Traduttore: E. Capriolo
Editore: Mondadori
Edizione: 2
Anno edizione: 1994
Formato: Tascabile
Pagine: 588 p.
  • EAN: 9788804391470
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Recensioni dei clienti

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    Davide

    05/08/2014 18:22:43

    non è un romanzo da leggere per la trama, nè tantomeno è uno di quei libri che con l'avanzare della storia forniscono un panorama completo, che trasportano placidamente dentro un paesaggio minuzioso e rigorosamente chiuso. Non lo si legga se non si è un minimo pratici col flusso di coscienza o con gli intrecci a cornice: altrimenti sarebbe una perdita di tempo per il lettore. Mi sono fatto trasportare dall'efficacia quasi cruda con cui l'autore crea stati d'animo e situazioni, dalla bellezza abbacinante di alcune scene, dalla raffinatezza della costruzione, a tutti i livelli.. c'è una spinta febbrile in ogni pagina, un vitalismo nella descrizione che mi fa accostare "i versi satanici" al "maestro e margherita", con cui ha più di un tratto in comune, anche nella storia travagliata del libro, nei nervi scoperti che ha toccato nelle parti più chiuse e oscurantiste della società. I personaggi, con tutto il peso della loro storia e della loro psicologia, sono strattonati come marionette e chi tira le fila? chi organizza le sottotrame e ne fa l'ordito del libro? L'autore, ovvero il Demonio. Al Diavolo viene resa la forza creatrice: gli angeli sono testimoni senza potere e volontà, Gibreel ghermito dagli artigli del profeta-mostro, avviluppato nella sua barba. Che viaggio meraviglioso! Finito il libro ho provato gratitudine per settimane. Un grande capolavoro.

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    Mash84

    12/09/2013 01:03:55

    Devo dire che sto lasciando la recensione non avendo finito di leggerlo, perchè magari non passerò più per questa pagina. Il libro è stupendo, il primo che leggo di Salman e non certo l'ultimo. L'inizio è folgorante e si fa fatica a descrivere il resto. Un libro, si complesso, ma mai noioso, che suscita tutte le emozioni possibili; nel cuore della notte è capace sia di turbare che di suscitare uno scoppio di risata. Su un tappeto volante :)ti fa viaggiare nelle culture di occidente ed oriente e nei meandri della psiche umana. Descrizioni oniriche e ritratti della società, presente e passata. Forse non per tutti ma comunque fantastico

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    Alessandra

    21/11/2010 20:16:58

    Non mi è piaciuto. Se in questo libro Rushdie ha voluto parlare di integrazione e di islamismo, a mio avviso lo ha fatto in modo troppo confuso. Per non parlare poi della trama. E'stata un'agonia arrivare all'ultima pagina.

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    anto

    09/09/2010 16:02:05

    La condanna a morte dell'autore ed i delitti consecutivi alla traduzione del libro, hanno contribuito a pubblicizzarlo ed al suo successo. Fondamentalmente non è un brutto libro, basato sull'eterna contrapposizione fra bene e male e relative interazioni. Per quanto riguarda la figura del profeta, che ha causato la condanna a morte dell'autore per bestemmia, direi che anche l'Ayatollah ha remato contro l'Islam. Se non avessero lanciato anatemi, sarebbero state vendute due copie in croce, risparmiata una vita (uno dei traduttori), risparmiate ferite da taglio (altro traduttore) e nessuno avrebbe saputo niente, perchè diciamocelo, di quella storia del profeta Mahound, chissenefrega!

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    Salva

    17/11/2009 10:28:09

    Ho appena finito di leggerlo e sono estasiata. E' geniale. Lo rileggerò oltre che per il piacere di rileggerlo anche per comprendere tutto quello che mi sono persa o che non ho colto prima. E' oggettivamente un racconto difficile ma coloro i quali non l'hanno compreso dovrebbero astenersi dal criticarlo.

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    Leonardo_

    14/11/2009 12:59:54

    Uno dei peggiori libri che abbia mai letto...e dico tutto...veramente un supplizio giungere alla fine...peccato perchè ero partito con la migliore predisposizione verso l'autore e il libro stesso ma già a pagina 100 ho capito il mattone che era...L'ho finito solamente perchè speravo in un the end che lo rivalutasse ma mi sbagliavo ampiamente!!!!

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    ziwo

    31/08/2007 20:18:32

    Lo comprai alla sua prima edizione, al tempo dello scalpore (alla fine degli anni 80). Lo comprai soprattutto per questo, ma quando ho iniziato a leggerlo ho deciso che avrei comprato tanti altri libri di Rushdie: così è stato. Il libro si mostra all'inizio al limite della comprensione, per svilupparsi, poi, in un appassionante mix di storie reali e fantastiche legate tutte da un filo conduttore: l'integrazione sociale. Due personaggi indiani che vivono, ognuno in modo diverso, per destino e per personalità , la cruda realtà dell'integrazione sociale tipica dell'immigrato. La trasformazione del proprio io per l'adattamento al nuovo mondo. L'inevitabile contaminazione delle proprie morali, che rischiano di annullare anche la ragione. Sentimenti talmente forti, la cui metamorfosi dei propri valori finisce per concretizzarsi anche attraverso l'alterazione della materia. Il corpo si trasforma, oltre che la mente. Sentirsi stranieri può farci sentire inferiori e quindi goffi, addirittura brutti, screanzati. L'abbandono della propria cultura genererà confusione e un inevitabile senso di colpa, con conseguenze devastanti per il proprio spirito. Un mondo diverso potrebbe essere anche la rivelazione dell'inattendibilità dell'assoluto. Anche le parole del venerato credo religioso, dunque, potrebbero essere viste ed interpretate in modo diverso, così come diverso è divenuto, oramai, il proprio cuore. Dunque il grande dolore, la grande confusione, l'incubo. Due personaggi con due reazioni diverse, che finiscono, alla fine del libro, inevitabilmente per scontrarsi. Rushdie ha usato questo modo originalissimo per descrivere due personaggi che rappresentano le due possibilità di reazione di fronte alla grande prova dell'integrazione in un paese straniero. Come i grandi classici, è un libro da leggere e rileggere, perchè con il tempo alcune esperienze, acquisite nella propria vita, ci potrebbero aiutare a capire meglio certi passi del libro che, altrimenti, richiano di non essere gustati appieno.

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    Madda

    25/06/2007 14:28:19

    Ho cominciato da poco a leggere questo libro... di solito non do giudizi affrettati, ma... insomma è un pò deludente. Mi sembra abbastanza complicato e intricato...tra realtà e finzione, mi sembra di non comprenderlo mai appieno...capirò continuando a leggerlo?

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    Sara

    02/05/2007 10:07:13

    Premetto che i romanzi di Rushdie mi piacciono tantissimo... ho iniziato il libro aspettandomi tutt'altro da quello che in realtà sto leggendo, però mi intriga... è difficile sì, contorto, mescola realtà e fantasia, mondo e mito, però.. però che dire se non che continuerò a leggerlo per vedere dove alla fine mi porta Rushdie questa volta..

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    Letizia

    20/02/2007 12:33:58

    Un libro complesso, ricco, immaginifico...mi ha molto intrigato sin dalle prime pagine. La sua ricchezza di immagini, la fantasia reale, le rapide incursioni in mondi distanti ma comuni, catturano l'attenzione di chi non ama leggere come passatempo. Una lettura impegnata che genera profonde riflessioni sulla natura umana e sui cambiamenti. Molto accattivante, non solo per le ripercussioni che ha generato a livello mondiale, ma soprattutto per i temi trattati e la sua trama avvincente. Angeli e demoni parte di noi. Rushdie bravissimo.

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    FABIO

    06/12/2006 10:45:57

    Che dire.....un libro pesante, pieno di personaggi che si intrecciano tra loro senza una trama vera e propria. Si riscatta in piccolissima parte solo nel finale. Non riesco nemmeno a capire come possa aver suscitato tanto scalpore all'epoca in cui venne editato. La lotta tra il bene e il male la si legge nella stragrande maggioranza dei libri, l'unica differenza è che in questo libro per arrivarci si deve passare attraverso una complicatissima ragnatela di pensieri a volte reali a volte surreali. Sicuramente, per chi ne ha voglia, sarebbe un libro da rileggere una seconda volta per apprezzare qualche passaggio filosofico che ad una prima lettura sfugge. Io non lo consiglio.

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    vikgigio

    29/04/2006 22:17:44

    E' stato, ma è ancora, un libro scomodo. Scritto benissimo, dalla trama apparentemente confusa ma che si chiarisce alla fine con una ricomposizione magistrale di tutti i pezzi. E' un libro sull'arbitrarietà (e l'interscambiabilità) dei concetti di bene e male, sul fanatismo religioso, sull'integrazione culturale. Molto toccante, molto ironico, molto intelligente.

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    Mark

    10/04/2006 18:53:22

    Sono soltanto all'inizio del libro, sulle prime 70 pagine e devo dire che, anche se a volte confusionario, i personaggi e la trama che via via prosegue m'intrigano.E' evidentemente anche l'atipico modo di scrivere di Rushdie, che propone al lettore quella sorta di mistero e magia che rendono il testo più, diciamo, mistico (anche, solo solo, per il titolo).Voglio continuarlo, anche perchè non sono per i libri lasciati a metà.Alla fine saprò che idea averne.

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    giusy

    27/02/2006 19:14:31

    non si vivrebbe meglio se ci godessimo la festa e non ci preoccupassimo dell'acqua che potrebbe cadere per terra? leggete il libro e provate a rispondere a questa domanda...come ho fatto io.buona lettura a tutti

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    antonella

    25/02/2006 07:26:40

    E' un libro sui generis.Dopo la prima pagina ho pensato:"non ci capisco niente, lasciamo stare".Poi l'ho ripreso e dopo una 50ina di pagine ha iniziato ad interessarmi e poi l'ho terminato in una decina di giorni.E arrivata alla fine mi sono detta:"non ho capito bene, dovrei rileggerlo". Penso che alla fine sia un po' l'effetto che fanno tutte le grandi opere della letteratura, non sono immediatamente accessibili nè comprensibili. Si pongono come una sfida, come un punto interrogativo, come una provocazione.Lo stile del romanzo mi ha molto colpita, ricco e disorientante, non ammette lettori passivi che si facciano scivolare addosso le parole.Ogni parola è un richiamo, una suggestione...ed è un libro che affronta comunque temi di grande attualità e mi riferisco non tanto al tema religioso, oramai trito e ritrito, quanto piuttosto alla questione dell'integrazione. Ad ogni modo, consiglierei assolutamente di leggerlo.

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    Diego

    05/11/2005 12:14:00

    Scrive benissimo, una prosa luminosa, vivace, che entusiasma. Però un minimo di trama ci vuole, mi spiace ma non son riscito a finirlo per ora. Ho bisogno di un minimo filo conduttore. Il giudizio però non è definitivo, mi ha lasciato un senso d'incompiuto e un'impressione di vitalità che va appagata. Vedremo ...

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    GianlucaPavone

    07/10/2005 12:15:35

    Ammetto di aver letto il libro solo molti anni dopo la sua uscita e il trambusto che al tempo suscitò lo ricordo bene. Ma ho aspettato per non farmi condizionare perchè volevo valutarne bene i contenuti senza essere fazioso. Cosa ne penso? Un gran bel libro, ricco di invenzioni lessicali ed immagini straordinarie. La storia ha uno scorrimento alternato che non spegne l'interesse (cinematograficamente simile alla struttura narrativa di Pulp Fiction). Lo consiglio vivamente, io l'ho letto più di una volta. Gli ultimi romanzi di Rushdie hanno ceduto al richiamo della scrittura per la massa e sono carenti di innovazioni lessicali. Peccato che abbia svoltato per la massificazione. Adesso è americano a tutti gli effetti...

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    K.

    15/06/2005 17:22:10

    E' un libro che vorrebbe essere profondo, ma che a me pare solo confuso e disordinato. Non mi piace lo stile di scrittura utilizzato, spesso si fa fatica a seguire il filo del discorso.

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    velina

    19/05/2005 21:21:46

    Libro stupendo,intrigante,tanto da spingermi a leggerlo 2 volte.Descrizione fiabesca della condizione degli indiani post colonizzati.Bellissimo a tal punto da spingermi a farci la mia tesi di laurea!!!

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    Grande Mago

    07/04/2005 09:44:42

    L'inizio è coinvolgente, a tratti esaltante. A mio parere nel suo svolgimento il romanzo perde questa carica iniziale e diventa un po' lento e noiso, oltre che un po' ingarbugliato. Diciamo che il ritmo di lettura cala man mano che si prosegue :-)

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