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Traduttore: G. Pinotti
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 8
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 138 p.
  • EAN: 9788845914355
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    Renzo Montagnoli

    28/06/2017 09.49.35

    Nessuno nasce con un bagaglio di nozioni e di competenze, e questo appunto vale per tutti, Georges Simenon compreso. Infatti, non è logico pensare che romanzi come I fantasmi del cappellaio o La scala di ferro siano state le prime opere del narratore belga, che pur in possesso di un notevole talento ha dovuto, come gli altri, studiare e provare per poterlo mettere a frutto. In questo senso L’uomo di Londra scritto nel 1934 e quindi una delle primissime opere di Simenon rappresenta una tappa del percorso intrapreso e che porterà a romanzi di grande interesse e di livello elevatissimo. Già si scorge la particolare attenzione per la descrizione del paesaggio, Dieppe e il suo porto sovente avvolti da una fitta nebbia, e per l’ambientazione, in un tentativo non completamente riuscito di ricreare particolari atmosfere. Pure l’analisi psicologica dei protagonisti è già presente, ma è appena abbozzata, così che i personaggi, pur sufficientemente caratterizzati, non riescono ad avvincere il lettore. La trama, poi, è alquanto esile e il tutto è al servizio di di una finalità tendente a dimostrare che un mediocre resterà sempre tale, in ogni circostanza, anche quella a lui più favorevole, insomma che l’abito non fa il monaco. La nota veramente positiva e originale è che i due protagonisti principali presentano le stesse caratteristiche, entrambi prigionieri di una mediocrità a cui tentano di ribellarsi, ma che nel complesso pare loro non dare fastidio più di tanto. In tutta sincerità e pur tenendo conto di questo esercizio di scrittura L’uomo di Londra mi è solo moderatamente piaciuto; il giudizio è influenzato più che altro dalla trama evanescente e pronto a perdonare all’autore la mancanza di quelle così rilevanti caratteristiche che dimostrerà di avere in seguito, tuttavia non posso esimermi dal considerare che la vicenda mi è parsa ben poco interessante, tanto che sono arrivato stancamente alla fine, a una fine inaspettata e per questo poco logica.

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    rosanna robbiano

    20/04/2016 10.05.08

    La storia di un ferroviere addetto agli scambi che lavora presso lo snodo ferroviario di un porto, che scopre un omicidio. Da qui parte tutto, fino al drammatico epilogo. Un altro viaggio di Simenon nei meandri dell'animo umano. Da leggere.

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    claudio

    15/02/2015 17.41.42

    E' sempre un piacere leggere Simenon. Anche questo romanzo non tradisce le aspettative. Il protagonista è un ferroviere addetto ai controlli degli scambi al porto di Dieppe, in Normandia, sul canale della Manica. Lavora nel turno di notte per cui si è abituato da anni a scrutare nel buio. A casa ha una moglie con cui ci sono pochi rapporti, una figlia ventenne che lavora come domestica e un figlio scolaro. Una notte scopre un omicidio di un uomo che aveva una valigetta: scopre poi che questa valigetta contiene una fortuna in sterline inglesi. Ma comincia anche a cambiarne la mentalità che lo porterà a un delitto assurdo e alla confessione alla polizia.

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    adriana

    29/07/2010 10.32.56

    Ammetto di essere innamorata dello stile di Simenon: questo è sicuramente uno fra i più belli (e li ho ormai letti quasi tutti, purtroppo..)

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    Claudia

    10/07/2008 07.30.03

    Forse tra i tanti sono l'unica ma non ho trovato particolarmente interessante. Sinceramente mi ha annoiato eppure lui come scrittore mi piace. Un bel linguaggio come sempre ma in tutta franchezza niente di eccezionale.

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    lhl

    14/06/2007 12.53.12

    ancora una volta, con pochi colpi di pennello, simenon riesce a dipingere un prezioso capolavoro. Così risultano essere i molti personaggi che fanno capolino nel quadro, così il ferroviere, triste e solitario protagonista. Ancora una volta, partendo dall'abitudinaria e monotona quotidianità, un evento imprevedibile fa uscire il treno dai suoi binari, lo fa deragliare con conseguenze imprevedibili fino ad un attimo prima. Ancora una volta, un personaggio quadrato, solido, ben definito, riceve una scossa devastante che provoca in lui una crepa non rimarginabile. Tutto intorno, il suo quotidiano pare sospeso nell'etere, nella nebbia, nel vapore, quasi in attesa dell'evento che ne sconvolgerà l'equilibrio. La caduta a ruota libera, sembra non avere mai fine, fino all'inevitabile e completo crollo. E con il suo, anche quello di tutte le sue cose e persone che dai suoi umori dipendono. E' una costante degli scritti di simenon, quella dello strettissimo legame di silente sudditanza e rispetto che esiste tra l'inossidabile, l'incorruttibile capo famiglia ed il resto dei personaggi. Ed è una costante anche l'inevitabilità che un piccolo o grande evento porti al frantumarsi di tutte le certezze.

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    Leonardo Banfi (Novate Milanese)

    30/05/2007 15.05.01

    Georges Simenon, che mi aveva affascinato col mistero nei due racconti BETTY e LA CASA SUL CANALE, in questo racconto mi ha un pochino deluso. Mi aspettavo mantenesse alto l'interesse del lettore fino all'ultima pagina. Il racconto e' sempre impregnato dal velo di mistero, come gli altri due che ho letto, ma questo racconto l'ho trovato un pochino lento. Come sempre il linguaggio ottimo, mi ha appassionato... ma non troppo. Comunque vale la pena leggerlo.

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    Simone

    21/05/2007 10.01.56

    Bellissimo romanzo di Simenon. Un clima di tensione e attesa che si protrae fino alla triste e inesorabile conclusione. Non ci sono buoni ne' cattivi, ma solo disperati che cercano di vivere una vita migliore. Un libro amaro, in cui la trama poliziesca lascia presto spazio al dramma personale di due uomini segnati dalla vita.

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    Roberto

    22/06/2006 23.50.34

    Come gli eventi e le apparenze trasformano l'idea degli altri su una persona nella persona stessa. Tematiche pirandelliane per questo romanzo della casualità del male. Nessuno scagli la prima pietra.

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    manu

    07/12/2004 23.33.35

    Un libro che scorre esattamente con le ore del protagonista, Maloin. un racconto lento nelle ore annoiate dell'uomo, frenetico nelle ultime ore di quei giorni. Un'altra descrizione di un uomo cinico quanto freddo nei pensieri, uomini che con la legge vivono un rapporto sempre molto contrastato: dove si può la si aggira, a volte ci si autoconfessa colpevoli, colpevolissimi, senza nessuna sorta di giustificazione, con il dovere, ma soprattutto il dovere di scontare tutta la pena. Profondamente vero, quasi tangibile, il rapporto padre-figlia

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    frank

    09/11/2004 18.25.34

    sono anni che lo leggo..l avro riletto una decina d volte....un capolavoro....l'ambientazione poi ti penetra nelle ossa

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    Paolo Pratelli

    16/11/2002 22.45.57

    Il ferroviere nel suo "gabbiotto" è da antologia! Sublime.

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    Guido

    31/10/2002 09.52.38

    Analisi di un uomo comune. La fortuna gli arride all'improvviso e gli sconvolge la vita. Anche in questo giallo-romanzo la psicanalasi di Maigret raggiunge vette altissime.

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