Il viaggio dell'assassino. Trilogia dei Lungavista. Vol. 3

Robin Hobb

Traduttore: P. B. Cartoceti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2005
Pagine: 765 p., Rilegato
  • EAN: 9788834710555
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 15,30

€ 18,00

Risparmi € 2,70 (15%)

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Nightbay

    11/05/2007 11:43:05

    Lunga vita a Fitz! Il romanzo che chiude la trilogia è stato un lungo viaggio intrapreso al fianco di un eroe indimenticabile. Il Bastardo è spesso maldestro e ingenuo, carico di difetti quanto di virtù, ma è per questo che lo si percepisce come un personaggio "vero" per il quale tifare anche nei momenti in cui in realtà non lo meriterebbe. Gloria alla Hobb per averci narrato la sua vicenda. E sul finale... in fondo lo si intuisce fin dalla prima pagina del primo volume della trilogia che non sarebbero state rose e fiori, no?

  • User Icon

    Laura

    19/12/2006 22:01:41

    Libro assolutamente non all'altezza dei due precedenti, che erano veramente avvincenti e ti costringevano a non lasciarli fino alla fine. La trovata dei draghi mi è sembrata davvero banale e sì, è vero che si capiva, leggendo gli altri libri, che Fitz non aveva avuto fortuna nella vita, ma mi sembra che l'autrice abbia davvero esagerato.

  • User Icon

    amante_della_buona_lettura

    29/08/2006 12:07:55

    Quando si arriva alla fine di una trilogia così avvincente, si pensa che sia impensabile poter prendere in mano un altro libro. Devo dire che è la prima volta che mi succede, ma quando ho finito di leggere questi tre libri ho fatto molta fatica a cominciare a leggerne un altro. Questo libro è il perfetto coronamento di una trilogia senza uguali, mi ha lasciato veramente un grande vuoto quando sono arrivata all'ultima pagina. Trama avvincente ed epilogo delle storie di ogni personaggio veramente inaspettato. Un vero gioiellino.

  • User Icon

    Mayco

    14/05/2006 18:01:18

    Premetto che non ho letto i primi due libri, e che mi sono affidato con cieca speranza nell'unico libro della saga disponibile in libreria, sperando di non rimanere con oscuri buchi neri. Ebbene, è un bella storia che si racconta con un unizio e una fine, in maniera scorrevole e quasi sempre limpida (vi sono dei passaggi descrittivi poco esaurienti, come per esempio Fitz con il fazzoletto che non si capisce come cavolo l'ha messo, oppure i draghi scolpiti alla fine, alla cava, che sembrano cicciare fuori con il semplice appello nel testo, senza che si capisca geogrificamente come sono messi). La prima parte del libro è assai lenta, ma godibile per chi non ha letto i primi due libri (immagino che sia un colossale infodump che riassume le avventure precedenti in frammenti della "prima vita" del centinaio di pagine iniziali), da quel senso di alieno, di imprevedibile che tiene il lettore ancorato a capire cosa accade attorno e dentro al protagonista. La parte centrale del romanzo è un bel polpettone introspettivo, godibilissimo per le prime decine di pagine, ma un po' ripetitivo a lungo andare, soprattutto per la mancanza di pesonaggi con cui dialogare, a parate il fido occhi-di-notte. Poi tutto si alleggerisce con l'interazioni con altre persone durante il viaggio, e una volta che è stata intavolata la trama e di che pasta è fatto Fitz, tutto scorre in discesa, anche con piacevoli e breve descrizione dei luoghi durante le vicissitudini, cosa che sembra non molto curata dagli scrittori moderni di fantasy (vedi romanzi soap-opera dagli infiniti punti di vista che scavalcaono tempo e spazio infilandoci subito il succo del fatto meritevole di essere letto). I personaggi sono scolpiti attentamente con pochi colpi di scalpello, la trama è viva e fa del lettore un attento spettatore, la cui deduzione viene spesso sollecitata in fase attiva. Unico neo vero e proprio sono le ultime cinquanta pagine, dove ci si trova un po a stallare su ogni segreto svelato. Voto 4 per il bel libro, sarebbe stato 5 se fosse stato piu fantasy

  • User Icon

    Zeruhur

    26/04/2006 23:02:06

    I topoi di questo romanzo si distaccano molto da quelli che lo precedono. Fitz ora non si sente più legato al giuramento fatto al suo Re, assassinato a tradimento dal figlio: in cuor suo è ormai fedele solo alla sua missione che è di vendetta, uccidere l'odiato zio Regal. Ma ancora una volta il suo intento non solo è funestato dall'insuccesso ma frenato anche dall'amore per suo zio Veritas che ora più che mai ha bisogno del suo aiuto, sperduto ai confini del Regno delle Montagne. E qui emerge ancora il conflitto interiore di Fitz. Questa volta non tra l'essere d'animo innocente e contemporaneamente assassino, nè tra l'amore per un zio e l'odio per l'altro frenato dal suo dovere di Uomo del Re. Fitz è divenuto uomo ed è ora spinto da un dovere più profondo di quello del giuramento fatto a Sagace: a spingerlo è la sincera devozione e l'affetto per tutte le persone che ama e che deve proteggere da quelle che odia. Il bilancio della Trilogia dei Lungavista è decisamente positivo: ai pregi indubbi dei primi due romanzi in questo si aggiunge anche la reinvenzione della figura del drago qui originalmente proposta. Una lettura notevole e coinvolgente, di incredibile atmosfera, che presenta grandi personaggi dalla psicologia ben calibrata e che non lascia spazio al lieto fine come noi troppo spesso intendiamo.

  • User Icon

    Pasagarde

    30/01/2006 06:04:32

    Tutta la trilogia è molto bella, anche se forse un po' troppo lunga. Io l'avrei asgiugata un po' quà e là. Comunque bella e insolita, sconfina dal solito fantasy. Sicuramente è da leggere.

  • User Icon

    WHY

    20/01/2006 22:20:29

    "E adesso?" . E' quello che mi son chiesta quando ho finito il libro. Bello anche se un pò lento confronto ai primi due. La storia mi ha rattristato un pochino ma non dico perché per non rovinare nulla a chi ancora non l'ha letto. Comunque Fitz mi mancherà.

  • User Icon

    daniela

    16/01/2006 18:31:35

    Mi sono allontanata dalla fantasy circa vent'anni fa. I miei preferiti (Jack Vance e i Principi Demoni e P.J.Farmer e il suo Fiume su tutti), non avevano degni eredi. A tratti leggevo qualcosa che mi piaceva, sì, ma non mi entusiasmava, perchè dopo un inizio coinvolgente il seguito si smorzava nell'ovvietà (Turtledove e le sue daghe). Questo non è accaduto con la trilogia dei Lungavista. E' stato appassionante dall'inizio e meraviglioso alla fine, con quel dolce-amaro che rimane in te quando, chiudendo il libro sull'ultima pagina, finalmente ti accorgi del mondo esterno e purtroppo ti rendi conto che non vi sono l'Arte e lo Spirito intorno a te e che l'unica cosa che si avvicina ad una Confraternita è la passione per la lettura condivisa con altri come te. Il massimo dei voti e la gioia di aver trovato Robin Hobb.

  • User Icon

    Shell

    12/01/2006 09:24:24

    Nel leggere le opinioni di altri lettori non ho potuto fare a meno di notare che i giudizi negativi (pochi) sono frutto della delusione per la conclusione dell'opera e non per il valore di questa. Si sperava in un Fitz vittorioso e giustiziere dei malvagi, felice sposo e affezzionato allevatore di lupi e bambini e invece....se la gode solo Umbra! Anche la soluzione dei draghi è censurata come banale e scontata. Eppure gli indizi c'erano tutti; dalle premesse dei libri precedenti alle introduzioni dei diversi capitoli venivano chiare indicazioni che il narratore era un vecchio amareggiato e stanco, cui la vita aveva tolto molto ma non la sua speciale natura. Un catalizzatore appunto. I draghi poi non hanno nulla a che fare con le creature mitologiche o gli essere di potere e magia di Eartshea o Margaret Weis. Ho trovato la trilogia magnifica, delicata e toccante, con personaggi straordinari. Sicuramente la migliore lettura degli ultimi tempi. Nonostante il genere si presti, anche gli stereotipi sono pochi; tutti portano un carico di umanità variegato, fatto di forza e debolezze, errori e gesta. Il lupo perfino più delle persone. La fine è dolcemente amara, come tutta l'atmosfera. Non si può cambiare il mondo e tornare alla casetta, almeno non dopo Tolkien, e la Hobb ha raccolto ed interpretato con squisita sensibilità, in questo molto femminile, la suggestione. L'unico neo è l'aver disegnato un medioevo bucolico nelle ambientazioni: anche quando parla di razzie e saccheggi ci sono sempre cucine accoglienti e pentole fumanti. Nella realtà, anche in forma romanzata, era tutt'altra cosa. Ma dato che non è una monografia storica ma un ottimo ciclo di romanzi, VOTO MASSIMO:

  • User Icon

    Sara

    01/09/2005 14:25:20

    Bello, bellissimo... Ma per chi ha letto le trilogie successive ("The Liveship Traders" e "The Tawny Man"), inferiore: sembra impossibile, ma l'autrice migliora sempre, di continuo, implacabilmente. Per chi non legge l'inglese, pregate che le traducano; per chi lo legge almeno un po', acchiappate gli originali: scrive divinamente! E intanto, aspetto trepidante "Shaman's crossing"...

  • User Icon

    fabrizio

    11/04/2005 16:59:26

    questo libro non è assolutamente all'altezza degli altri due; una delusione totale, la Hobb non mantiene le aspettative (alte) create. Peccato...

  • User Icon

    Laura

    17/03/2005 20:12:57

    Conclusione degna di una trilogia affascinante e molto originale. Concordo con Maurilio per quanto riguarda le orribili cover dell'edizione italiana targata Fanucci... solo per quello avrei messo 1 su 5! Ora aspetto con ansia la seconda trilogia (CON LE COPERTINE ORIGINALI PER CARITA')

  • User Icon

    francesco

    08/03/2005 11:05:53

    BELLO BELLO BELLO. L'UNICA COSA CHE NON MI E' PIACIUTA DA 5/5 E' LA TRADUZIONE DI ALCUNE FRASI E PICCOLI MA FASTIDIOSI ERRORI DI BATTITURA. LA STORIA COMUNQUE E' DEGNA DEI PRIMI DUE LIBRI. A VOLTE MI SONO RITROVATO A LEGGERE FINO ALLE 2 E MEZZA DEL MATTINO SENZA ACCORGERMENE. RI BELLO UN'ALTRA VOLTA. MI FATE SAPERE QUALI SAREBBERO I PROSSIMI LIBRI DELLA HOBB DI CUI HO SENTITO VAGAMENTE PARLARE? GRAZIE

  • User Icon

    shimond

    06/03/2005 11:28:37

    Purtroppo sono rimasto un pò deluso, dato l'altissimo livello degli altri libri mi aspettavo qualcosa di altrettanto valido, ma proprio nel finale l'autrice scade veramente nel kitch con i draghi e la rivelazione di cosa stesse facendo il "vero Re". Un voto alto perchè comunque buona parte del libro è sempre valida, emozionalmente però gli darei 3.

Vedi tutte le 14 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione