L' uomo di paglia

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Regia: Pietro Germi
Paese: Italia
Anno: 1958
Supporto: DVD
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Rimasto solo durante l'estate, un operaio romano, sposato con un figlio, ha una relazione con un'impiegata. Quando finiscono le vacanze finisce anche questo breve amore. Ma la ragazza si suicida e il rimorso perseguita l'uomo.
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    alessandro

    03/10/2009 18:33:12

    Capolavoro di uno dei registi più trascurati dalla critica (non era politicizzato), uno dei massimi cineasti della nostra storia.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Cristaldi Film, 2008
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 120 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste: intervista a Mario Sesti; presentazione: presentazione cinematografica originale; filmografie
  • Pietro Germi Cover

    "Regista e attore italiano. Frequenta il Centro sperimentale di cinematografia con l'intenzione di diventare attore, ma, dopo essere stato aiuto di A. Blasetti, esordisce nella regia nell'immediato dopoguerra con Il testimone (1945), dando prova di una buona capacità tecnica, confermata anche dal suo ingresso alla Lux. Tra i nuovi talenti della rinascente cinematografia nazionale, è quello che, con ogni probabilità, è meno legato alla lezione neorealista, preferendo rifarsi al cinema statunitense contemporaneo, in particolare ai western delle praterie sconfinate e ai noir delle città claustrofobiche, combinati con temi e situazioni tutti italiani: ecco allora, nel volgere di pochi anni, i giovani gangster di buona famiglia di Gioventù perduta (1947), la Sicilia mafiosa trasfigurata in West... Approfondisci
  • Pietro Germi Cover

    "Regista e attore italiano. Frequenta il Centro sperimentale di cinematografia con l'intenzione di diventare attore, ma, dopo essere stato aiuto di A. Blasetti, esordisce nella regia nell'immediato dopoguerra con Il testimone (1945), dando prova di una buona capacità tecnica, confermata anche dal suo ingresso alla Lux. Tra i nuovi talenti della rinascente cinematografia nazionale, è quello che, con ogni probabilità, è meno legato alla lezione neorealista, preferendo rifarsi al cinema statunitense contemporaneo, in particolare ai western delle praterie sconfinate e ai noir delle città claustrofobiche, combinati con temi e situazioni tutti italiani: ecco allora, nel volgere di pochi anni, i giovani gangster di buona famiglia di Gioventù perduta (1947), la Sicilia mafiosa trasfigurata in West... Approfondisci
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