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Il Vangelo secondo Gesù Cristo - José Saramago - copertina

Il Vangelo secondo Gesù Cristo

José Saramago

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Traduttore: Rita Desti
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 351 p., Brossura
  • EAN: 9788807721694
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Il Gesù Cristo di Saramago, da alcuni cristiani ortodossi ritenuto blasfemo, è un carattere fortemente spirituale, ma in tutto e per tutto umano, che incarna i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale di uomo. Il figlio di Dio, dalla nascita a Betlemme alla morte sul Golgota, affronta le medesime esperienze descritte nel Vangelo, qui però narrate secondo una prospettiva terrena, con spirito critico e senso logico. In questa storia non c'è fede nei miracoli, bensì coscienza di trovarsi in balìa della volontà di potenza di un Dio padre distante e indifferente al dolore che provoca. La serie di disgrazie, stragi e morti che costellano l'esistenza di Gesù, fino al non cercato e non accettato compimento del destino di vittima sacrificale, diventa così un'occasione per riflettere sulla contrapposizione tra bene e male, sulla problematicità di fare il giusto tramite l'ingiusto, sull'imperscrutabilità del senso della vita umana e sulla sconcertante ambiguità della natura divina.
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    Gianluca

    14/03/2020 07:31:51

    Ho preferito Caino, ma cosa dire...scritto magistralmente

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    derfel

    27/08/2014 17:55:34

    Semplicemente un capolavoro! Cinque stelle sono poche per un'opera di questa caratura! Quando ci si abbandona allo stile di Saramago è come entrare in un mondo parallelo dove tutto il resto passa in secondo piano rispetto alle vicende narrate. In questo romanzo il premio nobel portoghese non si smentisce, prende per mano il lettore e lo rende partecipe della vita di Gesù come se fosse li con lui! Si può essere d'accordo o meno sulle idee religiose, ma resta il fatto che stilisticamente rimane una delle opere di maggior rilievo delle letteratura contemporanea!

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    Cristiano Cant

    05/05/2014 11:36:31

    Gli strinsi la mano in una meravigliosa serata teatrale dove i garofani alzati al cielo e gli applausi si confondevano in una sola scenografia di gratitudine. Una stretta robusta, convinta, rispettosa, nella quale immaginai il suo passato sofferto e tante lotte e rivolte a decifrare i mali del sociale e tentarne una partita vincente nella grandezza della prosa, del talento, delle storie, unico vero veicolo a volte in grado di imprimere nel seme laido della vita l'esempio insuperato che travolge. Qui si maneggia la storia più alta, la rivoluzione che sconvolse ogni quadro; ma l'esito è di un Gesù strepitoso che oltre la sua ferita terragna ci parla innalzandosi a vette di messaggio ultra umano, fino a un rinnegare il Padre che è ancora più elevazione. Decisiva la frase nel finale, lassù in croce, rivolto al Padre: "Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che fatto". E' l'uomo a gridare, l'uomo che depone ogni fede e tuttavia nell'urlo che l'ha cercata e rincorsa ha vinto lo stesso, l'uomo che gela il cielo contro la sua prima radice ma che ama gli uomini non meno di essa. Romanzo di respiro immenso, politico almeno quanto cristiano, romanzo di cruda meraviglia, romanzo dell'uomo.

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    Al

    15/09/2013 18:25:17

    Gran narratore ma per carità....non si è Dio! Nemmeno se si scrive come Saramago! Non è ogni uomo ciò di cui si parla....

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    Raffaele

    19/08/2013 23:17:56

    Sono un estimatore di José Saramago che ritengo protagonista assoluto della letteratura mondiale, tuttavia in quello che è il suo romanzo più discusso e, forse, più conosciuto, non ho trovato nulla di più rispetto ai molti altri letti, anzi. A mio parere, oltre all'originalità del soggetto manca la solita splendida ironia del maestro portoghese che in questa occasione credo si sia preso troppo sul serio.

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    Michael Moretta

    08/07/2013 20:28:51

    Questo libro andrebbe letto insieme a "Caino". In questo Saramago analizzava l'Antico Testamento mentre qui l'autore prende in esame il testo più importante del Nuovo Testamento, il Vangelo. Non l'ho trovato affatto blasfemo ne tantomeno offensivo nei confronti di chi crede profondamente nella religione cattolica. Semplicemente pone dei dubbi, lancia degli interrogativi e soprattutto fa riflettere, fa molto riflettere. Figura centrale della prima parte del libro è il padre di Gesù, Giuseppe. Marito pessimo, padre non eccelso, vigliacco, Giuseppe vive con il senso di colpa per non aver evitato la strage degli innocenti la sera in cui nacque suo figlio Gesù. Questo senso di colpa lo condurrà ad una assurda morte per crocifissione. La vita di Gesù occupa la parte centrale del libro. Dalla sua gioventù ai primi segni di insofferenza e di curiosità che lo spingono ad andarsene. I quattro anni di vita passati con un pastore ( il Diavolo ) e il primo incontro con Dio nel deserto. I miracoli ed il secondo, intenso, a tratti esilarante, incontro con Dio. In questi faccia a faccia Gesù/Dio sta la grandezza di Saramago. Dio è visto come un conquistatore, mai pago di ciò che ha, desideroso di imporre il proprio dominio su più uomini possibili, e Gesù non è altro che il mezzo che lui decide di usare per raggiungere questo scopo. Una parte importante del libro è dedicata a Maria di Magdala. Nella Bibbia è solo la prostituta che Gesù redime mentre qui è la donna con cui Gesù condivide la sua vita, la donna amata, che lo ama di un amore totale. Una storia d'amore bellissima, tenera e dolce. Tutto ciò ci rende finalmente la figura di Gesù più umana. Gesù è innamorato, in lui si mescolano sentimenti di amore ed odio, di ribellione e di fede. È un Gesù insicuro, indifeso e forte allo stesso tempo, impulsivo, astuto. Un Gesù molto diverso da ciò che siamo stati abituati a leggere nella Bibbia ma non per questo meno vero. Il tutto scritto in maniera assolutamente impeccabile!

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    Amleto.D

    04/06/2013 11:53:57

    capolavoro assoluto, scritto meravigliosamente. gesù è un uomo che si interroga, soffre, ama. "Guarderò la tua ombra, se non vuoi che guardi te, gli disse, e lui rispose Voglio essere ovunque sia la mia ombra, se là saranno i tuoi occhi"

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    Annarita

    04/03/2013 23:40:47

    E' un libro molto bello, l'opera di uno scrittore capace di raccontare Dio con semplicità come fosse un uomo qualsiasi. Un uomo tra gli uomini, con i suoi dubbi, i suoi travagli, le sue fragilità ed il suo orgoglio. Sono pagine dense di poesia quelle che raccontano la storia tra Maria e Giuseppe, la loro vita coniugale, il rapporto tra un uomo ed una donna nella Palestina di duemila anni fa; il travaglio di Giuseppe e Gesù, padre e figlio entrambi di fronte alla colpa di non aver salvato bambini innocenti. Attraverso la storia umana di una famiglia "sacra" Saramago con tono dissacrante, ma a mio parere non blasfemo, ci invita a riflettere su temi eterni ed importanti. Solletica pagina dopo pagina il nostro pensiero sul male ed il bene che non esistono in sé stessi. E' provocatorio ma non sacrilego quando descrive un diavolo che si propone di rinunciare al male di fronte ad un Dio che invece non può perdonare. Male e bene sono l'uno l'assenza dell'altro e per paradosso ciascuno esiste solo grazie all'altro. Saramago dimostra il suo disprezzo per il potere, quello in nome del quale un padre può sacrificare il proprio figlio e insegna, piuttosto, "sacro rispetto" per il figlio che combatte il proprio destino, che lotta contro le costrizioni del padre alla ricerca della propria libertà interiore, che ha la grande forza morale ed il coraggio di compiere scelte d'amore per l'universo intero. Un'ultima nota per l'efficacia con cui Saramago sa usare le parole, per la sua notevole capacità di esprimere con delicatezza, riserbo e al contempo arguta ironia, i sentimenti più profondi e le emozioni nella loro pura essenza.

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    anna70

    10/10/2012 14:18:57

    L'uomo e Dio, il bene e il male, la storia e l'eterno... come si fa ad affrontare questi temi con leggerezza e profondità, con drammaticità e ironia, con passione e razionalità? Saramago c'è riuscito in uno dei romanzi che considero fra i più emozionanti che io abbia mai letto. Ovvio: adatto solo a persone che non abbiano preclusioni ideologiche. Come la vera letteratura deve essere.

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    claudio

    30/09/2012 09:15:21

    Tra la tesi ortodossa propria del cristianesimo più rigido, che non deflette dal dettato evangelico, e quelle critiche, orientate, in genere, ad individuare storicamente il personaggio Gesù in un guerriero zelota, armato contro il potere dei Romani, Saramago, in questo libro, prende un'altra strada. Pur assumendo come base narrativa la versione classica della vita di Gesù, egli la riscrive, ristrutturandola ed umanizzandola: dal concepimento naturale, alle comuni problematiche adolescenziali e famigliari, all'amore carnale nei confronti della donna che gli starà accanto fino alla morte, Maria di Magdala. Non mancano gli interventi ultraterreni, di Dio e del diavolo (e, nel confronto, è quest'ultimo a uscirne con maggior decoro), che Gesù è costretto a subire, ma di essi Saramago si serve essenzialmente per perseguire quello che appare il suo evidente obiettivo: una critica feroce nei confronti delle fondamenta stesse di questa religione. Il Dio che si bea dello scannatoio che in suo onore avviene ad ogni Pasqua presso il tempio di Gerusalemme; che costringe Gesù ad accettare una morte atroce, predicendogli, allo stesso tempo (nel corso di una surreale conversazione con Gesù stesso e con Satana, nella quale assume toni da serial killer) le stragi che in suo nome e per secoli avverranno al fine di assicurare il proprio potere. Quel Dio che è, a ben vedere, lo stesso collerico, violento e vendicativo dell'Antico Testamento, non ha alcunché di sacro. Tremenda l'ultima immagine del Vangelo di Saramago: "Allora Gesù capì di essere stato portato all'inganno come si conduce l'agnello al sacrificio e, ripensando al fiume di sangue e di sofferenza che sarebbe nato spargendosi per tutta la terra, esclamò rivolto al cielo, dove Dio sorrideva, Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto". Un testo di grande impatto, sicuramente poco apprezzabile da parte di un lettore credente.

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    Renzo Montagnoli

    10/09/2012 17:15:07

    Sin dalle prime pagine, già con il viaggio di Giuseppe e di Maria a Betlemme, mi sono reso conto che Saramago ha teso a porre, come centralità del romanzo, l'essere umano, nel suo rapporto quasi indispensabile con un ente supremo che possa giustificare il perché nasce, il perché vive e soprattutto perché muore. La quotidianità di un mondo arretrato in cui le donne sono essere inferiori (non per niente sono nate da una costola di Adamo?), l'asprezza e la dolcezza del paesaggio, la ribellione latente per essere una colonia romana rivivono, come per incanto, davanti ai miei occhi; le descrizioni del Tempio di Gerusalemme, dei sacrifici della Pasqua scorrono come in una pellicola cinematografica, rendendo per certi aspetti agevole la lettura. Dalla sua nascita fino alla sua morte in croce il Gesù saramaghiano è un uomo che, come tutti gli altri, combatte contro il destino, sia che questi sia una della volontà di Dio, sia che risulti scritto in un libro cosmico che traccia il nostro percorso. Il Dio dello scrittore portoghese è un Dio che appare sempre più feroce, un dio che vuole ampliare il suo regno a tutta la terra, insoddisfatto della poca popolazione ebraica che lo venera e che, per raggiungere il suo scopo, si avvale di Gesù, un intermediario della sua volontà e che cercherà di ribellarsi, per quanto inutilmente. Leggetelo con calma, perché, se non è forse il capolavoro di Saramago, tuttavia non potrà che affascinarvi e restarvi dentro.

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    angelo

    27/08/2012 23:19:24

    Ingredienti: un padre (Giuseppe) che vive col tormento di non aver salvato i bambini nella strage degli innocenti, una madre (Maria) che fatica a credere di avere un figlio divino, un diavolo (senza nome) dall'aspetto di pastore che inizia il loro figlio ai misteri della vita, una prostituta (Maria di Magdala) che inizia lo stesso figlio ai segreti del sesso. Consigliato: a chi vuol porsi domande non scritte nei vangeli canonici, a chi non si accontenta delle risposte offerte dal catechismo.

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    Emmanuella

    28/05/2012 14:39:18

    Mi capita di rado di leggere un libro che rilasci i suoi effetti anche a distanza di settimane e poi di mesi. Saramago è davvero uno dei più grandi scrittori del nostro tempo e non solo perchè è capace di farti leggere una intera pagina senza virgole nè punti nè punti e vingole nè virgolette, rimandendo scorrevole e più incisivo che mai, ma anche perchè i sentimenti, le azioni e i penseri dei protagonisti del vangelo, e in primis di Gesù, appaiano "crudi" senza fronzoli e, nella loro umanità, amabili più che mai.

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    Sarah

    21/05/2012 11:21:42

    Al di là dei contenuti, che rappresentano Gesù sotto altri aspetti, credo di non aver capito fino in fondo il significato del libro e quale messaggio specifico ha voluto mandarne l'autore. L'ho trovato, lungo, pesante, penoso. Spero di rincontrare presto il Saramago che scrisse Cecità, e di evitare il più possibile altri libri come questo.

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    Tinama

    05/04/2012 16:57:08

    Un libro blasfemo per molti, molto umano e "sofferto" per altri. Umano, sì, ma anche tanto triste. Stupendi gli aspetti umani che emergono! E ce ne sono tanti che offrono spunti di riflessione interessanti. Questo libro non scandalizza, ma intristisce. Un dio che toglie all'uomo la libertà non può essere definito tale. La determinazione, la freddezza di questo dio raggelano l'anima del lettore. Un dio indifferente, ingannatore è molto peggio di quel Dio giudice del Vecchio Testamento. Non scandalizza la relazione tra Gesù e Maria di Magdala, il fatto che Gesù, secondo l'autore, sia nato da un rapporto carnale tra Maria e Giuseppe, che Maria abbia avuto altri figli. E' l'idea di Dio veicolata dall'autore che è difficile da accettare.

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    trigliefritte

    15/01/2012 11:58:05

    Se le statistiche significano qualcosa, il numero di lettori che approvano questo libro (ed io sono tra questi) dimostra quanto poco valga il giudizio dei bigotti che ne dicono peste. Se li Vaticano disponesse ancora della nefasta facolta' di metterlo all'indice, lo avrebbe gia' fatto. Non puo' fare altro che definirlo blasfemo. Fatevene un baffo, come faccio io. Io, personalmente, concludo (ma ci ero gia' arrivato da solo), che se Dio esiste, gli si possono sicuramente imputare i difetti che ancor piu' vengono evidenziati in Caino. (Il potere corrompe, il potere ASSOLUTO corrompe in modo ASSOLUTO). E infatti nella vita di tutti i giorni, vediamo che quanto piu' la gente e' iniqua, tante maggiori fortune ha. Quelli che soffrono sono i poveri, come sempre. Il cane morde dove e' strappato.

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    Anna Maria

    11/01/2012 00:22:01

    Grande Saramago, averne di scrittori così! Una storia commovente, triste e lacerante. Fa riflettere molto, lascia tanta amarezza e illumina le menti di ampie visioni. Un'amarissima considerazione sulla realtà di un mondo e una religione artefatti.

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    Umano

    29/04/2011 23:44:07

    Grande scrittore Saramago, ma questo libro è la cosa più arrogante che uno scrittore ha potuto fare a milioni di persone... e poi, perchè non chiamarlo "il vangelo secondo Saramago"?! Mha... Si si, d'accordo è scritto bene, grande scrittore Saramago, nessuno lo mette in dubbio, ma l'umiltà dov'è? Un minimo di umiltà nel non toccare certi argomenti Sacri dov'è?!...e che cavolo!

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    corra

    27/04/2011 21:31:42

    Ho cercato di leggere questo libro come se non conoscessi la storia di gesù. Naturalmente non ci sono riuscito del tutto, ma davvero non riesco a trovarlo offensivo. Fa riflettere, pone dei dubbi, pone domande a delle risposte che troppo spesso vengono accettate tout cur(o come si scirve). Insomma non so quanto questo libro possa avvicinarci a dio(certo non è lo scopo che si pone), ma sicuramentemci fa pensare alla distanza tra noi e l'eventuale divino, alla necessità di un cattivo affinchè qualcuno possa proclamarsi buono, dello sbagliato affinchè qualcuno possa proclamare il giusto.

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    gil

    19/03/2011 15:21:39

    Saramago e l'inquietudine fra il bene e il male, fra la loro distinzione, fra il giusto e lo sbagliato. Sublime

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    MA DP

    23/02/2011 15:34:14

    Libro tanto difficile da leggere quanto intenso e profondo. Personalmente non credo tolga niente alla cristianità, ma veramente restituisca un Cristo umano, angosciato nella consapevolezza di un destino segnato dall'alto, e comunque dotato del libero arbitrio che lo porta a scegliere il bene sul male. Capisco la reazione per la conclusione del romanzo, inaspettata, troppo esplicita e libera nella interpretazione dello scrittore. Resta bellissimo l'episodio di Lazzaro, perchè nessun uomo merita il dolore di morire due volte. Peccato solo per la descrizione del rapporto con Maria, mi pare che stoni con la personalità attribuita a Gesù.

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    Giorgio

    10/12/2010 17:25:23

    Libro paradossale, quasi surreale : la vicenda umana e divina della nascita del Cristianesimo presentato da una visuale al di fuori da qualsiasi schema teologico o filosofico : un romanzo che si potrebbe definire senz?altro blasfemo secondo alcune categorie religiose ottocentesche (da ?indice? in poche parole !) ma che comunque, senza precludere qualsiasi opzione, lancia inquietanti interrogativi a chi vuole mettersi seriamente alla ricerca di Dio.

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    giancarlo

    24/11/2010 19:08:30

    Un libro che fa riflettere e che tutto sommato non sminuisce minimamente la figura del protagonista. Particolare ed emozionante il rapporto con la Maddalena,interpretato da Saramago nel suo aspetto terreno e con il giusto risalto della vicenda. Non correttamente chiarito il rapporto fra Dio e il Diavolo; in quanto esseri umani il primo è senz'altro subalterno al secondo.

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    Elio

    10/11/2010 13:39:38

    Bellissimi i commenti bigottoni da Osservatore romano che sputa su Saramago col suo corpo ancora caldo. Saramago nel suo romanzo più controverso e spirituale (sì,un laico spirituale) restituisce un Gesù ingannato e uomo,il cui Padre è crudele e vendicativo come da Vecchio testamento. E la storia narrata è di una potenza e profondità sconvolgente,al di là di polemiche religiose. Poi per chi non lo apprezza c'è il solito giochino: tirare fuori il comunismo,lo spauracchio preferito dai vittimisti e complottisti,e sputare sentenze che non stanno né in cielo né in terra. Consigliata la lettura a tutti,tanto le fette di salame dagli occhi neanche una scrittura sublime può farvele togliere.

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    Gianni

    29/10/2010 21:21:12

    Ho letto questo libro dopo Cecità che mi è piaciutò e dove nell'intenzione dell'autore traspare un sentimento di oppressione e claustrofobia, invece questo al contrario è solare e di una vitalità incredibile. A suo modo, da laico, Saramago rende a mio parere un grande servizio alla religione cattolica e solo gli ortodossi non lo capiscono.

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11:33:34

    Quello che stupisce, è la dimensione tutta umana di Gesù, della sua vita e delle persone che lo accompagnano. “Come tutti i figli degli uomini, il figlio di Giuseppe e Maria nacque sporco del sangue di sua madre, vischioso delle sue mucosità e soffrendo in silenzio”. Sicuramente non siamo abituati a pensare che Gesù sia nato da un rapporto carnale tra Maria e Giuseppe e che dopo Gesù nacquero diversi fratelli e sorelle; che Giuseppe sia stato crocifisso dai romani e che abbia, per tutta la sua vita, vissuto con il rimorso di non aver salvato i bambini uccisi da Erode. Ma questi fatti biblici con i quali Saramago sfida la tradizione evangelica non dissacrano la vita del Profeta anzi, a mio modesto parere, le conferiscono ancor di più dimensione umana. Quando Gesù accetta e vive profondamente l’amore sensuale di Maria di Magdala e viene perfino descritto il loro primo incontro d’amore, non si avverte ripugnanza e Gesù in quel momento è un uomo moderno, più vicino a noi. Saramago al suo meglio.

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    Chiara

    27/09/2010 21:10:37

    Un libro splendido.

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    mario

    12/09/2010 22:09:08

    capolavoro

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    Claudio

    06/09/2010 09:11:51

    Il libro è molto bello, significativo è anche lo sforzo di ricostruzione storica. Interessante, inoltre, la costruzione psicologica dei personaggi, con i loro turbamenti, fissati intorno ad alcuni eventi che Saramago presenta come fondamentali nella struttura del romanzo. Un romanzo appunto, perchè è chiaro sin dal suo "titolo impossibile" che lo spunto biblico è utilizzato da Saramago solo come idea letteraria di arrivare ad una storia, la sua, fra le tante letterariamente possibili.

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    luciano

    25/07/2010 15:48:36

    Sconcertante la descrizione. Scrivendo "ritenuto blasfemo da alcuni cristiani ortodossi" spero che l'autore di questa descrizione stesse scherzando. Il libro assume un'ideologia materialista che appare evidente a qualsiasi persona sia minimamente informata sul Gesu' vissuto nella storia, neanche credente. Se poi uno crede, non ne parliamo neanche. Altro che "ortodossi" :-).

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  • José Saramago Cover

    Narratore, poeta e drammaturgo portoghese, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Costretto a interrompere gli studi secondari fece varie esperienze di lavoro prima di approdare al giornalismo che ha esercitato con successo su vari quotidiani. Dopo il romanzo giovanile Terra e due libri di poesia caratterizzati da una forte sensibilità ritmico-lessicale, si è rivelato acquistando fama internazionale con un'originale produzione narrativa in cui rielaborazione storica e immaginazione mistica e allegorica, realtà e finzione si mescolano in un linguaggio tendenzialmente poetico e vicino ai modi della narrazione orale. Tra le sue opere più note pubblicate da Feltrinelli: Il vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Tutti i nomi, L'uomo duplicato,... Approfondisci
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