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Robin Hobb

Traduttore: P. B. Cartoceti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 848 p.
  • EAN: 9788834712801
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Recensioni dei clienti

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    Gio

    07/09/2013 00.45.07

    Conclusione molto fantasiosa, con delle idee originalissime, come le teorie dell'Arte, una specie di comunicazione magica tra menti, e dello Spirito, un legame con un animale, però distruttivo. Il protagonista ha un percorso originalissimo dove esce e "rientra" nel suo corpo, può comunicare mentalmente col suo spirito guida, un dolcissimo lupo. La figura del re decaduto che "scolpisce" il suo drago (bisogna leggere il romanzo per capire la poesia di quest'immagine) è bellissima e suggestiva. Spero NON ne facciano un film, perchè ognuno si possa immaginare questi particolari personaggi!

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    SILVIA

    19/09/2012 17.26.28

    Conclusione perfetta di una trilogia bellissima!

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    ariel

    29/01/2012 16.19.54

    Fine degna di una trilogia incredibilmente appassionante. La Hobb non si smentisce, ogni libro mi ha tenuto con il fiato sospeso, immersa completamente nella trama complessa e ben delineata. I personaggi ricchi di sfumature sono una delle caratteristiche che più apprezzo nella Hobb. Lo ripeto, uno dei migliori Fantasy mai letti.

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    carolina

    04/12/2008 15.37.01

    Penso sia importante guardare il lunghissimo percorso di ricerca che Fitz compie come un simbolico viaggio archetipico e profondo. la parte del drago è qualcosa che non dimenticherò mai.

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    Carolina

    30/06/2008 14.26.36

    E' un crescendo. Meraviglioso. Il più meraviglioso dei tre. Indimenticabile.

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    pilla

    21/04/2008 11.29.12

    Il primo libro della trilogia l'ho trovato fantastico. Il secondo...favoloso. La prima metà del terzo è in linea con i precedenti: bello, appassionante. La seconda metà è lunga, noiosa, inutile e senza originalità. Questo libro prende la sufficienza solo grazie ai primi due!!

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    Leonardo Ferri

    19/03/2008 13.20.40

    Il libro sarebbe ottimo (ed infatti lo è) se non fosse che una traduzione affrettata ed un adattamento inesistente minano costantemente la lettura. Refusi, errori d'ortografia e grammaticali affliggono oltre metà dell'opera. In pratica la scorrevolezza tanto apprezzata nei primi due libri, in questo viene meno e di conseguenza anche l'immedesimazione nella storia. Perciò mi sento di consigliare la lettura in lingua originale. E intanto speriamo che Fanucci riprenda in mano questo libro e gli conceda l'attenzione che non precedentemente avuto. Il mio voto pertanto esprime una media fra valore dell'opera (4,5) e valore dell'edizione italiana (1,5). Purtroppo pare che anche il quarto libro (Il risveglio dell'assassino) sia parzialmente cagionato dagli stessi malanni... Tristezza...

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    Carola

    06/03/2008 22.21.02

    Semplicemente meraviglioso. una trilogia davvero spettacolare. E' un' opera d' arte perfetta questa trilogia. Nulla da togliere, nulla da aggiungere. ha una profondità ed una umanità che toccano nel profondo. brava la Robin!

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    by Ax

    07/11/2007 11.58.49

    Con la fine di questo libro si chiude la Trilogia dei Lungavista che vede Fitz, Bastardo di Corte, affrontare il viaggio che lo porterà verso il suo Re, dato per disperso. Un viaggio tra situazioni che rimetteranno in gioco la sua fede verso l'impresa ultima, e che lo porteranno a prendere coscienza del ruolo che il destino gli ha riservato, fatto di rinunce, sofferenze e 'sentieri' solitari in nome di un bene superiore. Per quanto lo stile di scrittura sia scorrevole, piacevole e senza cali eccessivi, l'autrice avrebbe potuto tagliare qualche centinaio di pagine, senza per questo perdere in intensità: le parti dove non succede nulla, se non riempire le giornate del protagonista, non sono, in fondo, funzionali alla storia che ha uno sviluppo abbastanza semplice; forse l’autrice, in questo modo, voleva farci avvicinare ulteriormente al modo di percepire di Fitz, ma ha avuto a disposizione i due libri precedenti per arrivare a noi. Mettendo da parte queste considerazioni, che non tolgono nulla alla validità dello scritto, c’è da confermare che il romanzo è in grado di tenere vivo l’interesse in tutti i punti della narrazione, grazie al naturale affetto che il nostro Bastardo è in grado di suscitare in chi legge. Questo ragazzo, insomma, ne passa di tutti i colori senza mai – veramente - perdersi d’animo, fino all’epilogo della vicenda, piacevolmente onirica, che riserva una sorpresa, tenuta nascosta nel corso della trilogia.

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    Roberto

    31/08/2007 16.09.13

    Ho letto la trilogia in lingua originale prima che uscisse in Italia e solo adesso mi è capitata fra le mani l'edizione italiana. Premesso che penso che quest'opera della Hobb sia molto bella, il voto basso è dovuto alla pessima traduzione. Se potete leggete l'originale.

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    loi1989

    29/08/2007 11.22.27

    L'ultimo romanzo di una trilogia straordinaria. Appassionante e coinvolgente: semplicemente meraviglioso!!!

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    rosa

    05/07/2007 09.10.02

    L'intera saga della Hobb è meravigliosa e questo libro si legge piano piano soltanto per non terminarlo troppo in fretta.

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    Nightbay

    11/05/2007 11.43.05

    Lunga vita a Fitz! Il romanzo che chiude la trilogia è stato un lungo viaggio intrapreso al fianco di un eroe indimenticabile. Il Bastardo è spesso maldestro e ingenuo, carico di difetti quanto di virtù, ma è per questo che lo si percepisce come un personaggio "vero" per il quale tifare anche nei momenti in cui in realtà non lo meriterebbe. Gloria alla Hobb per averci narrato la sua vicenda. E sul finale... in fondo lo si intuisce fin dalla prima pagina del primo volume della trilogia che non sarebbero state rose e fiori, no?

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    Laura

    19/12/2006 22.01.41

    Libro assolutamente non all'altezza dei due precedenti, che erano veramente avvincenti e ti costringevano a non lasciarli fino alla fine. La trovata dei draghi mi è sembrata davvero banale e sì, è vero che si capiva, leggendo gli altri libri, che Fitz non aveva avuto fortuna nella vita, ma mi sembra che l'autrice abbia davvero esagerato.

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    amante_della_buona_lettura

    29/08/2006 12.07.55

    Quando si arriva alla fine di una trilogia così avvincente, si pensa che sia impensabile poter prendere in mano un altro libro. Devo dire che è la prima volta che mi succede, ma quando ho finito di leggere questi tre libri ho fatto molta fatica a cominciare a leggerne un altro. Questo libro è il perfetto coronamento di una trilogia senza uguali, mi ha lasciato veramente un grande vuoto quando sono arrivata all'ultima pagina. Trama avvincente ed epilogo delle storie di ogni personaggio veramente inaspettato. Un vero gioiellino.

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    Mayco

    14/05/2006 18.01.18

    Premetto che non ho letto i primi due libri, e che mi sono affidato con cieca speranza nell'unico libro della saga disponibile in libreria, sperando di non rimanere con oscuri buchi neri. Ebbene, è un bella storia che si racconta con un unizio e una fine, in maniera scorrevole e quasi sempre limpida (vi sono dei passaggi descrittivi poco esaurienti, come per esempio Fitz con il fazzoletto che non si capisce come cavolo l'ha messo, oppure i draghi scolpiti alla fine, alla cava, che sembrano cicciare fuori con il semplice appello nel testo, senza che si capisca geogrificamente come sono messi). La prima parte del libro è assai lenta, ma godibile per chi non ha letto i primi due libri (immagino che sia un colossale infodump che riassume le avventure precedenti in frammenti della "prima vita" del centinaio di pagine iniziali), da quel senso di alieno, di imprevedibile che tiene il lettore ancorato a capire cosa accade attorno e dentro al protagonista. La parte centrale del romanzo è un bel polpettone introspettivo, godibilissimo per le prime decine di pagine, ma un po' ripetitivo a lungo andare, soprattutto per la mancanza di pesonaggi con cui dialogare, a parate il fido occhi-di-notte. Poi tutto si alleggerisce con l'interazioni con altre persone durante il viaggio, e una volta che è stata intavolata la trama e di che pasta è fatto Fitz, tutto scorre in discesa, anche con piacevoli e breve descrizione dei luoghi durante le vicissitudini, cosa che sembra non molto curata dagli scrittori moderni di fantasy (vedi romanzi soap-opera dagli infiniti punti di vista che scavalcaono tempo e spazio infilandoci subito il succo del fatto meritevole di essere letto). I personaggi sono scolpiti attentamente con pochi colpi di scalpello, la trama è viva e fa del lettore un attento spettatore, la cui deduzione viene spesso sollecitata in fase attiva. Unico neo vero e proprio sono le ultime cinquanta pagine, dove ci si trova un po a stallare su ogni segreto svelato. Voto 4 per il bel libro, sarebbe stato 5 se fosse stato piu fantasy

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    Zeruhur

    26/04/2006 23.02.06

    I topoi di questo romanzo si distaccano molto da quelli che lo precedono. Fitz ora non si sente più legato al giuramento fatto al suo Re, assassinato a tradimento dal figlio: in cuor suo è ormai fedele solo alla sua missione che è di vendetta, uccidere l'odiato zio Regal. Ma ancora una volta il suo intento non solo è funestato dall'insuccesso ma frenato anche dall'amore per suo zio Veritas che ora più che mai ha bisogno del suo aiuto, sperduto ai confini del Regno delle Montagne. E qui emerge ancora il conflitto interiore di Fitz. Questa volta non tra l'essere d'animo innocente e contemporaneamente assassino, nè tra l'amore per un zio e l'odio per l'altro frenato dal suo dovere di Uomo del Re. Fitz è divenuto uomo ed è ora spinto da un dovere più profondo di quello del giuramento fatto a Sagace: a spingerlo è la sincera devozione e l'affetto per tutte le persone che ama e che deve proteggere da quelle che odia. Il bilancio della Trilogia dei Lungavista è decisamente positivo: ai pregi indubbi dei primi due romanzi in questo si aggiunge anche la reinvenzione della figura del drago qui originalmente proposta. Una lettura notevole e coinvolgente, di incredibile atmosfera, che presenta grandi personaggi dalla psicologia ben calibrata e che non lascia spazio al lieto fine come noi troppo spesso intendiamo.

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    Pasagarde

    30/01/2006 06.04.32

    Tutta la trilogia è molto bella, anche se forse un po' troppo lunga. Io l'avrei asgiugata un po' quà e là. Comunque bella e insolita, sconfina dal solito fantasy. Sicuramente è da leggere.

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    WHY

    20/01/2006 22.20.29

    "E adesso?" . E' quello che mi son chiesta quando ho finito il libro. Bello anche se un pò lento confronto ai primi due. La storia mi ha rattristato un pochino ma non dico perché per non rovinare nulla a chi ancora non l'ha letto. Comunque Fitz mi mancherà.

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    daniela

    16/01/2006 18.31.35

    Mi sono allontanata dalla fantasy circa vent'anni fa. I miei preferiti (Jack Vance e i Principi Demoni e P.J.Farmer e il suo Fiume su tutti), non avevano degni eredi. A tratti leggevo qualcosa che mi piaceva, sì, ma non mi entusiasmava, perchè dopo un inizio coinvolgente il seguito si smorzava nell'ovvietà (Turtledove e le sue daghe). Questo non è accaduto con la trilogia dei Lungavista. E' stato appassionante dall'inizio e meraviglioso alla fine, con quel dolce-amaro che rimane in te quando, chiudendo il libro sull'ultima pagina, finalmente ti accorgi del mondo esterno e purtroppo ti rendi conto che non vi sono l'Arte e lo Spirito intorno a te e che l'unica cosa che si avvicina ad una Confraternita è la passione per la lettura condivisa con altri come te. Il massimo dei voti e la gioia di aver trovato Robin Hobb.

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