La vera storia dei miei capelli bianchi. Quarant'anni di vita e di diritti negati

Paola Concia,M. Teresa Meli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2012
Pagine: 149 p., Brossura
  • EAN: 9788804621065
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    Raffaele

    17/06/2012 18:15:43

    Ho stretto personalmente la mano all' On. P. concia in occasione della presentazione del libro. Mi sono complimentato per il libro, godibilissimo, e per tutto il suo impegno a favore dei diritti della comunità lgbt. Il libro è uno spaccato della nostra società degli ultimi 40 anni.....sempre quella, immobile, assolutamente immobile....seppur qualche passo in avanti si è fatto, ma ancora ne restano da fare. La politica? Semplicemente...latitante!

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    Roger

    31/05/2012 14:43:00

    Bello, consigliato. Complimenti alla Concia per il coraggio di raccontarsi in questo modo. Questo libro darà buoni frutti nella lotta all'omofobia, alla promozione dei diritti civili per i gay e per finalmente fare capire che l'omosessaulità è una realtà umana normale.

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    Romolo Ricapito

    16/05/2012 22:31:48

    In la Vera Storia dei Miei Capelli Bianchi (Quarant'anni di vita e di diritti negati) l'on. Paola Concia del Partito Democratico (con la collaborazione di Maria Teresa Meli) fa il punto sulla sua vita, dall'intuizione della sua vera sessualità fin dall'infanzia, sino all'esordio in politica; il volume si conclude col "matrimonio" (unione civile riconosciuta in Germania) con la compagna Ricarda, psicologa e criminologa. Riguardo al titolo, la Concia chiarisce in un passo non volere tingere i suoi capelli brizzolati, neppure quand oessi aumenteranno di numero. Il percorso di Paola , quarta figlia di una coppia di ferventi e attivi cattolici abruzzesi , è arduo anche per la malattia ai reni della madre, sviluppatasi quando l'autrice era ancora adolescente. Tale malattia, imponendo la dialisi alla genitrice,d estinata a una scomparsa precoce,, dà modo a Paola di rendersi indipendente il prima possibile, rifiutando il liceo classico impostole per il magistrale. Scuola che con i suoi quattro anni accelera quello che è il suo desiderio più vivo: iscriversi all'Isef. Da vecchia boy scout provetta ,Concia ha una passione innata per il tennis. Passione che si accompagna a fidanzamenti con ragazzi, anche per rallentare il suo sofferto coming out personale. Infatti nel paese abruzzese dove nasce, Avezzano, una sua relazione "sbandierata" per strada con una ragazza irrita un anziano, che dopo averla incontrata la "diffida" dal fare soffrire i genitori e dal dare scandalo.Paola si adegua, fidanzandosi con Riccardo, destinato a una fine precoce per una scalata in montagna. Dunque la Concia affronta un aborto, avendo concepito un figlio col fidanzato di una delle sue migliori amiche. Il percorso eterosessuale è accidentato proprio per il rifiuto dell'omosessualità, che verrà accettata dopo che la Concia entra a fare parte del Partito Comunista. un libro importante per conoscere oltre al tema dei diritti dei gay anche i retroscena più nascosti della politica.

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    Geronimo il perfido

    12/05/2012 17:56:12

    110 e lode ad Anna Paola Concia !!! La sua storia, chiaramente "mutatis mutandis" (non le "mutandine di chiffon", pur essendo in tema), è pricisa 'ntifica alla "favola bella" di tutte le pulzelle che amano le creature eguali a loro. La nostra cultura, sia religiosa che laica, ammette largamente un pene che entra in una vagina, ma inorridisce davanti a due vagine che si accarezzano o a due peni che giocano tra di loro. "Amor ch'a nullo amato amar perdona" è una forza che non conosce diversità di sesso; è quindi estremamente riduttivo parlare di gay, lesbismo, Saffo (anche se di lirica bellezza ne sono i frammenti rimasti), omo, etero, trans... non è una malattia, una devianza, un vizio, da curare dallo psicanalista o in centri specializzati (da quando?), ma qualcosa che ci scorre nel sangue (nel DNA? troppo scientifico!)sin dalla nascita. Chiedo venia per essermi espressa tanticchia burlescamente su di un argomento che richiederebbe ben altre menti e disquisizioni, ma era per sdrammatizzarlo scrivendo in un banale commento ad un libro. Daniela Crugnola.

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