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Simonetta Agnello Hornby

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2009
Pagine: 405 p. , Brossura
  • EAN: 9788807017728

Basta un disegno ambiguo sul banco di scuola per strappare un bambino alla propria famiglia? è possibile che in una tranquilla scuola materna della provincia ci sia un gruppo di maestre pedofile? Quanto conta la parola di un bambino in un'aula di tribunale?
Forte della sua esperienza come avvocato dei minori e come giudice che si dedica alle grandi sacche del disagio sociale di Londra, Simonetta Agnello Hornby ci regala un romanzo giudiziario ricco di spunti di riflessione ma avvincente come un thriller. Un'indagine che si snoda all'interno della middle class londinese, in una famiglia apparentemente normale che però a un certo punto inciampa in una norma giuridica pensata per tutelare il minore, ma che ha finito, nella prassi giudiziaria, per penalizzare proprio le persone che avrebbe dovuto tutelare. Si tratta del Children's Act del 1989, una legge ammirata in tutto il mondo e spesso imitata, secondo cui un minore che subisca degli abusi ha diritto alla nomina di un avvocato a spese dello Stato, proprio come un adulto. Un sistema pensato per elevare i livelli di tutela riservata ai bambini, ma che ha finito per creare una burocrazia elefantiaca e macchinosa, fatta di assistenti sociali demotivati, cinici avvocati e psicologi incompetenti.
I coniugi Pitt cascano in questo meccanismo straniante e kafkiano. La loro figlia minore, Lucy, viene segnalata ai servizi sociali dalla maestra, allarmata per via di alcuni comportamenti ambigui della bambina; inizia con queste premesse, chiarite nella nota introduttiva, una vicenda che – la Hornby si premura di avvisare – coinvolge dei personaggi inventati, ma potrebbe essere avvenuta realmente.
Mike Pitt, un giovane merchant banker in carriera, per scagionarsi dall'accusa infamante di aver abusato di sua figlia, si rivolge a Steve Both, un avvocato che si trova decisamente più a suo agio nelle zone disagiate di Brixton che negli appartamenti borghesi di Londra. Lui e il suo staff dovranno condurre un'indagine snervante, tra indizi e depistaggi, lottando contro una prassi giuridica che troppo spesso ignora le esigenze delle persone che vi si trovano coinvolte. Un legal thriller, ma anche l'affresco di una società che ha perso il suo primato nella tutela dei diritti civili. Un libro che ci aiuta a comprendere le dinamiche complicate e spesso paradossali che si innescano quando le ossessioni umane incontrano gli apparati di potere, quando tutto, comprese le paure, ha bisogno di essere razionalizzato.

Recensioni dei clienti

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    Federica

    27/06/2014 19.00.31

    E' vero, c'è la storia principale e ci sono tante altre storie, storie collaterali di personaggi, alcuni semplicemente "non protagonisti", altri vere e proprie comparse, che non hanno un'influenza diretta sulla trama, ma - è EVIDENTE - hanno comunque un'utilità. Innanzitutto quello che la Hornby ci trasmette non è solo una vicenda giudiziaria, ma un affresco, l'affresco di un intero sistema giudiziario e del complicato tessuto sociale in cui si inserisce. Inoltre, le storie collaterali, anche quelle dei personaggi-comparsa, contribuiscono indirettamente a tratteggiare i contorni dei personaggi principali, che si riflettono nelle vicende di tutti quelli di contorno. La storia principale, senza quelle di contorno, sarebbe come un film senza la scenografia.

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    Squalo

    13/10/2012 10.37.08

    Ho appena terminato di trascinarmi nella lettura forzata di questo romanzo di cui mi ė rimasto molto poco. Non solo la trama si disperde in mille rivoli di dettagli inutili e di storie parallele senza alcuna conclusione, ma il lettore è pure costretto a subire la superficialità e la praticamente assente connotazione introspettiva dei personaggi. Più che la descrizione del corpo muscoloso e della silhouette di Mike Pitt, ci avrebbe interessato sapere cosa realmente si nasconde dietro la facciata del manager della City. E cosa ci sta dietro le borse di Prada della moglie che ha il tempo di indossare un griffato tailleur e di darsi un tocco di trucco anche nei momenti più drammatici della vicenda? ... Mi chiedo dove siano finite le origini siciliane che l'autrice sembra volere rinnegare in questo romanzo ... Romanzo sconsigliato a tutti, tranne che ai nemici, ovviamente...

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    Pixias

    06/06/2012 13.57.32

    Bel romanzo, duro. Rende bene il senso di cavillosità del sistema giudiziario che intrappola il protagonista e la frustazione dei personaggi

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    Cristina V.

    09/01/2011 11.21.07

    Consiglio la lettura di questo libro per l'importanza dell'argomento trattato, la scrittrice si perde in descrizioni talvolta inutili e tralasciabili. Un libro che serve a far riflettere sulla situazione difficile dei bambini maltrattati ed abusati, ma anche su un sistema assistenziale non di rado cieco ed ignorante.

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    silvia

    12/10/2010 15.51.42

    A me sinceramente è piaciuto..premetto che è il primo romanzo della scrittrice.. Una storia avvincente e che permette al lettore ,grazie ai dettagli riportati,le perizie,le relazioni,le trascrizioni e le strategie,di fare una propria indagine personale,cercando di capire se Mike Pitt è colpevole o no.. Io lo consiglio perchè permette di conoscere una verità che sta dietro,nel sistema,e che non tutti conoscono..

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    Antonella

    03/07/2010 00.56.04

    Avvincente, ben scritto, l'autrice non delude rispetto alle opere precedenti, anche se questa è di genere totalmente diverso. Brava anche nel non restare uguale a se stessa.

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    mara regonaschi

    26/05/2010 16.06.22

    Assai avvincente questo racconto che, con ritmo incalzante, offre numerosi spunti di riflessione sull'ampio tema della tutuela dei diritti civili in particolare dei minori. E' il paradossale inferno in cui cade una borghese famiglia felice il cui padre viene accusato dalla maestra d'asilo e dai servizi sociali, attraverso l'interpretazione di alcuni disegni fatti dalla piccola figlia, di abusi sessuali su di essa. Forse un po' "affrettata" la conclusione, forse poco utili i vari personaggi minori che si inseriscono quà e là nel racconto, ma di sicuro interesse è la lettura del libro.

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    Silvana

    19/03/2010 13.20.27

    Simonetta Agnello Hornby ha dato ancora una volta prova della sua bravura, pur affrontando la realtà fuori dalla sua appassionata Sicilia. Ma gli artisti del resto lo sono qualunque cosa scrivano e ovunque la ambientino. bello e soprendente.

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    Libricciola

    16/02/2010 09.30.29

    Molto molto bello. Questo romanzo è stato una sorpresa, perchè avevo già letto due libri di Simonetta Agnello Hornby totalmente diversi da questo. Secondo me è un romanzo straordinario: ben scritto e avvincente come un legal thriller, complesso nei temi ( l'abuso, i cavilli legali, la mancanza di comunicazione, lo scontro fra le diverse competenze), con un'ambiguità di fondo che si protrae fino alla fine: l'accusato è colpevole? Penso che le critiche negative vengano dal fatto che è molto diverso dal resto della produzione dell'autrice, cosa di per sè affatto negativa, e dall'accurata ricostruzione della vicenda e della parte che ogni protagonista ha avuto, avolte ricca di minuziosi dettagli che potrebbero anche scoraggiare... Il mio consiglio é: leggetelo assolutamente, ma non cercate tra le pagine la scrittrice di LA MENNULARA e LA ZIA MARCHESA, questo è tutto un'altro paio di maniche!

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    Giovanna

    07/01/2010 12.55.04

    E' stato il primo romanzo. mi e'piaciuto molto. l'argomento e' molto delicato e molto complicato. pero' l'autrice ha reso fluido il tutto. ottimo libro, consigliato.

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    valeria

    06/01/2010 19.26.13

    all'inizio poco avvincente alcune parti forse inutili per la storia ma necessarie per capire i personaggi e il perchè agiscano in un certo modo. non è stato difficile immaginarlo già come un film. proverò a leggere altri libri dell'autrice. consigliato? sì. un altro consiglio prima di scrivere un parere si dovrebbe almeno finire il libro!:)

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    gabri

    15/12/2009 12.03.29

    é il primo romanzo che leggo di questa scrittrice, probabilmente chi ha dato un giudizio basso aveva altri termini di paragone, personalmente invece trovo che sia coinvolgente, per nulla "scontato" nella descrizione dei personaggi

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    Cecilia

    18/11/2009 11.29.42

    Ho letto tutto della Hornby e tutto mi è piaciuto, ma "Vento scomposto" mi ha particolarmente coinvolta. Gli autori che si misurano anche su registri, temi e stili differenti dimostrano una grande intelligenza e non ti annoiano mai. Ho trovato lo stile tutt'altro che pesante e tedioso. Non riuscivo a chiudere il libro. Molto interessanti anche i "tecnicismi" che fanno del libro quasi un documento legale. Molto verosimile e per questo sconvolgente. Ti fa dubitare delle tue intuizioni e del tuo giudizio fino alle ultime pagine e, anche se da subito provi una gran antipatia per Mike Pitt, non puoi pensare che possa arrivare a tanto...ma se anche lui dubita di se stesso?

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    gra

    13/11/2009 13.44.15

    Ho iniziato a leggere questo libro con molto entusiamo, la scrittrice mi piace, l'argomento è d'interesse, ma dopo le prime cento pagine ho dovuto ricredermi. La narrazione è talmente piena di dettagli inutili da risultare enormemente appesantita,un libro che si sarebbe potuto scrivere con un terzo delle pagine.Cercherò di arrivare alla fine perchè a questo punto voglio sapere come va a finire, ma con molta fatica.. Una delusione.

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    M. T.

    24/09/2009 10.09.34

    Grande profluvio di dettagli, a volte inutili, ma la storia avvince e descrive come sia facile trasformare un innocente in colpevole e viceversa.

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    kat70

    16/09/2009 19.05.20

    L'idea è buona, ma lo stile poco convincente, fatto di mille dettagli molto spesso inutili, ha appesantito enormemente la narrazione. Peccato.

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    Nicoletta

    07/09/2009 16.21.39

    Romanzo avvincente, ben scritto e ben strutturato. L'ho letto in poche sere, facendo le ore piccole. Mi sono piaciute tutte le storie intrecciate e il giusto bilanciamento degli aspetti positivi e negativi dei personaggi. Ho apprezzato tutti i dettagli e mi e' venuta voglia di leggerlo in inglese, visto che l'autrice l'ha scritto contemporaneamente nelle due lingue. Con "Vento Scomposto" e "La zia Marchesa", e' diventata tra i miei autori preferiti in lingua italiana.

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    daniela

    27/08/2009 09.32.44

    nulla a che vedere con la precedente produzione dell'autrice, non mi e' piaciuto molto,l'unico aspetto interessante riguarda le descrizioni di Londra e degli ambienti sociali che convivono in questa realta'.

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    nanni

    25/08/2009 08.47.14

    A me questo libro è piaciuto proprio tanto! sarà forse perchè non avevo letto ancora niente di questa autrice; vedo infatti che la maggior parte dei commenti negativi sono nati dalla forte discrepanza rilevata con la produzione passata della Hornby. Io ho letto "Vento scomposto", per così dire, a mente libera e lo ho trovato veramente avvincente, appassionante, ben congegnato e senza mai "rallentamenti" inopportuni. Lo cominci a leggere e subito prendi la tua posizione sulla vicenda .. rincorri impaziente la fine per vedere se avevi ragione ... ottimo! Ora sono curiosa di vedere anche gli altri romanzi, speriamo che mi piacciano, visto che sono così diversi!!!

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    augustus

    11/07/2009 08.20.43

    Anch'io come altri sono arrivato all'acquisto di questo libro dopo aver letto e apprezzato gli altri di questa autrice, ma questo romanzo mi è sembrato molto noioso ed è stato difficile arrivare alla fine, se non altro per la curiosità di conoscere la conclusione. La narrazione mi è sembrata troppo lenta, fredda e tecnica, una sorta di cronaca giudiziaria descritta con dovizia di particolari procedurali ma scarsamente coinvolgente. Le figure dei personaggi principali sono tratteggiate con approssimazione, senza spessore e personalità, ad eccezione dell'imputato, che viene naturale considerare fin dall'inizio antipatico e presuntuoso. In uno scenario descritto con tale distacco, emergono per contrasto le figure di contorno, clienti e frequentatori dello studio legale, caratterizzate come macchiette da telefilm, che ricorrono periodicamente nella trama del romanzo. L'ambiente della periferia londinese, con i suoi contrasti e il suo disagio, è descritto bene, ma forse un maggior coinvolgimento emotivo della scrittrice avrebbe aiutato anche il lettore in questo senso.

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