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Massimo Maugeri

Editore: Perdisa Pop
Collana: Corsari
Anno edizione: 2011
Pagine: 214 p. , Brossura
  • EAN: 9788883725265


Un anno dopo la pubblicazione dell'eccentrica fabula La coda di pesce che inseguiva l'amore (Edizioni Sampognaro & Pupi), scritta a quattro mani con Simona Lo Iacono (un testo narrativo, in bilico fra storia e leggenda, che mescola ibridandoli una caleidoscopica invenzione fantasiosa e fatti realmente accaduti), Massimo Maugeri propone ai lettori un'antologia di racconti ilaro-tragici all'insegna del grottesco, dell'ironia e di un umorismo sempre arguto e graffiante.
Sono vicende a tratti surreali e a tratti assai verosimili; ma tutte hanno comunque un intento preciso: radiografare l'inquietudine, lo smarrimento e la caoticità di questi nostri tempi all'alba del nuovo millennio. In primis le paure, specie certe paranoie di cui soffrono e con cui tentano di difendersi da pericoli inesistenti soggetti inclini a scorgere ovunque minacce e/o nemici improbabili. Come accade nel primo racconto, che dà il titolo al libro e tratta di un viaggio aereo durante il quale il protagonista teme un attentato terroristico; o come capita all'allucinato personaggio di Mind Games, che confonde realtà e proiezione fantasmatica.
Altre volte rancori e aggressività, a lungo tenuti a freno, sfociano in progetti omicidi (nel pezzo breve Ho un regalino per te). Oppure una strana "angoscia frammista a paura" si manifesta all'improvviso, inondando di non-senso un "vuoto interiore" impossibile da colmare e che solo il miraggio di poterlo facilmente esorcizzare permette al soggetto in questione – la giovane promessa sposa in L'abito nuziale – di ritrovare un solo apparente/momentaneo controllo di sé. Altrove la fuga impossibile da un'esistenza grigia e priva di significato viene tentata tramite "incontri virtuali" via Internet; ma sono rimedi tanto chimerici quanto inefficaci, da far confessare a un personaggio del libro, a nome di tutti: "Perché è questo che siamo, in fondo: teatranti in festa con la morte nel cuore".
Vari sono i brani dialogati presenti nel testo, sebbene si tratti piuttosto di monologhi paralleli, in cui l'interlocutore di turno non ascolta/intende davvero l'altro e/o il suo messaggio, bensì mira solo a blaterare a ruota libera intorno ai propri guai/bisogni. Insomma, quasi tutti i personaggi di Maugeri appaiono monadi insensibili alle esigenze altrui: degli egocentrici più o meno alienati, che talvolta finiscono persino con il compiere azioni omicide. A tale proposito particolarmente riuscito è il racconto/confessione di un efferato delitto (Raptus); come altrettanto felice è il capitolo sui "matti", all'interno del lungo racconto La città di Elio Fante, ossia Catania, dove ai giovani non riesce certo facile trovare un lavoro e una realizzazione e dove il protagonista teme che la tanto agognata laurea in giurisprudenza si tradurrà in un pezzo di carta da "appendere al muro con vano orgoglio".
Vi è un'unica figura positiva, dignitosa e umanissima in tutte queste problematiche storie italiane, sempre oscillanti tra farsa e dramma. Quella di un uomo di colore, misero emigrante clandestino, scampato fortunosamente al naufragio del battello che doveva farlo approdare sulle coste italiane. Ma si affaccia nel libro solo di sfuggita: è straniero, emarginato, in tutto e per tutto dissimile dagli altri personaggi; perciò il suo ruolo, il suo afono j'accuse risulta marginale. Non per il lettore attento, tuttavia. Maugeri avrebbe potuto dargli maggiore spazio; però lo spessore narrativo del "nero" non è certo irrilevante. Anzi, forse è proprio lui il vero protagonista: l'anima di questo atipico "viaggio".
Francesco Roat

Recensioni dei clienti

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    claudio de matteis

    15/09/2011 09.00.46

    Meraviglioso affresco della contemporaneità. Stile lucidissimo, terso come una freccia. Altissimo impatto emotivo raggiunto dall'intreccio e dall'escalation dei racconti. Bellissimo.

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    monica

    14/09/2011 10.30.10

    Una delle migliori raccolte di racconti pubblicate negli ultimi anni. Maugeri ha la capacità di lasciare sgomenti e di far sorridere nel giro di poche pagine. Una fotografia delle ansie e delle inquietudini di inizio millennio rese con un linguaggio mimetico, variegato e molto originale. Un riuscitissimo affresco sulla società e sull'uomo contemporaneo. Assolutamente da leggere!

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    Iannozzi Giuseppe

    09/09/2011 11.26.05

    Massimo Maugeri avrebbe dovuto osar di più, nel linguaggio e nello stile adoprato: sicuramente, così com'è, "Viaggio all'alba del millennio" è un libro che si lascia leggere con estrema facilità da un po' tutte le fasce di età, senza però sconvolgere nessuno, senza neanche punzecchiare un pochino sul vivo il lettore. Manca lo spirito provocatorio in "Viaggio all'alba del millennio"; e questo è il difetto più evidente e che, per assurdo, lascia il segno nel lettore, il quale a lettura ultimata non può far a meno di sbadigliare, proprio come un gorilla al sole.

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    Ivo Ginevra

    01/09/2011 09.48.48

    L'ultima fatica di Massimo Maugeri è un'antologia di racconti, 11 per la precisione, che sebbene all'apparenza sembrino godere ognuno di vita propria, alla fine formano il corpo unico di un grande romanzo, dove addirittura l'ultimo di questi: "La città di Elio Fante" ha al suo interno la "genialata" di far vivere tutti i protagonisti delle precedenti storie così formando un'opera indivisibile. Il risultato finale è una costruzione stilistica raffinata, così come tutto il linguaggio dell'opera che denota una non comune capacità narrativa di Massimo Maugeri, estremamente personale, contemporanea, intensa e a tratti umoristica, dove la rabbia, il dubbio, l'incomunicabilità, il consumismo, ed i valori eterni della famiglia, amicizia e umanità, sono analizzati con occhio spietato che riesce a cogliere le loro involuzioni cariche di una moderna nevrosi piena d'inganni, ma al contempo ricca della speranza che tutto possa migliorare all'alba del nuovo millennio.

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    Renzo Montagnoli

    14/05/2011 07.09.52

    Di Massimo Maugeri ho già letto, e apprezzato, il romanzo Identità distorte, un thriller di genere fantastico che, per certi aspetti, può far venire in mente 1984 di George Orwell, nonché La coda di pesce che inseguiva l'amore, un racconto lungo di analogo genere, scritto con Simona Lo Iacono. In entrambi casi ho rilevato la notevole capacità visionaria di costruire trame, personaggi e ambienti che, pur su basi reali, sono una proiezione della fantasia, ma mai mi era capitato di leggere qualche cosa di suo che, per quanto con le sfumature della creatività, fosse strettamente aderente all'attuale, al mondo in cui viviamo, al come siamo e al perché così siamo. Viaggio all'alba del millennio colma questa innocente lacuna e fornisce, attraverso quadretti di situazioni, un'immagine purtroppo realistica della società contemporanea. Viaggio all'alba del millennio potrà anche irritarci, perché mettere a nudo quel che siamo non fa mai piacere, ma di sicuro dovremo convenire che siamo proprio così, una presa di coscienza che forse ci indurrà a vivere un po' diversamente da come abbiamo fatto fino ad ora.

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