Vajont 9 ottobre '63. Con videocassetta

Marco Paolini

Curatore: O. Ponte Di Pino
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Pagine: 120 p.
  • EAN: 9788806153205
Usato su Libraccio.it - € 10,26

Recensioni dei clienti

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    MASSIMO

    02/05/2008 16:54:39

    semplicemente meraviglioso

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    Davide

    23/01/2007 17:58:32

    Solo tre parole: DA VEDERE ASSOLUTAMENTE!

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    Marco

    07/09/2006 13:08:47

    Non so quante volte ho visto e rivisto questa videocassetta: Paolini è superbo nel descrivere un fatto così tragico ma anche così lontano nel tempo e volutamente dimenticato dalla cronaca "ufficiale" (per paura? ignoranza? vergogna?). E' stato anzi proprio con questo spettacolo che il disastro (annunciato) del Vajont è stato finalmente portato a conoscenza dei tanti (compreso il sottoscritto) che non ne sapevano nulla o quasi, e che sicuramente non immaginavano come il disprezzo per "chi non serviva più a nessuno" potesse portare al realizzarsi di simili tragedie. Un racconto che fa riflettere non solo per il passato, ma che ci suggerisce tra le righe di rimanere sempre vigili, sempre critici nei confronti del "potere", di qualsiasi natura esso sia. Perchè qui prima ancora della natura, a non essere degnati del minimo rispetto sono stati gli uomini e le donne di quella valle, sopra la testa dei quali sono passati per anni gli interessi e le "furberie" di politici e imprenditori dell'epoca. Un messaggio inquietante, che lascia lo spettatore con un misto di rabbia, dolore, e forse anche vergogna: verso la natura violentata, ma soprattutto verso i propri simili. Per non dimenticare, ma anche perchè non accada mai più.

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    marco

    23/02/2006 10:02:57

    Bellissimo ed emozionante allo stesso tempo. Purtroppo un'altra tragedia italiana troppo spesso dimenticata. PER NON DIMENTICARE.

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    Alessia

    02/09/2005 09:28:32

    Come quasi tutti, io non ero ancora nata quando è successo il disastro del Vajont. Quello che sapevo l'ho appreso dai libri di scuola, dai ricordi dei nonni e dei genitori. Una sera per caso facendo "zapping" mi fermo ad ascoltare un tizio che fino ad un momento prima non conoscevo neppure. Non ho più cambiato canale, l'ho ascoltato fino alla fine quasi senza respirare. Un grande personaggio Paolini e non solo per il racconto del Vajont.Ma da quel momento in poi il Vajont è diventato un'ossessione, ho cominciato a leggere di tutto sul caso fino al 10 aprile 2004 quando finalmente sono riuscita ad andare a vedere la "maledetta" diga. E Casso ed Erto. E Longarone. Giuro che essere li, sulla frana e rendermi conto di persona di ciò che è successo...mi si è stretto il cuore e ho pianto. Allora dico grazie a Marco Paolini per aver reso "pubblica" la storia del Vajont con parole semplici ma efficaci, ma soprattutto per aver impresso nella memoria una storia di cupidigia, egoismo e sfruttamento della povera e onesta gente. Per non dimenticare.

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    Federico Saccomandi

    09/01/2005 15:06:48

    Un pugno nello stomaco. Non si può usare altro che le parole dello stesso Paolini per definire questa storia. Paolini è magnetico e straordinario nel tenere lo spettatore incollato al video per oltre due ore e mezza, raccontando con maestria una storia che sembrerebbe incredibile se non fosse drammaticamente vera. Assolutamente imperdibile.

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    Elisa F.

    27/04/2004 15:27:05

    Grande impegno civile, unito ad un'eccezionale bravura: da leggere e da vedere, anche per i molti che non ricordano questa (evitabile) tragedia.

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    federica

    07/04/2004 11:04:29

    Leggete tutto quello che potete di Paolini, il Vajont è solo la punta di un favoloso iceberg. 6/5, se posso permettermi di sconvolgere le regole del voto.

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    jes

    04/11/2003 09:19:28

    Come dice chi mi ha preceduto Paolini è veramente magnetico, è impossibile staccarsi dal video prima che abbia finito di parlare. Invoglia a saperne ancora di più, fa arrabbiare per le ingiustizie che fa subire il potere, credo che faccia crescere anche interiormente. Consiglio di leggere anche il Libro di Tina Merlin "Sulla pelle viva"

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    massimo Notari

    31/10/2003 16:13:48

    GRANDIOSISSIMAMENTE GRANDIOSO

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    Alessandro

    04/09/2003 21:05:03

    Superlativo. L'indiscutibile merito di Paolini (e non dimentichiamo i suoi collaboratori) è aver finalmente reso giustizia a dei morti dimenticati e vittime di poteri che sono "uno stato nello stato". PER NON DIMENTICARE...PER NON RIPETERE GLI STESSI ERRORI. Un grazie all'autore

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    Martina

    23/03/2003 16:41:35

    Quanto vale la vita di un uomo? Quanto quella di 10 uomini? Quanto un intero paese? Domande retoriche, alle quali non è possibile dare una risposta. E qual è il valore della memoria? Che importanza può avere il ricordo di ciò che è stato, mentre corriamo verso il futuro? Vajont. Un nome, per molti solo un vago ricordo. Qualcosa che sembra successo in un altro tempo, in un altro mondo. A qualcuno lontano da noi. Nel 1963 non ero ancora nata. Ho letto sui libri di scuola che un giorno era franata una montagna, nei pressi di una diga, e che molte persone erano morte, ma la storia del Vajont non era, non poteva essere, la mia storia. Non c’è memoria di qualcosa lontano da noi. Poi, una sera di ottobre del 1997 un uomo ha raccontato a tre milioni e mezzo di persone quello che era successo. In piedi, solo sopra un palcoscenico, affiancato soltanto da una lavagna e da pochi altri oggetti, ha ripercorso le vicende di due paesi e dei loro abitanti. Un lungo cammino, iniziato negli anni ’30 con le prime ipotesi e i primi studi per la costruzione della grande diga del Vajont. Si ride, o si sorride spesso, nella prima parte dello spettacolo. Paolini, per sua stessa ammissione, inventa alcune cose, colorisce con simpatia e con delicatezza la vita e i problemi degli abitanti del luogo ma intanto, quasi inavvertitamente, segnala date e avvenimenti, chiama in causa i protagonisti con nome e cognome, spiega termini tecnici, costruendo così un quadro molto più ampio rispetto alla piccola valle bellunese che sarà teatro del dramma. Piccoli imbrogli, superficialità nel valutare i problemi, storie di quotidiani soprusi, arroganza di un potere che pensa di poter sconvolgere tranquillamente la vita della gente comune in nome di un ipotetico “interesse superiore” accompagnano lo scorrere degli anni fino agli ultimi giorni, alle ultime ore. Il 9 ottobre del ’63 è una bella giornata, racconta l’attore, una di quelle giornate così limpide da poter vedere il mare dalla cima del Toc. La vita scorre t

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    davide

    21/10/2002 14:07:31

    Uno spettacolo splendido. Triste, sicuramente, ma Paolini è "magnetico" e ti costringe a star davanti alla tivù per due ore. E alla fine ti senti un po' meno "ignorante" e ti chiedi se sia una storia o la realtà. E purtroppo lo è...

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    Ivan

    05/09/2002 14:18:58

    Appena pigiato il play non mi sono più staccato dal video, poi ho riletto il libro, poi ho studiato il video, poi ho studiato il libro. Con Paolini ho cominciato a farmi una cultura sulla catastrofe del Vajont, finché non sono salito a Longarone in un silenzion religioso e rispettoso. La verità è ancora lontana da quello che viene raccontato qua e là a 40 anni di distanza. Paolini l'ha detta. Un video che si propaga con il tam tam delle persone semplici, senza pubblicità. Ci fa un po' vergognare di essere italiani, ma allo stesso tempo ci fa sentire orgogliosi che in mezzo a noi ci sia ancora qualcuno capace di urlare la verità!

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    Sabrina Santarelli

    14/01/2000 19:34:07

    Chi non ha mai visto Paolini non sa cosa si perde. Ti tiene attaccata al video per tutta la durata della sua orazione civile e al termine ti trovi con una sensazione di esserti persa qualcosa fino a quel preciso momento che hai inserito la videocassetta e pigiato play. Il libro completa il tutto. Indimenticabile.

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