Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 26 gennaio 2017
Pagine: 81 p., Rilegato
  • EAN: 9788811672449
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Descrizione

Vincitore del Premio Castello di Villalta Poesia 2017

«Il dato più appariscente ricavabile dalla scrittura di Neri è un lavoro minuzioso, quasi testardo.» - Giovanni Raboni

«Verità e violenza sono le due colonne che reggono l'architrave della Storia secondo Neri.» - Alessandro D'Avenia

«Quello di Neri è un austero discorso poetico.» - Giovanni Giudici

«Neri è un protagonista assoluto della nostra Poesia.» - Alberto Bertoni

"Giampiero Neri è un grande poeta di oggi. Autore di un numero esiguo di opere, sempre molto ponderate e necessarie, fin dall'esordio nel 1976 con 'L'aspetto occidentale del vestito' si è imposto per l'originalità dei suoi versi come della sua prosa poetica. Di fatto estraneo alla mappa delle tendenze in cui si è articolata la poesia italiana del secondo dopoguerra, Neri ha condotto la sua esperienza letteraria con radicale fedeltà ai principi che l'hanno originata: la memoria, prima di tutto, intesa come luogo minerario da cui estrarre i materiali necessari, indispensabili forse, alla vita attiva quotidiana. Perché l'atto del vivere - sembra suggerire il poeta - è difficile, sempre, al di là delle circostanze e delle condizioni che ci sono date, e lo scavo continuo tra i ricordi, tra i frantumi variegati della memoria, è un'attività che ci permette di lenire i nostri tormenti e di addomesticare i fantasmi che li popolano. Diamanti o detriti, tutto ciò che viene dal fondo del passato è rilevante e non va trascurato. Fedele a se stesso, poi, Neri lo è sempre stato anche nelle scelte di stile. La sua scrittura, sempre sul crinale tra la poesia e la prosa, ha la precisione vertiginosa e inquietante di certa pittura fiamminga. Una prosa impeccabile, essenziale, che si nutre del caratteri peculiari della poesia: l'alta tensione espressiva, per esempio, o la precisione 'variabile' degli Incastri di senso. Maestro in ombra della poesia di oggi, com'è stato definito, amatissimo dai poeti delle generazioni a lui successive, Neri ci consegna un nuovo, atteso capitolo del suo lavoro. 'Via provinciale', che riprende con sorprendente energia i temi, i luoghi e le figure dei libri precedenti, è un'opera intensa, perfetta, e testimonia senza dubbio la felicità creativa del suo autore." (Antonio Riccardi)

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    alida airaghi

    14/03/2017 09:35:45

    Quest’ultima opera di Neri è contrassegnata graficamente dalla scelta formale di esibire prose poetiche occupanti orizzontalmente l’intera riga, senza spaziature bianche, con scarsi a capo indicanti le troncature. Raccontini, illuminazioni, squarci diaristici che mantengono però della poesia il ritmo e una sorta di musicalità interna, determinata dall’essenzialità espressiva del contenuto, dalla sua sobria necessità. Sull’esempio di Francis Ponge o di Dino Campana, Giampiero Neri nega qualsiasi aura lirica dell’espressione poetica, rivendicandone invece una scarna drammaticità di valore etico. I temi di questa raccolta rimangono quelli tipici della sua scrittura precedente: la storia collettiva, raccontata nella sua inescusabile violenza, soprattutto relativa agli anni della seconda guerra mondiale: qui però la sofferenza sociale si parcellizza nei ricordi infantili e giovanili del poeta (i vicini che mangiavano il gatto, i compagni di giochi inventati con niente, le prime rivendicazioni salariali). La crudele indifferenza delle azioni umane trova un suo tragico riflesso anche nella durezza della natura, descritta sempre con disincantato realismo, pur scevro da ogni volontà di condanna o di giudizio. Neri elenca animali domestici e selvatici che hanno marginalmente o profondamente segnato il suo immaginario: cani, vespe, caprioli, cavallette, bisce, aquile, leopardi, maiali. Con la stessa leggera nonchalance cita i nomi di letterati classici e moderni che hanno nutrito la sua scrittura: da Ennio a Cicerone, da Collodi a Fenoglio, da Tolstoj a Grossman. O racconta episodi minimi della sua vita lavorativa in banca, di colloqui con conoscenti e conferenze cui ha assistito, di riflessioni sull’architettura e la toponomastica della sua città. E questi bozzetti tracciati con pennellate impressionistiche si concludono per lo più in sordina, con qualcuno o qualcosa che sparisce, si eclissa, rivelando amaramente la sua amara inconsistenza, non importanza, inadeguatezza.

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