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Rikihei Inoguchi, Tadashi Nakajima, Roger Pineau

Traduttore: C. Ricci
Editore: Longanesi
Anno edizione: 2002
Pagine: 320 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830419834
Presumibilmente è stata la drammatica attualità del tema dei kamikaze a spingere la casa editrice Longanesi a ripubblicare questo libro già uscito in Italia nel 1961. I due autori principali sono ex membri dello stato maggiore del Corpo speciale d'attacco com'erano definiti i reparti dei kamikaze (il cui comandante l'ammiraglio Takijiro Onishi si uccise in battaglia); per la stesura dell'opera edita dallo United States Naval Institute i due si sono avvalsi dell'ausilio di Pineau studioso e ufficiale americano. Si tratta dunque di un libro a metà strada tra la ricerca storiografica e la memorialistica che analizza in maniera dettagliata la tragica epopea dei piloti suicidi giapponesi nella parte finale della guerra del Pacifico. Vento divino descrive con dovizia di particolari la nascita del Corpo speciale d'attacco nell'ottobre del 1944 e le sue principali missioni (per un totale di oltre 1900 incursioni) sino alla resa dell'impero nipponico nell'agosto dell'anno successivo. Nella parte finale i due autori prendono in esame – con una discreta ampiezza di vedute visto il loro ruolo in quella vicenda – le posizioni polemiche circa i kamikaze emerse dopo la guerra in Occidente e soprattutto in Giappone. La linea difensiva che i due ex combattenti adottano consiste nel richiamarsi alle tradizioni filosofiche e militari giapponesi che in contrapposizione con l'individualismo occidentale prevedono una totale subordinazione del singolo al bene supremo della patria. D'altra parte com'è noto lo stesso termine "kamikaze" deriva dal passato: si tratta del nome attribuito alla tempesta ("vento divino" appunto) che spazzò via la flotta mongola intenzionata a invadere il Giappone nel 1281. Il paradosso dei kamikaze però consiste nel fatto che essi si appellavano a un antico codice guerriero nel contesto di una guerra moderna in cui la morte dei combattenti veniva pianificata con fredda determinazione matematica finendo così per creare un mostruoso ibrido tra lo spirito marziale premoderno e la tecnologia del XX secolo.
Giaime Alonge

Recensioni dei clienti

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    maurizio

    26/06/2004 15.23.51

    Ristampa di un vecchio classico, molto ben documentato. Spero che la Longanesi ristampi in questa veste tanti altri volumi dedicati alla II guerra mondiale che un tempo facevano parte del suo catalogo (da Le bare di fuoco all'Asso della bottiglia) che descrivevano in presa diretta le espierenze degli Autori durante la guerra.

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    Michel

    22/06/2004 12.14.20

    Incredibile e toccante: mi aspettavo solo un po' piu' di dettagli "aeronautici".

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    Marco Paladina

    14/05/2004 22.37.29

    Ricordo un servizio della grande storia su rai 3 sui kamikaze, lunedì 10 settembre 2001...60 anni dopo un libro attuale come non mai, tanto per comprendere cosa puo' il fanatismo ( e la disperazione, vedi palestina).

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    Satiss

    02/02/2004 15.29.08

    Veramente molto bello, mi associo alle parole dette da Vanina è appassionante come un romanzo.

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    Vanina

    13/11/2003 12.21.31

    Era la forza della disperazione o la profonda convinzione che immolare la propria vita per la patria avrebbe fatto in modo di portare il Giappone alla vittoria finale? Non ci sarà mai dato saperlo. Struggente e attuale, ci potrà far riflettere su avvenimenti che sono ancora troppo vicini alla storia dell'uomo, purtroppo! Un libro storico, che non è un romanzo, ma si legge come tale: tutto d'un fiato!

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    Alessandro Farnè

    05/12/2002 20.41.07

    Lettura toccante.Nonostante sia stato scritto negli anni 50 è ancora attualissimo visto che si parla di persone che sacrificano la loro vita per un'ideale e per la sopravvivenza di chi resterà ,con un grande spirito di sacrificio e dedizione(vedi Israele). Non dò il voto massimo perchè avendo letto solo questo libro sui kamikaze non posso avere un metro di paragone.Sono particolarmente avvincenti le descrizioni delle missioni a cui partecipavano centinaia di giovanissimi nipponici sprezzanti della morte e le lettere che questi ultimi spedivano ai loro cari poco prima di partire per le missioni senza ritorno. Lo consiglio veramente.

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