Verità nella traduzione. Accuratezza e pregiudizio nelle traduzioni del Nuovo Testamento

Jason D. Beduhn

Traduttore: M. Impieri
Editore: Azzurra 7
Anno edizione: 2007
Pagine: 370 p.
  • EAN: 9788888907079
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Descrizione
In questo testo l'autore coglie l'occasione per trovare i non facili criteri per definire e applicare i termini "accuratezza" e "pre-giudizio" al tema assai controverso delle traduzioni della Bibbia. Lo fa esaminando in particolar modo la parte della Bibbia definita da molti, impropriamente, "nuova" rispetto a quella "vecchia". Se è vero che per il cristiano, come dice lo stesso BeDuhn "la salvezza dipende fino ad un certo grado dalla comprensione delle verità che si trovano nella Bibbia", si pretende allora che quel testo sia necessariamente accurato in tutte quelle enunciazioni di principi cristiani e delle dottrine a cui tali principi fanno riferimento. Ma nessuna traduzione della Bibbia, se paragonata ad un'altra, sarà mai uguale. Alcune sono differenze secondarie che appartengono ad un uso di un diverso vocabolario ma sostanzialmente con lo stesso significato. Altre possono essere differenze sostanziali fino a mostrare pre-giudizi del traduttore ed implicitamente della confessione cui tale traduttore appartiene. In questo ultimo caso l'accuratezza ha a che fare con l'affidabilità stessa di quella traduzione.

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I Cristiani si affidano alla Bibbia come fonte della verità. Tuttavia, essendo scritta in greco antico, sono costretti a dipendere dall'integrità intellettuale dei suoi traduttori che devono trasporre accuratamente il significato originale del testo. Purtroppo però, non esiste nessun sistema di sorveglianza editoriale, e persino chi è motivato dalle migliori intenzioni può essere influenzato da pregiudizi che lo porteranno ad una stesura condizionata del testo biblico. Questo libro non è scritto per sostenere qualche denominazione cristiana, ma l'autore è stato spinto a scrivere a causa del suo sconcerto di fronte alla mancanza di accuratezza nella traduzione della Bibbia. Il prof. Jason David BeDuhn con questo libro confronta le nove principali traduzioni del Nuovo Testamento oggi in uso alla luce dei testi originali greci. Alla fine di questo studio egli arriva ad affermare che la maggioranza di queste traduzioni è stata infettata dal pregiudizio dei suoi traduttori, in particolar modo in passaggi rilevanti sul piano teologico. Solo una, messa sotto la lente del filologo, è risultata fedele ai testi originali. Quali sono i motivi che l’anno spinto a fare una tale affermazione?