Urban Hymns

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Artisti: Verve
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Virgin
Data di pubblicazione: 1 aprile 2013
  • EAN: 0724384491321
Disco 1
1
Bitter sweet symphony
2
Sonnet
3
The rolling people
4
The drugs don't work
5
Catching the butterfly
6
Neon wilderness
7
Space and time
8
Weeping willow
9
Lucky man
10
One day
11
This time
12
Velvet morning
13
Come on
14
Deep Freeze
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    Alex Lugli

    05/01/2010 00:18:31

    The Verve (originariamente soltanto Verve) è il nome di un gruppo musicale Alternative Rock britannico formatosi a Wigan, in Inghilterra. Attivi in più riprese a partire dal 1990, quando si formarono, i Verve conobbero il picco della fama con il terzo album, "Urban Hymns", nel 1997 e con il singolo "Bitter Sweet Symphony", che divenne un Hit mondiale. Nell'aprile 1999 la band si sciolse a causa di dissidi interni. All'epoca era uno dei gruppi musicali più noti e influenti nel panorama musicale dell'Alternative Rock inglese. Ricostituitosi nel giugno 2007, ha pubblicato, nell'agosto 2008, l'album "Forth", prima di sciogliersi nuovamente nel 2009. I Verve si formarono quando i membri del gruppo si sono incontrati alla Up Holland High School, per poi frequentare, in seguito, il Winstanley Sixth Form College, nel Metropolitan Borough di Wigan, nel 1989. Guidata dal cantante Richard Ashcroft, la Band riceve un'accoglienza piuttosto positiva, all'inizio del 1991, dovuta all'innata capacità di catturare l'attenzione del pubblico, con impasti musicali e una sensibilità d'avanguardia. Nel 1997 la pubblicazione del nuovo lavoro, intitolato, appunto, "Urban Hymns". Per la prima volta nella carriera, i Verve provano l'ebbrezza del successo commerciale su vasta scala. Non solo l'album diventa un successo nel Regno Unito, ma la Band otterrà un'enorme popolarità anche negli USA e in tantissimi altri paesi del mondo. Il singolo apripista "Bitter Sweet Symphony" entra nella classifica britannica dei singoli direttamente al numero 2. La canzone utilizza un campionamento, riproposto in loop, di una registrazione sinfonica del brano dei Rolling Stones intitolato "The Last Time". Altre canzoni memorabili come "Sonnet", "The Rolling People", "Neon Wilderness", "Weeping Willow", "Lucky Man", "Velvet Morning" e "Come On" mettono in evidenza tutto il talento compositivo dei Verve nel creare grandi brani dell'Alternative Rock di qualità. Il disco in questione è ormai un classico degli anni '90, bello e musicalmente convincente.

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    alex

    22/05/2008 14:27:53

    semplicemente bellissimo! struggente e malinconico.. il manifesto del brit pop degli anni '90 insieme a "The great escape" dei Blur e "Be here now" degli Oasis.

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    fabrizio trevisiol

    17/07/2007 12:09:17

    "Anche per noi ci sarà un posto nella storia"...con queste parole Richard Ashcroft replicò all'indomani del fallimento commerciale di album come A storm in heaven e A northern soul con iquali i verve confermavano la loro ricerca psichedelica in un periodo che vedeva il braccio di ferro del Brit pop britannico diviso tra Blur e Oasis.E questo posto lo ottennero con questo meraviglioso disco in cui i nostri,pur nn rinunciando alla loro storia fatta di psichedelia(influenzata da gruppi come Can e Big star) si aprono al pop dando una vera e propria lezione ai loro cugini Blur e oasis.Vengono così concepiti una serie di inni urbani che diventano veri e propri inni musicali e generazionali,soprattutto grazie al singolo di apertura,quella Bittersweet symphony che grazie ad un video cult(in cui ASHCROFT spintona noncurante i passanti in una allucinata passeggiata diurna)diventa subito un icona musicale assoluta degli anni 90.E poi la dolce Sonnet il cui pop melodico e gradevole viene poi schiantato dalla provocatoria e allucinata The rolling people,in cui le deflagrazioni chitarristiche e vocali strizzano l'occhio ai CAN di TAGO MAGO.Si ritorna alla calma con la splendida ballad the drugs don't work ed alla psichedelia con catching the butterfly e Neon wilderness,seguite poi dal sound più arioso di Space and time e dal pessimismo di Weeping willow.C'è poi la meravigliosa lucky man,la più ottimisica one day,il funky trascinante di this tme,il country psichedelico di velvet morning.si chiude con Come on,lunga jam session che concilia i nostri con il loro passato dedito alla sperimentazione.LA cavalcata dei verve verso la storia è fatta di una serie di inni azzeccati in cui il popolo del britpop si riconcilia con la grande scuola del classic rock,e con la psichedelia degli anni 60

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    Francesco

    27/09/2006 16:08:36

    Sono due gli album simbolo di questo periodo (almeno per il genere indie/brit pop) Uno è Morning Glory degli Oasis, l'altro è questo, ovvero uno degli album più importanti di sempre. The drugs don't work, Lucky man, bittersweet simphony capolavori. Chi ama il genere certo non si ferma a questi tre titoli, un po' commerciali, ed allora ci si spinge verso the rolling people e weeping willow passando per come one. Risultato? Il disco è già finito e lo facciamo ripartire per vedere com' è possibile che queste canzoni siano tutte in un unico album e non in un best. Cult anni '90. Chi ha dai 20 ai 30 anni non può non averlo

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