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Il vecchio che leggeva romanzi d'amore - Luis Sepúlveda - copertina

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Luis Sepúlveda

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Traduttore: Ilide Carmignani
Editore: Guanda
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 28 gennaio 2016
Pagine: 132 p., Brossura
  • EAN: 9788823514386
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Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Luis Sepúlveda

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Scelto da IBS per la Libreria ideale per accedere alla letteratura sudamericana da una porta differente da quelle più abituali (Borges, Amado, Allende, Márquez). Più lontano dal realismo magico, Sepúlveda mescola tradizione e teorie ambientaliste. Difficile portare il Sudamerica su questa nuova strada, ma non impossibile secondo l'autore cileno.

Il vecchio Antonio José Bolivar vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Vi è approdato dopo molte disavventure che non gli hanno lasciato molto: i suoi tanti anni, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie, i ricordi di un'esperienza, finita male, di colono bianco e alcuni romanzi d'amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall'aver vissuto "dentro" la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.
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    Elena

    11/03/2019 11:03:13

    Una buona descrizione di quanto la specie umana sia la più infestante del pianeta, e la più meritevole di estinzione.

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    daisy

    10/03/2019 11:25:45

    Sepulveda ha sempre il suo fascino, anche in questo libro non sbaglia un colpo. Consigliato

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    Debora

    21/02/2019 21:45:39

    Sepulveda ha sempre qualcosa da insegnare, nello stile, nella brevità, nella profondità

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    Giada

    28/12/2018 09:49:06

    Nonostante il libro sia molto breve, la rete di significati tessuti all'interno è complessa, e a volte è difficile cogliere subito il messaggio che la storia vuole dare. Tuttavia, con un po' di attenzione si arriva alla fine assolutamente arricchiti: ciò che il protagonista deve combattere all'apparenza è il tigrillo, ma è l'essere umano ad essere la vera bestia, colui che porta scompiglio nella natura

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    Mariaelena

    19/09/2018 22:48:09

    Sepulveda è l'autore di una delle storie preferite della mia infanzia, quella della gabbianella e il gatto che le insegnò a volare, storia dolcissima che ancora oggi ha la capacità di farmi commuovere. Ho ritrovato in questo piccolo romanzo la stessa scrittura elegante, semplice ed incisiva dell'autore, ma non quella magia che mi aveva tanto affascinato anni fa. Torna qui un tema caro allo scrittore, lo sfruttamento dell'ambiente per mano dell'uomo, in questo caso riguardante la foresta Amazzonica di cui il nostro protagonista, il vecchio Antonio José Bolìvar, sembra conoscere quasi ogni angolo, ogni odore, ogni rumore. Antonio è un personaggio indimenticabile, dal passato difficile, un uomo rimasto vedovo troppo presto e che ha trovato nel popolo degli shuar dell'Ecuador una guida e una medicina alla sua solitudine. Bellissime e costruite alla perfezione le parti dedicate agli shuar, alla loro vita, alle loro tradizioni e credenze, così come le descrizioni della foresta, talmente vivide da far sentire sulla pelle la pioggia che bagna la vegetazione, la paura del passo felpato dei felini, il rumore del vento che sferza gli alberi e agita l'acqua dei fiumi. Su questo sfondo avverrà la lotta tra Antonio e la temibile femmina di tigrillo che rappresenta un po' l'incontro-scontro tra la natura e l'uomo che con la sua incuria e scelleratezza non fa che distruggerla e calpestarla e la battaglia finale tra i due rappresenta un momento di grande impatto emotivo che mi ha molto colpito e fatto riflettere. Devo dire che mi aspettavo però un coinvolgimento ancora maggiore, un'emozione più forte e più pagine dedicate effettivamente all'amore per la lettura che Antonio ha sviluppato nel corso degli anni. Ho trovato davvero commovente l'immagine stridente di questo vecchio rude, pratico, temprato da una vita difficile che legge e rilegge le pagine dei suoi amati romanzi d'amore, anche se avrei preferito un maggiore approfondimento di questo aspetto in particolare.

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    Artura

    18/09/2018 08:35:42

    Luis Sepulveda è uno di quegli scrittori che sanno come farsi voler bene, sia che vi piacciano i libri romantici che i libri d’avventura, questo è un racconto che racchiude in sé molti generi. La storia narra la vita di Antonio José Bolívar Proaño dal matrimonio alle difficoltà di coltivare la terra alla convivenza con gli indigeni. Nel momento in cui è costretto a dare la caccia al tigrillo, la quale impazzita dal dolore per l’uccisione dei suoi cuccioli uccide tutti gli uomini che incontra per vendicarsi. Ma in questa caccia si nasconde molto di più, una ricerca di aiuto, un grido di pietà, un dolore straziante che rendono questo il capolavoro di Sepulveda. Un libro commovente che mi sento di consigliare a tutti!

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    Egome

    30/10/2017 12:20:57

    Ho riletto dopo qualche anno questo racconto e devo dire che ne valeva la pena. E' la storia di Antonio José Bolivar ormai anziano, coraggioso, intelligente e romantico ( è lui che non sa scrivere , ma ha imparato a leggere romanzi d’amore, quasi per compensare la perdita della giovane moglie) . Antonio Josè ha saputo dare un senso alla sua vita integrandosi perfettamente con gli indigeni (gli Shuar) della foresta amazzonica imparandone gli usi e le tecniche di sopravvivenza in quell’ ambiente affascinante ma anche molto ostile, e soprattutto ha imparato a rispettare quel luogo e gli animali che lo abitano. E proprio questa disciplina gli consentirà di poter fronteggiare alla pari il feroce esemplare femmina di tigrillo, inferocito per il ferimento a morte del compagno maschio e l'uccisione dei suoi cuccioli. Questo intelligente felino è il responsabile della uccisione di numerosi 'coloni' inesperti, andati in Amazzonia con il solo scopo di arricchirsi cercando oro o pietre preziose, ma assolutamente ignari o irrispettosi delle regole per sopravvivere in quella natura selvaggia. Molto bello - pieno di suspence e con qualche colpo di scena - l’ ultimo capitolo che descrive lo scontro finale fra Antonio Josè e il tigrillo.

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    n.d.

    26/10/2017 21:00:25

    Testo scorrevole , piacevole alla lettura e particolare nel contenuto .

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    Rosapia Autuoro

    04/07/2005 11:51:44

    Un ligro affascinante da leggere 1000 volte perchè ogni volta ci si accorge di un particolare che la volta precedente non c'era. semplice e articolato nella scrittura, Sepùlveda è un genio!!!!! Lo consiglio solo ad un pubblico che sappia ancora sognare ed emozionarsi per le cose semplici.

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    Eugenio D'Uffizi

    22/12/2004 18:45:26

    Questo libro di Sepúlveda mi è molto piaciuto, sia per il registro linguistico adottato, che rende il lettore partecipe della vicenda, sia per la velocità della narrazione, che non annoia il lettore con eccessivi particolari o lunghissime descrizioni. La forza di questo libro, tuttavia, è sicuramente il messaggio che l'autore vuole trasmettere, che è racchiuso tutto nell'ultima, toccante frase. Secondo me è un libro da consigliare a chi spesso perde il senso dell'umanità, ma anche a chi ama particolarmente gli animali, la foresta e in particolare la natura.

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    lorenzon

    17/07/2004 12:29:25

    Il piu' bello e tenero romanzo scritto da sepulveda.

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    naty

    20/06/2004 11:58:56

    il libro è scritto bene e la trama è abb. interessante, ma ho fatto fatica a finire di leggerlo

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    Gianni Cotuvemori

    06/06/2002 19:37:18

    Al Contrario di altri che hanno già recensito questo libro, penso che sia da leggere tutto d'un fiato,in uno , al massimo due giorni: si, come già è stato detto, un testo che denuncia la presenza dell'uomo bianco nella foresta amazzonica, scritto in un linguaggio semplice ed essenziale. Ricorda Heminguay de "Il vecchio e il mare",a mio parere, non solo nella lotta contro l'animale( in questo caso il tigrillo), che nel libro di Sepulveda è di natura molto diversa( intendo lo scontro, non l'animale) : infatti la coatta uccisione del felino da parte del vecchio, che ha profondo rispetto del fiero animale, sta ancor una volta a sottolinere l'opera dell'uomo bianco che ha stravolto ogni cosa nella foresta , persino il comportamento degli animali. Sepulveda ricorda Hemingway nel saper trascinare il lettore con un linguaggio scarno ma mirato nel luogo in cui si svolge la vicenda: con questo romanzo ( se viene letto tutto d'un fiato) lo scrittore ti riesce a portare nel bel mezzo della foresta , ti fa palpitare alla ricerca del tigrillo , ti riesce a far sentire l'odore pregnante dei sigari cha fuma il vecchio Antonio Josè, riesce a farti percepire i suoni della foresta . Questo sicuramene il pregio maggiore del testo.

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    Alessandro M.

    27/08/2001 16:02:59

    è una storia affascinante, risolutiva per chi abbia il desiderio e l'esigenza di allontanarsi dall'imperante individualismo del mondo occidentale. Tra gli Shuar dell'Amazzonia non c'è traccia di rivalità, opportunismo, desiderio di sopraffazione. L'Amore degli Shuar? "...amore puro, senza altro fine che l'amore stesso. Senza possesso e senza gelosia". Gli Shuar tollerano persino la presenza dell'uomo bianco prepotente, violento, arrogante. Per gli Shuar esistono le regole e il rispetto, anche del più acerrimo nemico. E il vecchio Antonio è "sedotto da quei luoghi senza confini nè padroni". è sedotto dai luoghi e dai suoi libri che lo portano ogni volta in un viaggio appassionante e misterioso. E "che a volte gli facevano dimenticare la barbarie umana". è una piacevole lettura e di sicuro valore antropologico.

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    Valentina

    11/05/2001 22:49:00

    Il libro è stato molto avvinciente e ricco di particolari. Lo consiglierei ad altri perchè racoonta la verità su quello che sta succedendo nella foresta Amazzonica. Va letto con calma e non di fretta perchè o sennò si rischia di arrivare in fondo e non aver capito il vero significa che Sepùlveda ha voluto dire. Per i significati dei suoi libri Sepùlveda va ammirato perchè racconta verità in modo semplice.

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    caterina

    14/04/2001 16:37:21

    Ricorda un po' lo stile di G.Garcia Marquez. E' comunque struggente e leggerlo fa un po' "dimenticare la barbarie del mondo"

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    Luca Bordoni

    22/03/2001 19:22:11

    Ho letto questo libro tutto d'un fiato (in circa due giorni) e forse la troppa fretta di finirlo non mi ha fatto capire bene il senso del racconto, forse lo consiglierei più animatamente ai lettori. Il messaggio penso che sia quello di condannare la troppa superiorità degli uomini nei confronti della natura e credo che lo scrittore Sepùlveda abbia anche perfettamente ragione. Molti paragonano questo libro a "Il vecchio e il mare" di Hemingway, solamente che in questo caso l'uomo non vince la battaglia morale con la natura, ma solo lo scontro fisico con la belva. Ad ogni modo consiglio di leggere questo libro per poter sapere altri pareri (dei miei compagni per esempio).

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    Luigi

    07/03/2001 14:39:13

    Un bellissimo libro che per certi versi ricorda il grande Hemingway del "Vecchio e il mare". E' inoltre molto forte il contrasto tra i due modi di vivere e di concepire la natura rappresentata dalla foresta amazzonica. Da un lato gli indios che la rispettano e la considerano come una madre, dall'altra l'uomo bianco che la vede solo come qualcosa da sfruttare. Tra questi due universi vi e' il protagonista, l'anello di congiunzione e la sintesi delle migliori qualita' umane.

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    Dario Guglielmi

    09/02/2001 09:56:27

    Il libro mi ha inizializzato al mondo della lettura e mi ha fatto conoscere uno scrittore, Luis Sepùlveda, che riesce ad esprimere tutto il suo modo di essere e di pensare con manoscritti di semplice interpretazione. Il libro in oggetto lo reputo sensibilmente appassionante, semplice da interpretare ed avvincente nel finale avventuroso quando il vecchio saggio trionfa laddove l'arroganza del potere aveva fallito.

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    Alice

    10/05/2000 21:15:44

    Il libro presenta un flash-bach troppo lungo che fa annoiare un lettore. Secondo me solo nei primi capitoli il libro può sembrare avvincente, poi si parla sempre di morte...Infine nell'ultimo capitolo dove si narra la lotta tra Bolivar e il tigrillo secondo me fa invogliare il lettore a leggere. Il libro nel complesso non mi ha affascinata per questo non lo consiglierei ad altre persone,è risultato troppo noioso.

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  • Luis Sepúlveda Cover

    Scrittore cileno. Militante di Unità popolare, fu costretto a lasciare il paese in seguito al colpo di stato che mise fine al governo di Allende. Il suo impegno di militante ecologista lo ha spinto a partecipare a diverse missioni dell’organizzazione ambientalista «Greenpeace». Ha  esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Cronache di Pietro Nessuno (1969), cui sono seguiti Le paure, le vite, le morti e altre allucinazioni (1986) e Taccuino di viaggi (1987). Si è imposto definitivamente con il romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1989), cui hanno fatto seguito Il mondo alla fine del mondo (1989), Un nome da torero (1994), storia di spionaggio ambientata fra la Patagonia e la Germania, La frontiera scomparsa (1994), l’originale... Approfondisci
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