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Jean-Daniel Causse, Élian Cuvillier, André Wénin

Traduttore: R. Fabbri
Editore: EDB
Anno edizione: 2012
Pagine: 184 p. , Brossura
  • EAN: 9788810402429

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    alida airaghi

    29/10/2012 08.32.38

    L'educazione cattolica tradizionale ci ha abituato a un'immagine del cristianesimo irenica, rasserenante, confortante, soprattutto se paragonata a quella attribuita ad altre religioni, ritenute sanguinarie, vendicative, brutali. In realtà, nelle Sacre Scritture non sono rare le pagine in cui tracima violenza, sia da parte della divinità che da parte degli uomini, e il volume di tre titolati autori francesi (due teologi e uno psicanalista) pubblicato da EDB scandaglia in profondità questo tema, attraverso un'esplorazione esegetica e antropologica che apre a stimolanti punti di riflessione, anche per i credenti più ortodossi. Il libro si articola in quattro capitoli: il primo è dedicato all'indagine della violenza nell'Antico Testamento, che viene esercitata all'interno delle famiglie e dei popoli, ma anche prescritta da Dio, attraverso sacrifici umani e uccisioni di vittime innocenti. Nel secondo saggio si affronta la violenza dei testi sacri dal punto di vista della psicanalisi, recuperando l'analisi freudiana (la pulsione arcaica a divorare, a incorporare l'altro, negandone l'alterità) e indagando gli aspetti problematici del silenzio e della gelosia divina. Nel terzo capitolo si esaminano i testi del Nuovo Testamento, in particolare l'Apocalisse, le lettere di Paolo e in Vangelo di Matteo: il cammino della lotta contro il male e lo scandalo della Passione, in cui Gesù accetta di subire la violenza degli uomini senza rispondere con la violenza. Nell'intervento finale ci si confronta con l'interpretazione nietzschiana tendente a demistificare il messaggio di pace e di amore divino, in realtà fondato sul risentimento nei riguardi della vita e della sua umana e positiva fisicità. Gli autori ripropongono quindi una rilettura del cristianesimo attraverso la rivalutazione del dono, della mitezza, della trasfigurazione della morte intesa come sconfitta.

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