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Un efferato criminale. Un misterioso ibrido. La persona che è riuscita a mettere in scacco Akechi Kogoro, l'archetipo del detective nella fortunata serie di episodi (poi libri) di Edogawa Ranpo, maestro della letteratura giapponese. Inseguimenti, travestimenti, trucchetti e giochi d'astuzia, Ranpo riesce sempre a bilanciare gli ingredienti per lasciarmi con il fiato sospeso. Il doppio è il tema centrale del libro, non un semplice espediente narrativo: vittime e carnefici sono prede e predatori, accomunati da un sapiente gioco di specchi che riflette la frammentazione dell'Io. Altro grande protagonista è l'eroguro, corrente che fonde macabro, erotismo e grottesco che fa da perfetto contorno all'inseguimento de "L'uomo leopardo". Qui Akechi si trova per la prima volta in difficoltà e mi è piaciuto molto vederlo più umano e non solo il super detective che ho imparato a conoscere. Alla fine del libro vi rimarrà un po' di mistero, come ogni storia un po' gotica che si rispetta!
Trame ingegnose, travestimenti, ambientazioni intricate, inseguimenti e colpi di scena ricchi di tensione, antagonisti bizzarri e capitoli brevi... Tutti questi elementi fanno pensare a un solo autore, nonché uno dei miei preferiti: l'inimitabile Edogawa Ranpo. In "L'uomo leopardo" ho scoperto un valore aggiuntivo, una storia diversa rispetto agli altri suoi libri, ricca di spunti di riflessione come il rapporto tra uomo e animale o le condizioni degli animali stessi. Infatti, in una scena, il domatore del circo pronuncia testuali parole: "Signore e signori, siete oltremodo fortunati! Avrete l'opportunità di assistere a una scena che vi farà gelare il sangue: bestie selvagge dal valore di diecimila yen l'una che vengono ferite, abbattute, scorticate, dilaniate fino alle ossa. [...] Le belve urleranno, piangeranno, impazziranno e fuggiranno in preda al panico". Chi è la vera bestia feroce? L'uomo che uccide le donne e maltratta gli animali, o i leopardi, le tigri e l'orso citati nel romanzo? Stavolta, il rivale di Akechi Kogorō è una creatura ibrida che ha l'agilità e le fattezze di un leopardo, la sagacia e l'abbigliamento di un essere umano. Ma la sua natura rimane avvolta nel mistero e nel dubbio: come ha sviluppato questo corpo? Ci sono varie teorie in merito, ma io ho ipotizzato potesse trattarsi di un esperimento. A differenza degli "antagonisti" degli altri romanzi, Ranpo ha utilizzato descrizioni ripetitive per l'uomo leopardo; elementi quali gli occhi verdi fosforescenti, le zanne bianche o le labbra rosse, ricorrono troppo spesso. Solitamente l'autore spiega ogni colpo di scena e svolta narrativa nei minimi dettagli, di modo che nel finale tutti i tasselli del puzzle prendono il loro posto. Invece, in "L'uomo leopardo" mi ha spiazzata: è la prima volta che un enigma non viene risolto al 100% e il finale aperto dà la possibilità ai lettori di immaginare la sorte di un personaggio.
Nel corso degli anni ho diminuito drasticamente il numero di thriller letti, per il semplice fatto che risulta ormai difficile trovare un titolo valido, originale e che sia in grado di suscitare le sensazioni tipiche di questo genere, per fortuna Edogawa Ranpo ci è venuto incontro. "L'uomo leopardo" è una di quelle storie in cui la tensione cresce pagina dopo pagina, sarà difficile sbarazzarsi dell'inquietudine anche una volta che avrete chiuso il libro. Ranpo non basa interamente il suo mistero sulla domanda "Chi?", quanto più su "Perché?" e "Come?", andando così a creare una profondità psicologica che rende le vicende ancor più disturbanti. In definitiva, "L'uomo leopardo" mi ha sorpresa moltissimo e mai avrei potuto immaginare mi appassionasse tanto. Mi raccomando, leggetelo a vostro rischio e pericolo 👀
Recensioni
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