Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 26 gennaio 2017
Pagine: 81 p., Rilegato
  • EAN: 9788811672449
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    alida airaghi

    14/03/2017 09:35:45

    Quest’ultima opera di Neri è contrassegnata graficamente dalla scelta formale di esibire prose poetiche occupanti orizzontalmente l’intera riga, senza spaziature bianche, con scarsi a capo indicanti le troncature. Raccontini, illuminazioni, squarci diaristici che mantengono però della poesia il ritmo e una sorta di musicalità interna, determinata dall’essenzialità espressiva del contenuto, dalla sua sobria necessità. Sull’esempio di Francis Ponge o di Dino Campana, Giampiero Neri nega qualsiasi aura lirica dell’espressione poetica, rivendicandone invece una scarna drammaticità di valore etico. I temi di questa raccolta rimangono quelli tipici della sua scrittura precedente: la storia collettiva, raccontata nella sua inescusabile violenza, soprattutto relativa agli anni della seconda guerra mondiale: qui però la sofferenza sociale si parcellizza nei ricordi infantili e giovanili del poeta (i vicini che mangiavano il gatto, i compagni di giochi inventati con niente, le prime rivendicazioni salariali). La crudele indifferenza delle azioni umane trova un suo tragico riflesso anche nella durezza della natura, descritta sempre con disincantato realismo, pur scevro da ogni volontà di condanna o di giudizio. Neri elenca animali domestici e selvatici che hanno marginalmente o profondamente segnato il suo immaginario: cani, vespe, caprioli, cavallette, bisce, aquile, leopardi, maiali. Con la stessa leggera nonchalance cita i nomi di letterati classici e moderni che hanno nutrito la sua scrittura: da Ennio a Cicerone, da Collodi a Fenoglio, da Tolstoj a Grossman. O racconta episodi minimi della sua vita lavorativa in banca, di colloqui con conoscenti e conferenze cui ha assistito, di riflessioni sull’architettura e la toponomastica della sua città. E questi bozzetti tracciati con pennellate impressionistiche si concludono per lo più in sordina, con qualcuno o qualcosa che sparisce, si eclissa, rivelando amaramente la sua amara inconsistenza, non importanza, inadeguatezza.

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