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Veracruz

Valerio Evangelisti

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 329 p., Brossura
  • EAN: 9788804602217
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Recensioni dei clienti

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    Guido Supino

    28/02/2015 16.28.50

    Ritengo che questo libro, come anche il precedente, dovrebbe essere consideraoi come una grande occasione mancata. Evangelisti ha scelto di trattare un argomento che, nell'ambito dei romanzi d'avventura, ha un enorme potenziale e, sinceramente, è notevole il lavoro svolto dall'autore nella ricostruzione storica degli eventi narrati e della vita degli equipaggi; ciò che manca a questi libri è il ritmo. Le battaglie presenti in questo, come nel precedente libro, sono assolutamente prive di patos e tutto il libro si mantiene su un livello emozionale basso. Manca, insomma, la voglia di girare pagina e scoprire cosa succederà, e questo perchè la risposta è NIENTE. Buona la caratterizzazione dei personaggi, anche se potevano essere approfonditi maggiormente quelli principali, a cui, comunque, risulta difficile affezionarsi più di tanto. Simili nei loro atteggiamenti i protagonisti di Tortuga e Veracruz; in entrambi i casi quello che ho pensato vivendo le loro storie è stato "che lagna", e questo soprattutto per Macary, che in teoria dovrebbe essere un crudele pirata arruolatosi per scelta nei Fratelli della Costa. In definitiva il mio consiglio è di scegliere uno qualsiasi dei libri del ciclo dei Fratelli della Costa e di leggerlo, se vi piace, buon per voi, leggete anche gli altri perchè ritroverete gli stessi temi e lo stesso stile; altrimenti lasciate perdere e non illudetevi di un miglioramento nei capitoli successivi della saga.

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    daniele 64

    01/03/2013 12.44.19

    Dopo aver letto i 2 libri di Evangelisti sul Messico,ho provato ad iniziare la trilogia dei Pirati in ordine cronologico. Le mie riminiscenze salgariane giovanili mi hanno agevolato,anche se qui lo stile di Salgari c'entra poco. Sono passati più di cento anni e si vede...Molto documentato,realistico (quasi brutale) come sempre, Evangelisti si legge bene e riesce ad avvincere il lettore. Si può perdonare qualche piccola incongruenza a questo buon romanzo di avventura con venature politiche.

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    Simone

    13/03/2012 10.30.43

    Ho ritrovato gli stessi sapori che già avevano accompagnato la lettura di "Tortuga": un esotismo sfrontato, un certo gusto nel ritrarre violenza e depravazione, personaggi ben delineati e forti, una figura femminile di primo piano e difficilmente dimenticabile. Le scene di battaglia sono minori e passano in secondo piano, infatti contano di più i rapporti umani, siano essi di sopraffazione, seduzione o amicizia. Evangelisti è un maestro del genere e leggerlo è sempre un piacere.

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    Luigi

    26/08/2011 11.31.53

    Prequel di Tortuga, anche se pubblicato successivamente, ne ricalca lo stile scorrevole, privo di punti morti e al contempo ricco di descrizioni storicamente accuratissime. E' interessante leggere degli eventi che in Tortuga venivano solo citati come background della trama in corso, perciò per chi ha amato Tortuga questo titolo è d'obbligo. Tuttavia le storie personali del protagonista sembrano ricalcare troppo quelle del protagonista di Tortuga, perdendo quindi di originalità.

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    Sweeney

    28/06/2011 09.26.40

    Brutto. Sotto ogni punto di vista."Documentato con serietà" si legge nella sovracopertina. Già, peccato che Evangelisti si soffermi un po' troppo spesso con compiaciuta indulgenza sulle scene violente (premetto che non sono una viola mammola). Ritengo che quando si è descritto un paio di volte cosa succede ad un cranio fracassato da una sciabolata sia più che sufficiente. Il resto è solo disgustoso e sadico piacere nel descrivere la sofferenza altrui. Così bravo a descrivere le scene di massacri, Evangelisti, così poco credibile quando passa ai dialoghi, che sembrano tratti da un fumetto. Alcuni passaggi, poi, sono degni della sceneggiatura di Lady Oscar. Comico il passaggio dal registro avventuroso a quello sentimentale, per cui lo stesso pirata che prima mutila senza alcuna pietà, taglia gole come affettasse prosciutti, poi si strugge come in un romanzo d'appendice per la sorellina morente. La "femme fatale" Gabriela Junot Vergara è rappresentata come l'Angelica "marchesa degli angeli" in salsa marinara (guarda caso, anche l'eroina dei coniugi Golon rapita dai pirati...): tutto uno sfarfallio di ciglia, bacetti mandati sulla punta delle dita, ammiccamenti nei confronti di Macary, il quale è tanto credibile come pirata così come una suora tra pornostar. Che dire, poi della verosimiglianza di una donna imprigionata per mesi da pirati, sbatacchiata da una nave all'altra, violentata, strapazzata che, così come ammette lo stesso narratore "miracolosamente" ha sempre acconciatura elaborata di perline/nastrini, trucco perfetto e abiti nemmeno un po' spiegazzati?! E questo sarebbe realismo?! Non sto ad elencare le infinite incongruenze che si notano durante la lettura. Ad esempio: Gabriela è castano-bionda e alla fine ha i capelli nerissimi (ricrescita dopo tre mesi di prigionia?). Semplicemente ridicole alcune osservazioni del tipo "D'improvviso il cielo si illuminò di stelle". Luci a San Siro. Non manca naturalmente il pistolotto finale del pirata "eroe".Inaccettabile.

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    David

    14/09/2010 13.26.13

    Sarà che sono un fan di Evangelisti, ma anche questo racconto mi è sembrato all'altezza delle aspettative. Le ambientazioni e lo svolgimento della storia sono affascinanti e come sempre lo stile è quello che ci si aspetterebbe dallo scrittore.

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    Gaba

    22/03/2010 14.13.56

    Non c'è la vena romanzata e quasi epica di Salgari nè la dettagliata ricerca d Nelson, ma Evangelisti ha creato il suo stile piratesco con maestria e in maniera decisamente accattivante!! Dopo Tortuga, che già avevo apprezzato, questo secondo libro non mi ha affatto deluso e ha riconfermato questo scrittore capace di letture avvincenti e ben ritmate, senza eccessi nelle citazione storiche o marinare, e con una buona caratterizzazione dei personaggi. Attendo un seguito!

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    Davide

    21/11/2009 13.36.17

    Pari a Tortuga per le ambientazioni e lo stile narrativo. Povero invece di grandi battaglie e anche la trama a mio parere lascia desiderare. D'altra parte mi é piaciuto questo genere piratesco quindi seppur trovando qualche pecca posso dire di averli letti con passione.

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    giunio bruto crippa

    19/11/2009 14.49.16

    Secondo romanzo, o meglio prequel, del brillante Tortuga uscito 1 anno fa; E' peraltro lo sviluppo di un breve racconto apparso anni fa nella raccolta Anime nere che ha poi invogliato Evangelisti a dedicarsi al mondo dei pirati della tortuga e a usarli come pietra di paragone della nostra società. Libro interessantew e accattivante lettura che trascina il lettore fino alla fine(?) e che promette gli sviluppi che si avranno in Tortuga; A ridurre il valore rispetto ai precedenti è una certa ripetitività nei dialoghi tra i pirati sulle navi e il paragone con il racconto, folgorante, che era apparso su Anime Nere

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    massimo

    17/11/2009 20.31.20

    Torna a sventolare la Jolie Rouge, la bandiera rossa e successivamente nera dei pirati. In questo prequel di Tortuga, Evangelisti continua a narrare la storia dei pirati senza nessuna concessione al romanticismo salgariano. Lungi dall'essere una comunità libertaria e ribelle, i pirati dei caraibi aprono una nuova storia, quella feroce del libero mercato e del più brutale capitalismo. Critica storica e romanzo di cappa e spada convivono felicemente. Una folla di personaggi percorre il libro, pirati dalla cinica filosofica, una femme fatele erotica ed ereticamente devota. Per chi ama il romanz storico e le atmosfere del romanzo d'avventura è un libro imperdibile. Io no soy marinero, soy capitan...

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