L' Urss di Lenin e Stalin. Storia dell'Unione Sovietica, 1914-1945

Andrea Graziosi

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 maggio 2010
Pagine: 650 p.
  • EAN: 9788815137869
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Descrizione
Questo volume traccia la parabola dell'Urss dalle origini fino al suo trionfo sul nazismo. Attingendo alla documentazione resasi disponibile dopo il collasso dell'Urss e alle ricerche condotte su di essa, l'autore ha potuto operare una ricostruzione nuova, e diversamente credibile, di una storia che ha affascinato e impaurito il XX secolo. Due dittature affini ma anche profondamente diverse, quella di Lenin e quella di Stalin, due guerre mondiali, una guerra civile e una guerra scatenata nel 1929 dal regime contro la popolazione, che causò nel 1931-33 due carestie sterminatrici, nonché la più grande operazione di terrore preventivo mai condotta in epoca di pace in un paese europeo formano lo sfondo in cui Graziosi inserisce la costruzione del grande "esperimento" sovietico. Al centro dell'attenzione vi sono l'ideologia, le mentalità e i comportamenti del gruppo dirigente, dei contadini, degli operai, delle donne e degli intellettuali; le capacità e i limiti di un sistema economico peculiare; le esperienze vissute dalle nazionalità; e l'influenza che l'Urss ha esercitato sia attraverso gli strumenti tradizionali, sia attraverso lo straordinario potere di attrazione di quella che è stata l'ultima grande utopia nata in Occidente.

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    stefano

    24/07/2012 23:01:23

    Volume di storia politica e sociale russa buono e dettagliato dalla prima guerra generale del 1914 al termine della seconda. Elemento di debolezza rimane la incomprensione dell'autore circa la sostanza politica della materia trattata. La confusione ormai classica veicolata dalla ideologia dominante fra il regime socialista del 1917/1920 e la fase di restaurazione capitalista stalinista del 1921/1923 rimane un punto essenziale la cui comprensione è assolutamente necessaria. A seguito dell'isolamento internazionale del processo rivoluzionario innescato nel 1917 la restaurazione borghese nella sovrastruttura politica si poneva con una forza travolgente. Nella struttura economico-sociale del paese infatti il passaggio al moderno capitale industriale si configurava nelle condizioni date come un enorme passo progressivo (di socialismo non si poteva minimamente parlare se non con l'ausilio dell'Occidente). Il tentativo dell'autore di considerare l'opera terrificante di impianto contraddittorio e sanguinoso del moderno capitale industriale di una debole borghesia giacobina come un presunto sistema economico socialista è totalmente errato. La pianificazione statale non fu altro che un metodo di accumulazione capitalistica accelerata in condizioni di isolamento dal circuito internazione degli investimenti esteri e in presenza di un mercato interno molto debole. A prescindere dalla problematica di fondo della totale incomprensione del fenomeno staliniano il volume è molto ricco e suggestivo sotto molti viewpoints. Molto notevole l'attenzione dell'autore alla problematica delle minoranze allogene nel corpus del grande bisonte russo.

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