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Vito Mancuso

Collana: I fili
Anno edizione: 2009
Pagine: 171 p. , Brossura
  • EAN: 9788860302991

Recensioni dei clienti

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    Lee66

    15/10/2016 00.11.15

    In questo libro Mancuso cerca di dare un senso e delle rispote ad alcune domande difficili: che cosa fa di noi un vero uomo? Come vivere meglio? Cosa rende autentica la nostra vita e cosa si fa intende per "autentica "? Un testo profondamente filosofico senza necessariamente passare attraverso la religione, anche se vi sono alcuni richiami a testi biblici, ma che tenta di spiegare un maniera fluida, anche se a volte scade nella ripetizione, che, infine, l'uomo autentico è l'uomo libero, fedele a sè stesso, che sa riconoscere il bene e il male e conduce una vita autentica vissuta all'insegna del bene, e dell'amore per la verità. Un altro bel libro di Vito Mancuso, sempre più un grande studioso e filosofo laico.

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    Davide

    19/04/2012 16.52.19

    Che tristezza; libro di una banalità sconcertante. La dimostrazione di un pensiero conservatore,che non si muove oltre la sua speculazione. Il bene e il male sono indivisibili, concetto presente nel Buddhismo, per esempio, mentre per i Greci (citati nel testo),Parmenide e Eraclito. Se io osservo il bene, la verità, la giustizia, osservo solo un lato della medaglia, ignorando l'altro lato, se io ricerco sempre il bene, troverò sempre anche il male, è inevitabile. Dobbiamo smetterla di ricercare il bene o la felicità, perchè è solo un punto di vista, un metro di giudizio, paragonabile solo al suo contrario. E' solo un "modo" di girare in cerchio senza fine.

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    Latini Claudio

    16/12/2010 20.09.43

    Egregio professore ho letto il suo libro e Le faccio i miei complimenti per il capolavoro di letteratura che ha fatto. Ho letto tre volte il suo libro per quanto è interessante,e come dice Lei finito di leggere non se ne esce come prima, ti migliora, ti apre il cuore e la mente, è pieno di nozioni importanti, semplici e vere, un libro così se letto dalla metà degli italiani può cambiare in meglio la nostra reputazione. Per questo professore Le chiedo perchè non espone personalmente questi preziosi argomenti nei principali mezzi di comunicazione, coinvolgendo magari i giovani persi tra mille vizi e demotivati dalla vita. Potrebbe tentare con la politica, quella vera con la P maiuscola, abbiamo bisogno di tanta verità, di tanta onestà e di libertà, abbiamo tanto bisogno di uomini come Lei. Grazie.

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    sergio oliveri

    21/03/2010 14.30.08

    Ho conosciuto e apprezzato l’Autore attraverso gli articoli, sempre misurati, che appaiono su Repubblica. Anche questo saggio ne ripropone l’ottimo impianto metodologico, e si propone quindi come un eccellente spunto di riflessione. Non posso tacere, tuttavia, che alla lunga lo stile si appesantisce, e mentre i contributi dei filosofi si gonfiano fino a far smarrire il filo del discorso, l'analisi cessa di svilupparsi e diviene ripetitiva. Infine, il teologo cristiano classico emerge in misura troppo marcata rispetto ad un più auspicabile distacco da un’ottica strettamente religiosa.

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    carlo

    14/02/2010 00.10.04

    Ho trovato conferma del fatto che la vità "è prima di tutto libertà" e poi mi sono ricordato (anni dopo il liceo e le bellissime lezioni filosofia su Kant) che "l'io esiste solo in quanto relazione" ovvero che l'io è relazione con l'altro...ed è in questa relazione che si gioca la partita dell'autenticità della vita. Uno scritto straordinario che ci dona delle semplici e chiare meditazioni da portare con sè ogni giorno e in ogni luogo. Assolutamente da non perdere.

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    marco reggio

    29/01/2010 22.00.21

    E' un libro intenso, vorrei dire "balsamico"... Si, perchè leggendolo mi sembrava di tornare a respirare a pieni polmoni. L'aria della fanciullezza, dei mattini di aria frizzante, degli insegnamenti di mio padre con la sua onestà fuori dal tempo. Mi sono chiesto spesso, crescendo e vivendo sempre più "nel" mondo, che valore avessero gli insegnamenti e i comportamenti dei tanti, anonimi, che hanno senza tornaconto vissuto bene. Diventando puntini di luce nella notte. Con il libro di mancuso questa risposta l'ho trovata E' il valore della libertà. della forza della libertà. La verità, davvero, ci farà liberi.

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    Eliana

    09/01/2010 00.07.40

    Bel saggio di filosofia come non se ne leggevano da un po'. Fa riflettere e innamora. Consigliato.

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    Letizia

    08/01/2010 19.24.03

    A Vito Mancuso va riconosciuta un'onestà intellettuale genuina e rarissima. Ho apprezzato moltissimo il duetto con Augias nella "Disputa su Dio e dintorni", in cui, forse grazie anche al fair play di quest'ultimo, Mancuso esce come un astro impareggiabile. Non posso dire altrettanto di questa "Vita autentica", cui va però riconosciuto il pregio, anch'esso raro, di parlare per farsi capire. Più che un saggio, trovo un punto di vista, intimo, autorevole, puro; difettano le argomentazioni dialettiche che possano sostenerlo. L'intento è definire, o capire, quando un uomo e la sua vita siano autentici e l'autore indica anzitutto il principio di libertà, che egli sostiene appartenga ad ognuno. Ma il limite sta nel pregio: se Mancuso vuole giustamente riferirsi alla vita reale, fisica, questa che viviamo, allora non spiega in cosa si sostanzi questa libertà, quale sia quindi il suo senso. Il concetto di autodeterminazione è assente, e quindi la possibilità concreta di attuarlo. La libertà di scegliersi la propria vita rendendola autentica perché vissuta nelle proprie scelte non è data a tutti. Senza di essa, il senso non è più generalizzabile ma rimane appannaggio della fede, della metafisica. A dispetto di questa libertà assunta in senso cartesiano, c'è una curiosa (per me) relativizzazione della "verità", che invece sfugge a qualsiasi dogma ed è relativa alle circostanze della vita, ad ogni uomo (qui cita a sostegno Bonhoeffer). Si danno però per scontati i valori di "bene" e "male", rendendoli oggettivi senza motivazione convincente. Trovo insomma molte contraddizioni nelle argomentazioni portate dall'autore, e questo indipendentemente dalla condivisione o meno della sua visione. La risposta a cosa renda autentica la vita è per Mancuso la speranza. Io la chiamerei più volentieri progettualità, capacità (e possibilità) di proiettarsi oltre. Dove, resta certamente una questione di fede.

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