Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 6 novembre 2008
Pagine: 321 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788830426177
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Descrizione
In Spagna e in Portogallo la galassia che gli antichi chiamavano Via Lattea si chiama Cammino di Santiago, perché indica la via da est a ovest che porta al luogo della supposta sepoltura dell'apostolo Giacomo (Iago in spagnolo, da cui Sant'Iago). In una sorta di inversione, il Cammino di Santiago si chiama a sua volta Via Lattea, per sottolineare la sua natura di via "sotto le stelle". La Via Lattea è anche il titolo di un film di Luis Buñuel del 1969 che narra le avventure di due pellegrini in cammino verso la tomba di San Giacomo, e i metaforici duelli sulle questioni dottrinali che li accompagnano per tutto il percorso, fino alla meta. In spirito programmaticamente buñueliano, il matematico ateo Piergiorgio Odifreddi e il giornalista credente Sergio Valzania (e per un tratto lo storico cattolico Franco Cardini) hanno affrontato il Cammino di Santiago de Compostela tra il 24 aprile e il 26 maggio 2008, dando vita a continue e quotidiane schermaglie verbali su Radio3. Le ripercorrono ora in questo libro: schermaglie che, partendo dalla contrapposizione fra la natura e Dio, si allargano a toccare non solo la scienza e la religione, ma anche l'etica, la filosofia, la storia e l'arte, per approdare infine a una meditazione sulla vita tutta.

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Recensioni dei clienti

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    Arciduca

    01/02/2013 12:53:46

    Il rischio di cadere nella macchietta incombe: da una parte PO razionale, positivista, scientifico; dall'altra SV credente ad ogni costo e spesso sulla difensiva (ma perchè esserlo?). PO ogni tanto esagera e alla fine non convince. SV eccessivamente mite e beato. FC più storico, ci insegna qualcosa. Alla fine qualche chilometro pur senza zaino pesante, senza dormire in ostelli e con PO che ogni tanto "sgarra", i due se lo fanno, mescolandosi al fiume di gente che da ogni parte del mondo continua a battere quelle strade. Forse questo è il vero mistero.

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    AG

    09/02/2009 13:37:25

    Il voto deve andare al libro, non alle opinioni dei protagonisti. E' un buon libro, non un capolavoro. A tratti divertente, spesso interessante. Odifreddi è in forma, anche se non dice nulla di nuovo. Al di là delle fazioni, il punto interessante del libro è il suo approccio da ateo ad un pellegrinaggio religioso cosi duro. Altrimenti non ci sarebbe molto da dire. Valzania non spicca molto, mi pare travolto dalla personalità di PO. Più interessante Franco Cardini. La disputa è comunque infinita e irrisolta, probabilmente irrisolvibile, quindi inutile affermare grande uno, grande l'altro. Non è certo questo libro che fa cambiare opinioni, per quanto i protagonisti siano colti e appassionati. Si chiacchiera un po' di tutto, vedendo le cose da punti di vista differenti e ovviamente inconcigliabili.

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    Paolo Mancia

    15/01/2009 23:32:09

    Grande Odifreddi. Mentre i vari Messori e Pera sono costretti ad un'affannosa rincorsa per spiegare perche possono (o debbono) dirsi cristiani, lui è gia 800 km più avanti. Ti aspettiamo alla prossima tappa Piergiorgio.

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    Domenico

    22/11/2008 23:02:51

    Caro Piergiorgio (permettimi di darti del tu),sei tutti noi, se non esistessi dovrebbero inventarti. Bravo,bravo,bravo,continua cosi e non guardare in faccia a nessuno.

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    Alfredo D'Asdia

    22/11/2008 16:55:34

    Curioso parlare di "credere nella scienza". Lo scienziato studia una teoria in base all'ossservazione di fatti. Se vi sono dei fatti che la teoria scientifica non spiega, la teoria stessa viene modificata o sostituita con un'altra. Lo scienziato usa quindi ragione e sperimentazione. Chi si basa sulla fede crede supinamente (direi bovinamente)nel contenuto di un cosidetto libro sacro, e non vi sono ragionamenti o fatti osservati che possano distoglierlo da questo credere.

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    Roberto Fiaschi

    12/11/2008 22:38:48

    Grande Valzania; ha mostrato agli scientisti la differenza tra chi crede nel trascendente scopertamente dichiarandosi credente, e coloro che credono nella scienza spacciandosi ( quindi mentendo a se stessi ) non per credenti quali essi sono, ma per detentori della Ragione nuda e pura ...

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    Alessandro

    07/11/2008 17:16:26

    Grande PierGiorgio, ancora una volta ha spiegato agli "stolti" la differenza fra chi crede nella scienza e chi crede e basta

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Per ogni essere umano è naturale guardare in alto e interrogarsi sulla natura dei corpi celesti, ma la risposta alle domande metafisiche dipende sempre da un atto di fede che ciascuno compie nei confronti di Dio, della natura o di entrambi.
I pellegrini che dalla fine del 1800 hanno ripreso a percorrere il lungo cammino verso le reliquie di San Giacomo - interrotto per molti anni durante la Controriforma – vedono nel sentiero che congiunge Roncisvalle a Santiago de Compostela, il riflesso della Via Lattea, come se fosse un sentiero di stelle in grado di indicare al fedele la strada della salvezza. Un cammino percorso ogni anno da decine di migliaia di persone, alla ricerca di se stessi e di Dio, nella convinzione che non è il credente a fare il Cammino, ma il Cammino a fare il credente, forgiando il suo corpo ed il suo spirito lungo i 790 kilometri in cui si snoda.
Ma forgiare lo spirito di un ateo impertinente e impenitente come Piergiorgio Odifreddi è impresa ardua per tutti, anche per chi crede che alla forza della conversione nessun uomo possa resistere. Insieme al giornalista, umanista e storico Sergio Valzania, autore di programmi radiofonici di successo e fervente cattolico, il matematico Odifreddi percorrerà spavaldamente tutto il Cammino, incurante delle vesciche che presto compariranno sotto i suoi piedi, delle inevitabili innaffiate di acqua benedetta che per caso verranno asperse anche sul suo capo e dei numerosi tentativi di conversione che incontrerà sulla stada, sotto forma di angeliche penitenti dai capelli rossi o di fisici ricercatori del CNR.
Odifreddi non cade nel sonno della ragione, anzi, lungo la strada intraprende una lunga conversazione sulla religione e sulla scienza, sul rapporto tra la metafisica e la fisica contemporanea, sulla fede e la superstizione, per giungere infine ai grandi temi etici e morali. Con spirito buñueliano, come tiene a precisare Odifreddi, i due pellegrini si fronteggiano nelle loro disquisizioni colte, così come facevano i due protagonisti del film di Buñuel, La via lattea in cui, attraverso una serie di situazioni paradossali, si affrontava il problema della religione e dell'eresia.
Alla fine del percorso la profezia che Bruno Vespa dettò a Piergiorgio Odifreddi quando seppe del suo progetto sembra essersi compiuta: "Che lei si converta è poco probabile, ma che si sconverta Valzania è semplicemente impossibile". In effetti la lunga schermaglia teologica e filosofica che accompagna il cammino dei due saggisti non li porta molto lontano dalle loro posizioni iniziali. Eppure questo saggio è illuminante, perché lo sguardo di un laico sul Cammino ha la malizia necessaria per posarsi su cose che il credente non nota, di cogliere anche gli aspetti più bizzarri di una pratica che coinvolge persone differenti provenienti da tutta Europa e mossi dalle ragioni più varie. Come il Cammino, anche il libro è un percorso avvincente e coinvolgente, attraverso cui qualcuno troverà Dio, mentre altri, forse i più, vedranno semplicemente la natura e gli uomini.