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Marie-Monique Robin

Traduttore: B. Amato, M. Schianchi
Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2012
Pagine: 435 p. , Brossura
  • EAN: 9788807172397

  A quanti si interessano del lato oscuro del sistema agroalimentare attuale il nome di Marie-Monique Robin non suona nuovo. Giornalista d'inchiesta, scrittrice e documentarista, l'autrice si è distinta, in un recente passato, per la pubblicazione di Il mondo secondo Monsanto (Arianna, 2009), un saggio che, forte di tre anni di ricerche sul campo, smontava, punto per punto, le controverse politiche del leader mondiale nella produzione di organismi geneticamente modificati. Come il suo precedente lavoro, anche Il veleno nel piatto è frutto di un lungo processo di elaborazione e ricerca, iniziato fin dal 2004 con la realizzazione di due documentari diffusi da Arte. Ed è il risultato di un'indagine accurata che si è avvalsa di diversi tipi di risorse: l'imponente mole di studi scientifici, i documenti d'archivio reperiti presso avvocati, organizzazioni non governative, esperti e privati, e colloqui e interviste realizzate nei dieci paesi su cui si è focalizzata l'inchiesta. Il risultato sono 442 pagine dense d'informazioni, arricchite dalle quaranta pagine di note scaricabili dal sito dell'editore e indispensabili per chiarirsi le idee sulle insidie nascoste nel nostro cibo quotidiano, o meglio nel nostro veleno quotidiano, se conveniamo con il titolo originale, Notre poison quotidien. A corroborare la propria tesi l'autrice cita innumerevoli casi di agricoltori ammalati per essere stati troppo a lungo a contatto con agenti inquinanti, bambini che hanno sviluppato patologie fin dal ventre materno e l'aumento vertiginoso degli ammalati di tumore, aumento che non si può giustificare adducendo semplicemente la motivazione dell'aumentata longevità della popolazione mondiale né tantomeno attribuendo al tabacco tutte le responsabilità. Il cancro è davvero una malattia della civiltà. Affermandolo, Robin riprende molti lavori precedenti al suo, tra cui Primavera silenziosa di Rachel Carson, giudicato ancora attualissimo a cinquant'anni dalla pubblicazione: "Mentre l'agricoltura chimica conquistava il mondo, era la prima volta che uno scienziato osava mettere in discussione il modello agroindustriale, un modello che avrebbe dovuto aprire le porte alla ricchezza e al benessere universali, denunciando metodicamente i guasti provocati dagli 'elisir di morte' sulla fauna selvatica ma anche sugli uomini". Se ci interroghiamo sul valore di una ricerca come quella di Robin a cinquant'anni di distanza dai lavori che l'hanno preceduta, la risposta sta in una battaglia che è ancora lontana dall'essersi conclusa. In questi cinquant'anni le malattie della civiltà sono aumentate, così come il quantitativo di pesticidi, fungicidi ed erbicidi immessi nell'ambiente e nei campi. E, per di più, l'agroindustria ha affinato le proprie armi, ad esempio finanziando studi al servizio esclusivo degli interessi privati ed esercitando tutta la propria influenza nelle sedi decisionali. L'industria sembra averci convinti di dogmi "scientifici" che vanno completamente rivisti o che sono privi di fondamento. Ad esempio, formulando il principio della "dose giornaliera accettabile" (Dga), cioè la dose di un pesticida o di un additivo alimentare – un veleno – che un essere umano potrebbe ingerire quotidianamente senza ammalarsi. Quello della Dga è un principio completamente arbitrario. Robin ce lo dimostra.   Silvia Ceriani  

Recensioni dei clienti

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    03/01/2015 08.20.55

    Un libro verità, bellissimo. Un resoconto amaro sui danni provocati alla salute dell'uomo, dalla messa sul mercato di un'infinita di prodotti chimici dal dopoguerra ad oggi. Un libro inchiesta che tratta in modo approfondito la questione della salvaguardia della salute di fronte agli enormi interessi economici delle industrie, in un mondo dove gli organi mondiali di controllo, gli scienziati, i politici, anche di fronte a prove incontrovertibili, abbandonano la loro autonomia di giudizio lasciandosi condizionare dalle gigantesche pressioni dell'industria.

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    Renato Murolo

    17/06/2014 17.34.59

    Se leggere il precedente lavoro di Robin Marie-Monique, "Il Mondo secondo Monsanto", è stato come ricevere un pugno sullo stomaco, la lettura de "Il veleno nel piatto" è il colpo del KO. Un sonoro schiaffo che ti apre la testa e ti fa comprendere che: 1- all'industria chimica interessa solamente il profitto e non le conseguenze "dannose" che potrebbero avere l'utilizzo dei loro prodotti (e questo è abbastanza ovvio) 2- noi consumatori dobbiamo assumere, a scapito della nostra salute, tutti i rischi dei "cattivi" controlli effettuati dalle industrie (e questo è già meno ovvio); 3- le Autorità di Controllo, che consentono la commercializzazione dei prodotti alimentari contenenti additivi chimici, non sono affidabili, in quanto i loro giudizi sono determinati dai pareri di "esperti" che hanno forti legami con il mondo dell'industria. E quest'ultimo punto, prima della lettura del libro di Marie-Monique, non è assolutamente ovvio. Infatti, se non ti fidi delle Autorità di Controllo, di chi dovresti fidarti? Per fortuna esistono persone come Marie-Monique, che con l'aiuto di scienziati indipendenti, svelano la realtà (e i rischi) che si cela dietro la commercializzazione di prodotti che noi pensiamo essere cibo e in realtà sono VELENO. ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE!

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