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Anne Rice

Traduttore: S. Caraffini
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2006
Pagine: 376 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830423435

Recensioni dei clienti

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    mara

    19/10/2012 13.22.25

    Ho adorato Intervista col vampiro, un capolavoro! Già Scelti dalle tenebre era sceso di parecchi gradini... e qui la Rice avrebbe dovuto fermarsi!! Ma quando mai, con la richiesta dei fans sempre più pressante, e così tutto ciò che è venuto dopo è qualcosa a parte che io dissocio fermamente dal primo. Una noia, ripetizioni a iosa, situazioni persino ridicole, lontane anni luce dalla magia sontuosa dell'Intervista. Poteva scrivere ancora di vampiri (l'argomento oggi è inflazionatissimo!), ma lasciare Lestat e Louis nel loro affascinante mistero.

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    Marcello Rice

    31/01/2011 20.23.14

    Armand il vampiro è un'altra opera squisita di una fantastica scrittrice! molto bello , la storia scorre che è un piacere, coinvolgendo come sempre il lettore al 100%!! personaggi bellissimi, Marius...Pandora... a volte sembra quasi che loro esistano d'avvero!!!

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    Riccardo

    31/01/2009 08.04.18

    Questo libro è la summa di ciò che Anne Rice è diventata: una scrittrice verbosissima, a tratti interessante e spesso banale. Una continua girandola di vampiri che piangono sangue, non fanno il "loro dovere" e commettono azioni alquanto strane, tutto condito da descrizioni interminabili su ciò che per l'autrice è bello perché costoso, molto costoso.

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    k88

    24/01/2009 08.38.30

    Sono una grande fan di Anne Rice, ho letto tutti i suoi romanzi e mi sono sempre piaciuti... fino a questo. Purtroppo "Il vampiro Marius" non solo non è all'altezza degli altri capolavori dell'autrice, ma non fa altro che rielaborare fatti che il lettore affezionato delle "Cronache dei vampiri" già conosce, senza aggiungere nulla di nuovo, anzi, spesso rovinando l'atmosfera suggestiva che la Rica era riuscita a creare quando descriveva nei libri precedenti le stesse scene. I personaggi che compaiono per la prima volta in questo romanzo sono di una piattezza irritante, e quelli che il lettore già conosce rimangono appannati, privi di personalità. Se avete amato gli altri romanzi della stessa autrice, in particolare "Armand il vampiro" e "Pandora", non leggete questo!

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    lillà_bianco

    13/09/2008 09.52.06

    Non sarò prolissa...mi limiterò a dire.. semplicemente "stupendo" ^_^

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    je

    10/09/2008 13.11.48

    alla lunga la Rice diventa un pò pesantina...i primi libri delle cronache dei vampiri sono davvero splendidi, eleganti...ma poi la storia comincia a ripetersi... in ogni caso chi ama queste cronache, non può fare a meno di continuare a seguire Lestat, Louis, Marius e tutti gli altri...

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    luciano sava

    16/04/2008 16.38.06

    Lungo escursus spazio-temporale di un vampiro. Storia gradevole anche se a tratti troppo allungata, leggendolo si vuol essere vampiri , in fondo quelli della Rice, sono affascinanti e tutto sommato ... buoni.

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    Francesca

    03/10/2007 10.55.45

    ...Sarà ripetitivo, non aggiungerà molto di nuovo, ma a me è piaciuto tantissimo! Non mi capitava tra le mani un libro della saga da tempo, quindi avevo dimenticato una gran quantità di episodi che questo libro mi ha fatto tornare in mente! Effettivamente capisco, però, che per un lettore accanito che divora i volumi uno dietro l'altro, può sembrare un pesante "rallentamento"... D'altra parte, dato che la verità sta sempre nel mezzo, a me è piaciuto rivedere e paragonare gli stessi episodi narrati da due punti di vista differenti! Insomma, lo consiglio vivamente, ma fate passare un po' di tempo da quando leggete "Pandora" e "Armand, il vampiro"... ;P

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    Maurilio

    31/01/2007 13.08.43

    Dopo la delusione di "Merrick la Strega", speravo in un romanzo un pò più avvincente, ma non c'è niente da fare: Marius non ha il carisma di Lestat e (in misura minore) di Armand. La Rice si sforza di inbastire una biografia avventurosa e ricca di colpi di scena, ma si riduce a raccontare avvenimenti che ormai abbiamo imparato a memoria: adoro Armand, ma la storia del suo soggiorno a Venezia e della sua trasformazione in vampiro l'hanno imparata anche i sassi!!! Patetico il rapporto tra Marius e Pandora: si inseguono sperando di ritrovarsi per centinaia di anni e poi sciupano tutto in una sola notte e poi alla fine si scopre che Pandora è sempre stata innamorata di Marius! Salvo solo l'ultimo capitolo, la conclusione è veramente inaspettata ed è la cosa che mi è piaciuta di più: in 4 pagine Thorne ha dimostrato molta più personalità di quanta ne abbia mai dimostrata Marius nelle restanti 550 (e in migliaia di anni di vita). Ha fatto quello che sicuramente avrebbe fatto anche Lestat se fosse stato al suo posto, bravo!!

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    darklady

    14/11/2006 17.10.50

    Essenzialmente un bel libro.Il modo di scrivere di Anne Rice mi piace moltissimo. La storia è avvincente e coerente con gli altri scritti riguardanti il vampiro Lestat e tutti gli altri personaggi. Mi ha lasciata soltanto un poco delusa il finale... ma non si può avere tutto dalla vita, no??! ^_^

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    Nebbioso

    30/10/2006 12.10.01

    Come sarebbe scrivere dello stesso fatto, narrandolo dal punto di vista di ogni protagonista? Anne Rice nelle Cronache di vampiri l'ha fatto. Le premesse erano buone. Terminata la saga del vampiro Lestat, che narra dalla sua nascita nel 700 fino ai giorni nostri, la Rice si è trovata ad un punto di stallo. E allora ecco il colpo di genio: rinarrare l’intera storia per bocca dei singoli protagonisti, svariando tra le biografie dei vari vampiri, riempiendo lacune, chiarendo rapporti solo abbozzati. Arte del riciclo ma potenzialmente emozionante per un fan, se non altro perché la Rice ha sempre saputo sempre incuriosire il lettore, con salti nel futuro che si opponevano alle reminescenze del passato, in attesa che un nuovo capitolo si aggiunga alla saga. Ne Il vampiro Marius, la Rice però, lontana dall’incatenarci al libro con le atmosfere gotiche e le genealogie de Scelti dalle tenebre e La regina dei dannati, torna ai romanzi erotici, se non nelle trame di sicuro nel modo narrativo, quasi caricaturistico nel troppo soffermarsi sulle descrizioni dei corpi, della bellezza dei protagonisti, dell’estasi del suggere sangue. Ma la cosa che più lascia perplessi è l’appiattimento dei personaggi, che perdono di personalità, abbandonando il ruolo avuto nella prima trilogia, per divenire brutte copie di Lestat: egocentrici, falsi, scostanti e capricciosi, che usano troppo spesso la frase “ti amo”, solo per poi negarne tutte le implicazioni.

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    Gelo

    26/10/2006 16.08.19

    Beh..io dico che è piuttosto superfluo pensare che i libri "biografia" siano ogni volta pieni di spunti nuovi. Se non ricordo male le avventure sono finite con il risveglio di Lestat. Almeno per ora per lo meno (fino a quando qualcuno non si deciderà a pubblicare Blackwood farm. Negli USA è uscito nel 2002!). A me non dispiacciono, sinceramente, queste biografie. Ho letto questo libro volentierissimamente, senza trovare pesante nemmeno la grande quantità di descrizioni storiche che vi sono presenti. Amo entrare nell'intimo dei personaggi, vedere con i loro occhi e sentire come loro sentono le loro emozioni. Non lo vedo come qualcosa privo di interesse, ma come un mezzo per capire meglio sia azioni e reazioni che i soggetti in questione hanno avuto nel corso dei libri precedenti, sia cosa ha portato appunto a queste "azioni/reazioni", visto che, comunque, negli altri libri le cose si incentrano soprattutto su Lestat..che non ha una reale biografia sua..dato che esploriamo il suo animo in ogni libro in cui è protagonista, lasciando un po' a margine tutti gli altri. Ho riscoperto Marius, come personaggio, trovandolo carico di passioni ed infinitamente affascinante, cosa che prima..almeno io..non avevo colto cosi tanto, trovandolo piu che altro un algido e composto Figlio dei Millenni, con l'aspetto di un 40enne nordico. Voto massimo per me.

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    Redax

    14/09/2006 17.06.30

    Il libro parte bene, ma si perde nella narrazione. Della Rice ho letto solo Intervista col vampiro (molto bello) e con Marius speravo in una nuova ed avvincente avventura. Questo libro è nato (forse) da una buona idea che purtroppo ha dovuto inserirsi a forza all'interno delle cronache dei vampiri. Le vicende a cui si riallaccia sono ormai ben consolidate: Marius non può aggiungere nulla, ma deve essere coerente con tutto. La mia impressione è stata quella di uno slalom, bello nelle prime 100 pagine, lento e noioso nelle ultime 300 o 400. Lo sconsiglio, a meno che non vogliate completare la vostra lettura del ciclio della Rice.

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    isabella

    25/07/2006 18.17.26

    Prima di leggere il libro ho dato un occhiata ai commenti qui presenti, che mi avevano un pò smontata. Trovo il romanzo appassionante; vero è che di nuovo c'è poco, ma sono rimasta toccata, anche stavolta, dall'empatia che sono arrivata a provare per il personaggio principale,direi un amore profondo per lui e le sue sofferenze, come già era accaduto per Pandora ed Armand. Non è stato lo stesso per Luis e Lestat, che pure adoro, ma nei cui libri, si trovano intrecciati talmente tanti fili che perdo il contatto diretto con le loro sensazioni. Peccato che sia finito!

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    Matteo

    24/07/2006 12.29.16

    D'accordo in generale con i vari commenti, do comunque un coto medio-alto al romanzo perchè, seppure non agginge nulla di nuovo, mi ha trasportato e preso come i precedenti...insomma mi sono "bevuto" il libro senza accorgermene. Un paio di domande se qualcuno mi sa aiutare: 1) quando usciranno in edizione italiano Blackwood farm e il seguito? 2) Che fine ha fatto Bianca, non più menzionata dopo la separazione da Marius?

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    mikaci

    06/07/2006 15.21.08

    sono d'accordo con la recensione di Zeruhur, sia per l'assoluta mancanza di fantasia nella scelta del titolo e dei titoli di anne rice in generale, sia per i contenuti. eppure io sono una lettrice di anne da anni, ma questo romanzo è, direi, quasi inutile, perchè non aggiunge niente di nuovo. invece di occuparsi di fatti ignoti, epoche che ha vissuto marius di cui i lettori non sanno niente, abbiamo l'ennesimo resoconto di eventi già conosciuti (vedi scelti dalle tenebre e soprattutto armand), triti e ritriti. leggevo e andavo avanti in attesa della "rivelazione" di qualcosa che ancora non sapevo e invece non è mai arrivata. soprattutto volevo capire come marius è arrivato al cinismo e al disfattismo in cui è precipitato, evidente nel romanzo armand, che lo ha portato a trasformare in vampiri i due accoliti di armand. in attesa di blackwood farm e blood canticle, ultimi due romanzi sui vampiri, mi vado a leggere il romanzo neo-cristiano di anne: christ the lord...

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    Luca

    13/06/2006 19.48.01

    Forse non sarà il più bel lavoro di Anne Rice, ma sicuramente il libro è piacevole, intenso. Come sempre la Rice riesce a descrivere passioni autentiche, assolute, irrangiungibili (forse)... risultato? Durante la lettura del libro si è combattuti tra la foga di divorare le pagine trascinati dalla trama coinvolgente, da sentimenti toccanti e i vibranti tormenti del protagonista, e la voglia di soffermarsi sui particolari descrittivi, di rileggerli, di assaporare i paesaggi, gli scenari interni, le dettagliate descrizioni di Amedeo, Pandora, Bianca etc... Singolare il fatto che coprendo un periodo di oltre mille anni, il romanzo di soffermi soprattutto sull'epoche più gloriose, trascurando il medioevo nonostante la vicinanza di tale periodo con l'atmosfera vampiresca. Chi conosce la saga dei vampiri di Anne Rice, sarà senz'altro in grado di dare un perchè a tale scelta...

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    Zeruhur

    23/05/2006 22.25.05

    Solita nota negativa per la traduzione del titolo: non solo non rende il riferimento alle catene di oro e sangue che hanno trattenuto la furia di Lestat al termine di Memnoch, ma ormai abbiamo una sfilza di titoli (in italiano) che si compongono di nome e qualifica del protagonista (Memnoch il diavolo, Armand il vampiro, Merrick la strega, Il vampiro Marius…che noia!) Il libro in sé è pregevole, purtroppo sembra che la Rice con il tempo sia stata vittima del suo stesso stile e ci presenti alla fine la stessa struttura narrativa: introduzione con incontro tra due vampiri, la storia della vita del narratore, una conclusione che lega il romanzo al ciclo. Poste queste condizioni il romanzo è piacevole da leggere, ma va affrontato con la consapevolezza che non succede nulla di eclatante e che in fondo sia stato scritto soltanto per i fan. L’unica critica vera che sento di muovere a questo romanzo riguarda la parte centrale: per quanto sia interessante approfondire la vita di Marius, vengono sacrificati i periodi storici potenzialmente più affascinanti, compreso il medioevo: che la Rice sia una positivista? L’altro punto negativo è sul ripetere la sequenza sulla creazione di Armand già letta nel libro a lui dedicato, ripetizione inutile: peccato! Bella ma poco approfondita la parte su Costantinopoli, ambientata male la parte rinascimentale italiana generalista e poco documentata. Solo per gli appassionati sfegatati.

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