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La notte, le finestre dei palazzi di Milano nascondono stanze e vite private. A volte, come in questa notte, nascondono uffici, e un uomo: è l'ispettore Monaco, stanco del suo lavoro da quando tre anni fa è morta la moglie. E stanotte, in queste stanze della Questura, oltre al caso dell'omicidio del signor Ullrich, entra anche Linda, la figlia dell'ispettore, fermata perché trovata con una pistola. La solidità apparente di Monaco protetto dalla burocrazia, è messa a repentaglio dal suo ruolo di padre. Si rende conto dell.'abbandono in cui ha lasciato la sua vita privata, e anche di non essere più il poliziotto di una volta, il maestro di tanti altri poliziotti, neppure di Levi, suo allievo e amico. Ma il caso Ullrich, sul quale si sollevano pressioni politiche per la notorietà della vittima, costringe Monaco a partecipare alle indagini, di nuovo insieme a Levi. E lo porta a scoprire un mondo metropolitano di decadenza e promiscuità, popolato anche da ragazzine come Linda.

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    Mauro Lanari e Orietta Anibaldi

    24/11/2015 08:09:51

    Oltre l'Antonioni della trilogia sulla Milano borghese, annoiat'e noiosa, affetta da un'incomunicabilità parallel'alla pochezza delle cose da dire. "L'avventura" (1960), "La notte" (1961) e "L'eclisse" (1962), col loro pedante didascalismo ch'era già maniera, vengono spazzate via da uno sguardo abil'a cogliere, usando pochi folgoranti guizzi, gl'incolmabili vuoti e silenzi della metropoli meneghina con la sua "folla solitaria", quella che "vista dall'alto è fredda, quas'immobile, mentre dal basso è spudorat'e vivida nei colori". Il debutto nella fiction del documentarista Bruno Oliviero parte com'un noir sull'"ennesima parabola di decadenz'e perversione" urbana e prosegue com'un dramma familiare tra padr'e figlia, "ma si tratta di false piste, poiché ciò ch'interessa verament'al regista è la storia del tracollo d'un uomo", la cui "Odissea" è rappresentativa della nostra crisi epocale. "Resterebbe dunque deluso chi s'aspettasse un'indagine dal ritmo serrato, piena d'azion'e colpi di scena. L'inchiesta procede lenta, riflessiva, e ai movimentati carrelli e dolly esterni si sostituisce la macchin'a spalla che negl'interni scruta [...] rinchiudendos'in spazi sempre più piccoli: la questura, un appartamento, una stanza d'albergo" e infine l'abitacolo d'un'automobile. L'ispettore Monaco [!] è prigioniero d'una perdit'assoluta ancor'irrisolta, metaforizzata dalla propria vedovanz'appen'accennata e dalla scen'ambientat'in chiesa, la minimalistica rarefazione d'atmosfer'e psicologismi serv'a eliminare ogni diversivo per concentrarsi sull'unico punto topico del film: lo stallo e l'impasse costanti del protagonista dovuti al venir meno postmoderno d'un purchessia criterio di discernimento. Non sa scegliere, non può più saperlo fare, e resta paralizzato davanti a qualunque decisione, disorientato, res'inetto da un problema smisuratamente più grande di lui. Finale tragicament'apertissimo, con "la variabile umana" del tutt'imprevedibil'e fuori controllo. Esordio indimenticabile.

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  • Produzione: BiM, 2014
  • Distribuzione: Rai Cinema - 01 Distribution
  • Durata: 83 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano
  • Formato Schermo: 1,78:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; foto