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René Girard

Curatore: G. Fornari
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2001
Pagine: 250 p. , Brossura
  • EAN: 9788845916168

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    Una lettrice

    05/04/2016 14.43.56

    Difficile sintetizzare in poche righe l'impatto col pensiero girardiano. Se cercate un'opera in cui dare alla vostra fede pane duro da mordere per uscirne fortificata, sarà un ottimo esercizio. Non attendetevi dunque un libro di apologetica in chiave antropologica, siate voi ad essere apologeti della fede che alberga nei vostri cuori e smascherate il sottile inganno celato dietro la forzatura di teorie che han ben poco di religioso! Resta un testo interessante per il dibattito che ne può scaturire. Da leggere con spirito critico.

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    Piero

    02/02/2009 21.38.47

    La folla ha bisogno di sacrificare delle vittime per preservare, come crede, se stessa. La caccia alle streghe, l'olocausto, il caso dreyfuss, l'insediamento dei rom causa dei mali della città ecc sono solo alcuni esempi del meccanismo perverso mimetico nel quale le culture di ogni epoca si riconoscono. Tale meccanismo si ripete perpetuamente nella storia dell'uomo in un susseguirsi di folle e di vittime, è Satana che scaccia Satana. Ma succede una cosa anomala: nei miti le vittime erano sempre colpevoli, il loro sacrificio era necessario per vivificare e fecondare la società; nella cultura giudaico cristiana le vittime sono innocenti, pagano per colpe non loro; uccidendo Gesù, cioè la vita, è la colpevolezza della folla che viene finalmente smascherata. Si apre un ciclo nuovo. Satana è smascherato, non può più ingannare l'uomo avveduto con questo stratagemma, cambia strategia: non esige più dalla cultura delle società la colpevolizzazione redentrice di innocenti ma, al contrario, chiede la difesa ad oltranza fino ad un livello di perdita della cognizione dei valori fondamentali dell'uomo. Per non colpevolizzare nessuno si finisce nel non distinguere la differenza fra il bene ed il male. Non è vero che alla tradizione cristiana appartengono i fautori delle teorie sulla religione, il mondo è pieno di pensatori e critici che riflettono sull'origine e sul significato di ogni religione e cultura dell'umanità, da secoli per esempio il comparativismo studia in ogni anfratto la religione cristiana per cercare di demolirla, ma nessuno è ancora riuscito a sbugiardare la croce, unico simbolo che mostra all'umanità la vera natura di Dio: vittima innocente della follia dell'uomo, eppure innamorato di lui fino alla morte.

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    Un lettore

    16/01/2007 11.33.33

    Girad è uomo di un solo libro: "La violenza e il sacro" (Adelphi) le cui teorie ha poi ripetuto con accenti piu' o meno diversi in tutta una serie di libri, librini, interviste, interventi che hanno fatto di lui un maitre-à-penser. La posizione teorica di Girad per cui il Cristianesimo sarebbe "diverso" dalle altre religioni (posizione che - in tutt' altro ambito - già fu di Eliade) mostra comunque tutta la sua ingenuità: certo il Cristianesimo ha caratteristiche proprie che impediscono di assimilarlo al Buddhismo o al Mithraismo (e viceversa), ma - se consideriamo le interpretazioni generali sull'essenza dei fenomeni religiosi in quanto tali - la vera sola "differenza" del Cristianesimo verso le altre religioni consiste solo nel fatto che alla tradizione cristiana appartengono (finora) i fautori delle teorie antropologiche sulla religione, e questo ha fatto si' che quest'ultimi si trovassero portati a guardare il Cristianesimo in un' ottica appunto "diversa" rispetto alle altre religioni (per fare un esempio è come voler descrivere un edificio rimanendone sempre all'interno). Nella fattispecie poi penso che il Cristianesimi, ben lungi dallo scardinare il meccanismo sacrificale, pone anzi quest'ultimo a proprio fondamento. Comunque sia l'interpretazione girardiana del Cristianesimo rimane un capitolo fondamentale di quella "religion after religion" cui John Dadosky ha dedicato uno studio fondamentale: cosi' come Eliade ci ha offerto la possibilità di "essere sciamani" senza dover sottostare ad alcuna iniziazione allo stesso modo Girad ci offre un Cristianesimo fatto di sole idee, senza Chiese né sacramenti.

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    Piero Gallo

    12/09/2005 13.55.01

    L'autore evidenzia in modo magnifico la novità delle scritture cristiane attraverso un'indagine che fa avvertire il fremito del contatto con l'infinita Sapienza che le sorregge. La bellezza dell'opera può non sorprendere solo chi ha già letto le altre opere dell'autore, tutte di altissimo livello.

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    Luigi Demiet Dresda

    20/06/2001 14.48.25

    Questo libro smaschera l'errore logico di chi pretende di ridurre il fatto cristiano ad un mito tra i tanti. Cristo come Dioniso o come Mitra o il Buddha? Girard invita ad indagare fino in fondo ogni somiglianza, ogni elemento che ritorna nel mito e nei vangeli: perché più si indaga e più emergono le differenze essenziali. Il libro opera un'apologia del cristianesimo che trova fondamento unicamente nel rigore della ragione.

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