La virtù dell'elefante. La musica, i libri, gli amici e San Gennaro

Paolo Isotta

Editore: Marsilio
Collana: Tascabili Maxi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15/10/2015
Pagine: 589 p., Brossura
  • EAN: 9788831722544
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    Luca Furlotti

    29/12/2017 10:18:25

    Un libro pieno di volgaritá, rancore e cattiveria, ma anche di cose interessanti e di intuizioni folgoranti. Fastidiosissima e puerile é la obbligatoria apologia della napoletanitá. Se si riesce a vincere il disagio per le molte cose offensive che Isotta scrive, la lettura puó peró essere stimolante. Isotta é molto volgare, ma molto colto. Ma non é facile vincere una certa repulsione,

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    gango

    19/06/2016 16:01:57

    Puzza sotto il naso, esaltazione dei cosiddetti nobili, astio e livore verso musicisti invisi per motivi politici, un uomo meschino. Zero

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    luca Bidoli

    30/04/2016 11:50:11

    Dopo questo libro mi sento ulteriormente colpevole di qualcosa, della mia ignoranza innanzitutto. Ignoranza da "i" maiuscola in campo musicale, non che non apprezzi la musica, solo che non la conosco; e ignoranza per non aver letto mai nulla, neppure un elzeviro, di questo straordinario scrittore. Scrivo scrittore e non solo musicologo, critico e quant'altro, perchè rare volte una scrittura mi è parsa così interessante, notevole,coinvolgente, diretta: mi sentivo e mi sento un privilegiato, nella lettura, perchè mi sembrava che l'autore stesse parlando a me e a me solo: magia allo stato puro, tensione sino all'ultima pagina. L'ho divorato, questo testo, come un incredibile babà, che, ignoranza supplementare, ha contribuito a sfatare alcuni luoghi comuni, su Napoli, ad esempio. Non ci sono mai stato, forse per una certa prevenzione o perversione, , sì, lo posso ammettere, pur sapendone la storia e la grandezza, almeno passata. Mi devo ricredere, grazie Maestro: le sue pagine sulla sua città e sulle persone che la abitano, sono splendide, un vero atto d'amore, totale e disinteressato. Così come mirabili sono, autentiche chicche, i ritratti, le svariate miniature o riuscitissimi bozzetti, su tanti personaggi, noti e meno noti, popolari o aristocratici ( baroni, contesse, marchesi e marchesini, scrittori, demiurghi, capimanipolo, Mammesantissime...) che si leggono con vera Schadenfreude. Mirabili le righe su Claudio Magris, che condivido in pieno, assolute: grazie, per tutti noi, poveri e pavidi, grazie di cuore, e a ben rileggerLa, Maestro. Con gratitudine, mi firmo.

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    Eduardo Savarese

    11/04/2016 13:33:14

    La "virtù" assedia e conquista il lettore pagina dopo pagina, perché è un profluvio incalzante, quanto mai vario per ritmo, accento e colore, impastato di una lingua magnifica, scolpita e cristallina, che accerchia, affascina e fa, entusiasticamente, capitolare. Non è opera di musicologia, né di storia della musica, né di critica musicale, benché l'autore padroneggi a perfezione le menzionate discipline. E' opera di vita autentica, feconda, di giudizi personalissimi, di vicende esilaranti, di delicatissimi ricordi, di ricostruzione di una memoria necessaria a munirsi di visioni criticamente autentiche del mondo e dell'arte. Occorre avere spalle robuste per sostenere il sapore dei secoli passati. Questo libro irrobustisce tutta la nostra muscolatura intellettuale ed etica, sentimentale ed erotica. E non conta affatto il conoscere ciò che vi si racconta. Anzi, probabilmente, della messe di fatti, personaggi, opere, richiamata, il lettore saprà poco (visto che l'autore spazia da Virgilio a Eliot, da Scarlatti a Orff). Conta invece l'effetto: come tutte le grandi opere che nascono dal sapere e riconducono, reinventato, il sapere a beneficio dei lettori, "La virtù dell'elefante" suscita una passione vorticosa di sapere, una voracità incontenibile di ascoltare altra musica, di leggere altri versi, di contemplare altre opere, di ricercare nuovi corpi e amare nuove menti, e di ricordare, e nel ricordo vivere ciò che di nuovo arriva nella vita di ciascuno. D'altra parte, chi conosca Isotta non può non restare affascinato dalla incessante curiosità che egli nutre per le relazioni umane (quelle che, naturalmente, gli vanno a genio): egli, per adoperare le parole del Profeta Ezechiele, ha un cuore di carne. E così questo suo libro ha un cuore di carne, che palpita, ama, odia, soffre, esulta, si entusiasma, si accartoccia, si fa silente, grida, annaspa, affonda, risorge, e, strenuamente, difende le sue ragioni di vita. La luminosissima ultima pagina è infatti un inno alla carità

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    Cristiano Cant

    18/02/2015 10:05:15

    Senza tremori definisco questo un libro stupendamente libero; sembra una forzatura ingenua, e invece è davvero l'impronta più degna e più giusta a sigillare questo colosso diaristico dentro il quale le arti e la personalità dell'autore, i suoi sprezzi, la sua sostanza interiore più scelta, le sue corde emotive più allineate, riescono a offrire completezza critica e passione sincera come poche altre volte capita di leggere. Sbalzati fra Ciakovskji e Totò, fra Malaparte e Flaubert, ci si perde in migliaia di rivoli, scossoni, pruriti, commozioni, dove il genio titolato e il genio sfavorito, anonimo, si urtano in un'identica adorazione da parte dell'autore. Non mancano ovviamente i fastidi, i disgusti, le stroncanti caricature verso il sopravvalutato. Nell'insieme un libro magnifico, una ventata di sincerità favolosa guarnita in una prosa senza veli.

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    Ruben

    05/12/2014 16:00:59

    La luce forte e diretta del Golfo di Napoli illumina questa raccolta di pensieri, valutazioni, storie legati al mondo della musica classica Italiana ed europea. La forte personalità dell'autore, mai incline al compromesso, guida il lettore alla scoperta ed alla riflessione sul percorso musicale con i suoi protagonisti, offrendo aneddoti e verità vissute. Lettura accattivante, fonte estesa di spunti per l'ascolto di musica sublime dal rinascimento al contemporaneo.

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    Luca Carolo

    03/12/2014 13:37:18

    Politicamente scorretto, coltissimo, croccante. Da leggere assolutamente!

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    Orlando Gentili

    30/11/2014 20:04:10

    Tra le belle recensioni uscite su questo magnifico libro condivido in particolare quella recente di Diego Gabutti (su 'Sette' del 28.11.14): "Scritto con aristocratico, brioso disordine, 'La virtù dell'elefante' di Paolo Isotta mantiene (cosa rara) quel che promette... E' un racconto senza regole... ed è un viaggio culturale e persino politico nel gran loggione italiano, eternamente vociante e sgarruffato. E' una miniera di storie, di sentenze critiche, d'erudizione classicista, di riflessioni divertite sull'omosessualità propria e altrui, di professioni d'odio e di stima. E' un magistrale e straordinario repertorio di 'digressioni nelle digressioni'... E' infine il rendiconto scapigliato ma esatto di un'esistenza spesa a perseguire senza distrazioni la felicità: il godimento estetico, l'esecuzione somma, la nota perfetta, l'amicizia verace". E' in tutto questo che di certo s'annida 'la virtù dell'elefante'. E il suo grande successo.

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    Fifì Labella

    26/11/2014 23:03:54

    Si dice " un diamante è per sempre"! E come un diamante, dal greco "adamai" non domabile, Paolo Isotta è una forza della natura, puro genio indomabile. Questo libro lo leggi tutto d'un fiato e quando sei arrivato alla fine hai quella sensazione di pienezza e nello stesso tempo di stordimento che avverti dopo aver avuto un incontro d'amore durato ore.

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    Pelléas

    25/11/2014 23:19:14

    La bellezza di questa autobiografia sta, secondo me, nell'assoluta trasparenza e generosità con le quali l'Autore si immerge in una vita fatta di musica restituendoci tutto quanto c'è di vero e geniale attorno ad essa. Uno sguardo disincantato su tanti personaggi straordinari, che ci fanno oggi sentire quanto ha significato la musica per tutti noi, travolti purtroppo dall'attuale culto dell'immagine. Tantissimi aneddoti che dipingono un mondo che oggi ci appare, seppur con tutte le sue contraddizioni, ideale per l'esistenza stessa della musica. Un insegnamento quindi per proseguire con il sano entusiasmo a vivere la musica, lontani da imposizioni mediatiche e di regime. L'amore che Isotta riesce a comunicare per i suoi maestri è commovente, così come non si contano gli episodi divertenti che ne rendono viva ogni pagina. Impossibile non amare profondamente questo libro che si lascia leggere con un tale piacere, che non è possibile non ricominciare a leggerlo appena terminato.

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    Federico Gon

    23/11/2014 12:09:31

    Un libro che raccoglie le esperienze artistiche e biografiche di uno tra i massimi critici musicali italiani. Pensieri e ricordi che coinvolgono il popolo napoletano quanto grandi artisti (non solo musicisti) di ogni tempo, trattati tutti con ironia, intelligenza e talvolta salace realismo. Chi si aspetta un volume dedicato alla musica (o, perlomeno, solo ad essa) rimarrà deluso: in questo libro c'è la vita, vera, profonda e senza maschere, nella quale gli affetti e le passioni sono le uniche cose a contare veramente.

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