconta «come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione».
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    Susanna

    22/09/2019 17:32:34

    Jean Giono scrive un libro che è un canto al potere salvifico degli alberi, ma è anche un inno alla capacità di fare qualcosa per il mondo e per il futuro che tutti noi esseri umani avremmo. Un piccolo racconto fondamentale, e più attuale che mai. Da leggere e fare leggere a chiunque sia scettico su quanto si possa fare per cambiare il futuro.

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    Davvo

    12/04/2019 13:57:00

    Di "come gli uomini potrebbero altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione". Racconto breve e facilmente comprensibile, ma con lascito duraturo. Masterpiece.

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    Elsa

    11/03/2019 22:11:05

    Linguaggio semplice e asciutto ma poetico che interroga sul rapporto uomo-natura. L’uomo che piantava gli alberi rappresenta la serenità, l’ottimismo e la speranza; l’opera di una persona trasforma un’intera comunità.

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    claudia

    08/03/2019 21:32:20

    Mi è dato regalato e per un po' l'ho lasciato sullo scaffale convinta che fosse un libro da bambini. È anche quello, ma come capita a volte, ha tante chiavi di lettura ed è adatto a tutte le età. Commovente. Insegna quanto la determinazione anche di un solo uomo può in qualche modo cambiare il mondo.

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    Vittoria C.

    17/09/2018 16:50:51

    Davvero bellissimo. Ricordavo quanto mi fosse piaciuto da bambina e l'ho riletto, trovandolo ancora migliore! Sicuramente una lettura da affrontare da bambini, che insegna quanto un uomo, se dotato di determinazione, calma e bontà, possa cambiare le cose intorno a lui, per sé e soprattutto per gli altri.

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    Claudio

    18/04/2017 16:49:23

    Racconto molto bello, da leggere assolutamente a scuola, forse anche prima dei 10 anni consigliati. Si respira la pace, l'ambiente difeso e non sfruttato, il benessere della collettività contro l'interesse di pochi.

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    angelo

    10/11/2014 22:58:16

    Ingredienti: un uomo isolato dal mondo ma immerso nella natura, una missione da compiere per sentirsi vivo e utile, un seme piantato in un luogo disperso che genera frutti inattesi, un messaggio di speranza proveniente dal passato ma rivolto al futuro. Consigliato: a chi cerca un libro da leggere in mezzora, a chi semina in silenzio perché altri possano raccogliere.

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    Samanta

    14/09/2014 17:56:15

    il libro è concentrato in sole poche pagine ma breve ed intense. La scrittura è scorrevole. Gione si pone all'interno del libro come narratore dando quasi un senso realistico alla vicenda. Consiglio questo libro a tutti

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    Vanessa Marchi

    09/09/2014 22:17:31

    Un bel libro...dal nome sembra banale ma invece è molto bello perchè parla di Jean che andando a fare una delle sue passeggiate in Provenza incontro una persona solitaria che con il corso degli anni con i suoi semi fece diventare da un deserto un posto dove si potevano fare gite.

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    Aniello

    06/02/2013 05:01:20

    Questo breve racconto, che si legge in non più di 30 minuti, parla di coraggio e di speranza e di come si possa e si debba rispettare il mondo. Sembra una favoletta per bambini, ma, proprio per la sua semplicità, questo racconto è indirizzato in realtà alla parte corrotta dell'uomo adulto diventato cinico nei confronti del mondo e della vita. E' la storia di un vecchio pastore, Elezéard Bouffier, che vive tra i monti sperduti della Provenza, dove non c'è vegetazione né anima viva, e i pochi che ci sono sono imbarbariti da un clima inospitale e da costumi retrogradi. Bouffier, raccontato attraverso gli occhi di un giovane escursionista che lo conosce per caso (e che forse è una sorta di alter ego dell'autore) si dedica a seminare alberi in quella terra dimenticata da Dio... così, gratuitamente. Completamente dimentico del resto del mondo, ignorando perfino le due guerre mondiali, Bouffier riesce con la sua cura a far nascere in pochi anni un'intera foresta in quello che prima era un deserto, nel più totale segreto e nella più totale gratuità. Il nuovo paesaggio, uscito dalle mani del nudo lavoro di questo solo semplice uomo, vero "atleta di Dio" in questo atto di creazione, cambia la società e i costumi del posto, rendendo quella zona montuosa più felice e prosperosa. L'albero è il simbolo chiave del racconto, rappresenta non solo la Natura e i suoi benefici effetti sull'uomo, ma più in generale le condizioni migliori per essere felici; Bouffier è il demiurgo quasi divino che compie un'impresa che spetta invece agli uomini stessi ed è dunque l'invito a quel coraggio e quella fiducia a prendersi cura del mondo; il giovane narratore invece, rappresenta le nuove generazioni che devono imparare questa forma di saggezza con rispetto e devozione. Una storia toccante, semplice, che arriva dritta al cuore, custode di una grande e preziosissima lezione che non passerà mai di moda. Un principio etico anche banale, se vogliamo, ma che da solo basta a produrre la felicità.

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    maresa th. paoli

    16/01/2013 16:22:54

    segnalata come per bambini, è questa una lettura consigliabile dalla tenera età alla vecchiaia avanzata. un libro di speranza, in un mondo che l'ha persa. da leggere per sé e leggere a voce alta ai bambini come favola della buona notte.

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    marcella

    26/09/2012 17:48:50

    Semplice, bello, adatto a tutte le età. Universale.

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    simo

    02/04/2012 15:33:58

    un grande libro, dentro a un piccolo libro..

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    Mauro F.

    28/03/2012 10:26:47

    bellissimo racconto, anche breve. La trovo una storia di grande speranza, da far leggere anche ai bambini dalla terza elementare.

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    simon@

    04/12/2011 07:49:27

    Breve racconto ma intenso...ammirevole la capicità di quel pastore che nonostante i lutti subiti ha comunque aperto il suo cuore all'amore...verso la natura e di riflesso verso l'uomo

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    Sabrina Candussio

    08/02/2011 20:13:49

    Questo piccolo libretto, dalle raffigurazioni in bianco e nero che danno l'idea di un disegnatore attento ai particolari e dal tratto essenziale, ha la delicatezza e profondità dei testi sapienziali e, come loro, tocca le corde più intime della sensibilità umana con una storia che apparentemente è semplice. E' la storia di un incontro tra due uomini, uno molto giovane, l'altro adulto e toccato dalla perdita di due persone care. E' la storia di un rapporto che nasce e che si sviluppa nel tempo, perchè il giovane tornerà più volte a trovare il suo amico e parteciperà di questo suo grande progetto, portato avanti con incredibile speranza e coraggio, nella solitudine delle parole e nella ricchezza interiore che lo anima. Perchè quest'uomo che pianta alberi ha per tutti un grande messaggio: occorre tanto tempo e tanta pazienza per trasformare il mondo, per rendere una terra arida e desolata una foresta capace di incantare. Occorre una grande fiducia nel genere umano e nella natura seminare con tanta generosità, senza garanzie, e accettare anche che i semi possano non germogliare e gli alberi morire. Ma bisogna continuare a seminare, bisogna continuare ad aspettare che qualcosa di buono nasca.

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    gianni

    06/05/2010 14:33:01

    Bellissimo racconto di un autore a me finora sconosciuto. Mi sono avvicinato a Giono dopo aver letto di lui nel libro “I libri nella mia vita” di Henry Miller. Il racconto è molto breve, si legge in dieci minuti, ma è anche molto bello. Bello perché poetico, profondo ma non saccente (anzi direi molto semplice), idealista ma non utopista. Del resto così è il protagonista del racconto, il pastore (l’uomo che piantava gli alberi) Elzéard Bouffier, che senza motivo, se non quello di lasciare ai posteri un mondo migliore, ogni giorno della sua vita pianta ghiande, e poi altre essenze arboree, per rendere meno aspro e desolato il paesaggio montano in cui vive. A distanza di anni, dopo due guerre mondiali, il paesaggio è stato completamente trasformato (in meglio) da un solo uomo. Bellissimo quindi anche il messaggio che Giono ci ha voluto dare con questo suo libro: anche un solo uomo, se animato dal giusto spirito, è in grado di modificare l’ambiente che ci circonda in meglio. Purtroppo troppo spesso invece si sono avuti casi in cui l’uomo ha cambiato il mondo in un posto peggiore. Questo perché quasi mai quello che muove le azioni dell’uomo è l’amore disinteressato per il prossimo e per la natura in genere; quasi sempre invece anteponiamo l’interesse personale ad ogni altra considerazione di merito. Del resto la chiave di lettura del racconto la dice chiaramente l’autore nella premessa: “Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di diversi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo , se l’idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato nessuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio di errore, di fronte ad una personalità indimenticabile.” Libro assolutamente da leggere, ma direi da fare leggere anche nelle scuole, e da meditare attentamente.

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    AG

    12/03/2010 16:27:12

    E' una favola ambientalista, davvero bella. Ma togliendo i disegni e la postfazione, rimangono una ventina di pagine per 10 euro!!!

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    Chiara

    27/06/2008 11:51:26

    Bello, intenso, poetico. Tutti dovremmo leggerlo, grandi e bambini per riscoprire i veri valori della vita

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    uno di passaggio

    08/05/2008 11:57:11

    Breve, semplice e scorrevole, questo racconto val molto più di tanti "saggi autorevoli" che pretendono di insegnarci qualcosa sulla vita. Il protagonista di questo racconto invece non vuol insegnar nulla. Conduce semplicemente la propria esistenza nella quotidiana attività di pastore che dedicava anche il suo tempo a piantare alberi, perchè in cuor suo, sapeva che ciò (col tempo dovuto e con la provvidenza di Dio), la sua (per molti insignificante o risibile) "occupazione", avrebbe portato a delle realtà che andavano bel oltre la sola crescita delle piante che "ostinatamente" metteva e per il cui risultato comunque, non ci si assumeva il merito. Nel racconto, una brevissima frase che secondo me merita di essere sottolineata : "la società di quell'uomo dava pace"! Ognuno di noi infatti pensa di ritrovarsi a doversi adattare o a combattere contro quella cosa condizionante e oppressiva che viene definità società, perchè il più delle volte percepita come una cosa "esterna" che ci tocca subire e dalla quale non c'e' scampo dall'uniformarsi ad essa con tutte le sue pene e le miserie. Ci si dimentica però che la società parte anzitutto dal nostro piccolo mondo quotidiano, dalle nostre scelte, dalle nostre azioni, generate dalla propria sensibilità, dal rispetto e dall'intelligenza con la quale conduciamo la nostra vita in relazioni agli altri esseri viventi, umani e non. Non possiamo pensare e sperare che sia la "società" (intesa erroneamente come questa cosa nebulosa e complicata che ci assale dall'esterno) che un domani possa cambiare in meglio, senza che noi per primi ne percepiamo la propria responsabilità individuale, essendo noi stessi, ognuno di noi, singolarmente nel proprio piccolo e in ogni cosa che quotidianamente facciamo in relazione agli altri e alle cose che ci circondano, una SOCIETA'IN MINIATURA che (anche se le cui azioni possono apparire insignificanti o possono sembrare gocce nel mare) hanno in realtà ampie portate che vanno a modificare in meglio o in peggio la realtà che ci circonda.

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  • Jean Giono Cover

    Jean Giono è nato il 30 marzo 1895 a Manosque, nella Haute Provence, da una famiglia di origine piemontese. Il padre era calzolaio e la madre stiratrice. Legge da solo la Bibbia e Omero, tra l’officina del padre e l’atelier della madre. La sua immensa cultura è quella di un autodidatta con una curiosità universale. Ha pubblicato oltre trenta opere, fra romanzi e saggi. Approfondisci
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