Verdi colline d'Africa - Ernest Hemingway - copertina

Verdi colline d'Africa

Ernest Hemingway

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Editore: Mondadori
Edizione: 8
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788804455721
Salvato in 25 liste dei desideri

€ 7,70

Venduto e spedito da Libreria Tara

Solo una copia disponibile

+ 5,00 € Spese di spedizione

prodotto usato
Quantità:
LIBRO USATO
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

3,86
di 5
Totale 7
5
3
4
1
3
2
2
1
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Alessandro

    22/02/2016 17:27:18

    La caccia è solo una maschera. Hemingway, con il suo occhio crituco e curioso, cerca esperienze, emozioni che il quotidiano non sa più regalare. Ho trovato una certa inquietudine nel protagonista, celata, per l'appunto, e latente.

  • User Icon

    Roberto

    03/05/2007 20:12:58

    Quale emozione lascia un viaggio simile! Hemingway descrive con abilità e maestria impareggiabili un 'Africa dolce,ricca,madre,antica ed eterna nella sua diversità e fascino. Le rapide corse per la vita degli animali,dei kudu,dei bufali dei grandi e fieri rinoceronti dal lungo corno,le ampie vallate assolate trascorse da lunghi ed argenati fiumi,le radure più verdi,le montagne più impervie, descritte con uno stile agile e fresco proprio come le gazzelle Grant, mi affascinano tanto. Quale grandioso fascino suscitano nel lettore le strabilianti e ammalianti descrizini geografiche e territoriali della savana e delle folte e lussureggianti foreste. La sua penna virile e determinata coglie la epicità e eroicità di momenti suggellati per sempre nella memoria ,magari immortalati in qualche fotografia in seppia che riesce ancora a parlare di quei giorni gloriosi. Che belli i tramonti africani,le fredde notti sotto un celo immenso,gelido,stellato,africano. La potenza,la dignità,la grande bellezza seducente degli animali africani strega il lettore e lo trasporta in un universo meraviglioso e dolce. Pagine semplici,ricche,positive,cariche di sentimenti forti e di tanta tanta semplicità naturale.Una descrizione che materializza il racconto,animali che sembrano quasi balzare fuori dal libro,odori e profumi in un afflato ci raggiungono oltre il libro e ci trasportano lontano in un paese sconosciuto ma tanto caro a H.e anche a me. Stupende le pagine in cui l'autore dice che un posto anche lontano dal nostro luogo natio se lo sentiamo nostro è perchè esso è fatto per noi. Ciò è quello che sento io per l'Africa. Che suggestione l'incontro con la popolazione sorridente e giovane che corre attorno alla carovana!Una occasione quella della caccia che si rivela anche momento di incontro e di compenetrazione con altre culture,saperi,credenze tanto diverse quanto ammalianti. Un H. super uomo,che si mimetizza anche spiritualmente in un 'Africa leggendaria ed eroica. Che bello viaggiare in Africa,respirare la vita d' Africa.

  • User Icon

    Ginevrina

    17/02/2006 17:08:31

    Hemingway è sempre Hemingway, non c'è niente da aggiungere. Spietato, crudo quanto basta, sempre in lotta con sè stesso per risultare il migliore ma vero. Certo moralmente non approvo la caccia spietata in quei luoghi che lui stesso ci fa intuire magici; non che sia di principio contraria alla caccia, ma uccidere un rinoceronte per il corno e inseguire giorni un'antilope per il trofeo lo trovo sinceramente poco rispettoso nei confronti della dignità degli animali che tanto decanta (significativa la scena in cui i cacciatori inseguono le prede per il palco e trovano un animale ucciso da un indigeno a cui, al contrario, è stato tolto tutto e lasciate le corna, che non hanno per lui nessun valore), è anche vero che il safari di Hemingway si svolse negli anni '30, e il sentimento ambientalista come noi lo intendiamo era ben lungi dall'essere sviluppato. Uccidere era un divertimento che probabilmente non arrecava un grosso danno ecologico in luoghi incontaminati. Secondo me la chiave di lettura è proprio questa: ambientare il romanzo nel periodo adatto. Per i resto l'ho trovato superbo: le descrizioni delle marce fanno venire il fiatone; i discorsi fatti intorno al fuoco fanno venir voglia di Africa. Ed Hemingway è uno degli ultimi eroi romantici; inquieto, sempre portato ad eccellere, ironico quanto basta. Una vita al massimo....in quanti di noi hanno la fortuna di vivere alla Hemingway?

  • User Icon

    giandemo

    27/10/2005 17:27:37

    Ma perchè Hemingway sembra sempre rifare il verso a se stesso ? Questa limitata ispirazione credo sia il suo limite più grande così come fastidioso il machismo (bere,toreare,cacciare,fare la guerra,navigare, rischiare la pelle...)che pervade ogni dove delle sue storie, per quanto non privo di dubbi e intoppi. Però lo scenario d'Africa è maestoso, come quello dell'America dei grandi laghi dei racconti ispirati alla prima giovinezza (quelli di 'Nick Adams', i più belli per me). L'Africa non è mai protagonista, come non lo è la Spagna o l'Italia o Cuba. Sono sfondi magistrali, adattazioni esatte e funzionali, ma non molto di più. Io non sono nemmeno un fan accanito della scrittura risparmiosa di Hemingway perchè penso che la scrittura sia anche rischio e invenzione e non il semplice disporre di materiali in maniera funzionale ad un immagine o concetto, da capomastri della parola. Superate queste difficoltà, i racconti vanno riconosciuti per quello che sono: godibili, scorrevoli, esotici e noti come il fondo delle nostre tasche.

  • User Icon

    Ugo

    16/09/2005 10:24:57

    Niente da dire sul modo di raccontare gli avvenimenti e le descrizioni dei paesaggi, c'è tutto lo stile inconfondibile di Hemingway. Non ho potuto gustarmi appieno quest'opera perchè sono contrario alla caccia in un paese magico come l'Africa.

  • User Icon

    socioecologo

    03/08/2005 05:15:08

    Meno bello di quanto mi aspettassi

  • User Icon

    TENZING NORKHAY

    20/11/2001 18:18:59

    Si legge volentieri quest'opera di Hemingway, è filante ed avvincente anche per chi, come me , rimane comunque contrario alla caccia, soprattutto in Africa. quello che è certo è che l'autore rimane una delle persone che hanno veramente vissuto fino in fondo la vita che volevano vivere, tant'è che pare che si sia suicidato, anche se non ve ne sono prove certe. Caccia selvaggia al limite della resistenza, emozioni autentiche, amici, ambienti grandiosi di un'Africa dimenticata, della vera Africa: questi gli ingredienti delle verdi colline di Hemingway, che non possono non divertire e appassionare il sognatore...

Vedi tutte le 7 recensioni cliente
  • Ernest Hemingway Cover

    Il padre (medico) lo avvicinò alla caccia e alla pesca durante le vacanze in Michigan, tra laghi e foreste e seguendolo nelle visite agli ammalati delle riserve indiane, ebbe le prime violente impressioni del dolore e della morte. Studiò a Oak Park, ma rinunciò all’università per diventare cronista allo «Star» di Kansas City. Fondamentale, nell’aprile 1918, l’esperienza volontaria della guerra, come autista della sanità sul fronte italiano. Nel luglio viene ferito, e questo trauma, l’incontro diretto con la morte, segna la sua vita. Da allora, per esorcizzarla, cercherà spesso il confronto con la violenza e con il rischio. Dal 1921 al 1927 viaggia in Europa come corrispondente di vari giornali, soggiornando a lungo... Approfondisci
Questo prodotto lo trovi anche in:
Note legali