La vita è bella (DVD)

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Paese: Italia
Anno: 1997
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Guido, un ragazzo ebreo che fa il libraio, si innamora di Dora, una bella maestrina di famiglia ricca, la sposa ed hanno un bambino, Giosuè. Arrivano le leggi razziali, arriva la guerra. Guido viene deportato insieme al figlioletto. Dora va da un'altra parte. Nel campo di concentramento, per tenere il figlio al riparo dai crimini che si consumano intorno a loro, Guido inventa che loro fanno parte di un gioco, in cui bisogna superare delle prove per vincere: non bisogna piangere, chiedere della mamma, reclamare la merenda...
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    Bartek

    01/06/2020 10:13:27

    Un film meraviglioso e spettacolare. Da guardare assolutamente!

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    giuseppe

    17/05/2020 14:58:29

    Film emozionante che ho visto già 3 volte. Da acquistare

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    Chiara

    16/05/2020 22:03:54

    Un film che rappresenta l'orgoglio del cinema italiano nel mondo. Un film che riesce ad unire l'ironia e la serietà trattando un argomento delicato, come solo Benigni sa fare. Le interpretazioni sono da Oscar come l'intero film in sé. Da vedere assolutamente.

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    Milka

    16/05/2020 18:21:10

    Un grande classico che non può mancare nella vostra collezione! Il grande Benigni con questo film ci ha regalato una perla d'inestimabile valore! Stra-consigliato!

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    francesco

    16/05/2020 06:37:01

    bellissimo, da Oscar. Grandissimo Benigni come attore e regista. Capolavoro

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    Caterina

    15/05/2020 07:33:15

    Film fantastico. Lo consiglio

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    paolo

    14/05/2020 12:28:22

    film favoloso e commovente, lo consiglio vivamente

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    oliva

    13/05/2020 11:22:22

    Mi sono commossa, soprattutto per il finale. Grande Benigni. Consigliatissimo

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    visto

    13/05/2020 10:06:12

    Bellissimo film, a tratti commovente con un grandissimo Roberto Benigni

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    renata

    13/05/2020 09:14:27

    Raccontare una pagina storica così triste come il nazismo non è semplice, non è semplice neanche affrontare questo tema lasciando intatta la speranza, la voglia di vivere e l'amore per la propria famiglia. Benigni è magistralmente riuscito a fare tutto questo. Questo credo sia uno dei pochi film che vada visto e rivisto più volte in differenti momenti della propria vita. Straordinario ed inimitabile

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    amato

    13/05/2020 05:52:51

    Un film da Oscar da vedere almeno una volta nella vita..tratta di argomenti molto delicati e di come un padre nonostante sa di dover morire cerca di affrontare con il sorriso il tutto pur di non far spaventare il figlio

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    Sebastiano

    11/05/2020 13:53:20

    Benigni non è mai stato un grande regista ma qui riesce a coniugare la sua comicità sfrenata ad argomenti di un certo spessore (i campi di concentramento nazisti) compiendo un piccolo miracolo e così regalandosi tre Oscar meritati. Film da non perdere!

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    mattia

    14/03/2020 18:04:15

    Film favoloso.....grande benigni

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    gianmarco

    27/12/2019 23:16:24

    Bello e commovente. Sembra quasi superfluo commentare un film di questo livello..

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    pila

    25/09/2019 15:28:43

    Che dire di questo film? Che dire del più grande inno alla vita mentre fuori impazza la morte? Credo che questo sia uno dei titoli più belli della cinematografia italiana, oltre che il capolavoro indiscusso del grande Roberto Benigni. Al suo fianco, un’incredibile Nicoletta Braschi, in quella che è una delle sue interpretazioni più vere e toccanti. Un inno alla vita e all'amore, l’espressione dei miracoli che l’amore di un padre può fare per mantenere al sicuro i propri figli, qualunque cosa questo gli costi. Ed insieme una condanna degli orrori della guerra, dell’ingiustizia e della sopraffazione, brutture che si possono superare solo con gli occhi dell’amore. Un film da vedere, che vi farà piangere, riflettere e, incredibilmente, sorridere.

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    Chiara

    23/09/2019 19:23:29

    Un autentico capolavoro. Non a caso ha vinto l'Oscar. Un libro bellissimo per ricordare cosa è successo negli anni bui del totalitarismo, della Shoah, attraverso gli occhi di un bambino e di un padre che lo protegge a tutti i costi dalla bruttura. Da vedere almeno una volta nella vita

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    alessio

    20/09/2019 21:00:20

    Mi è stato regalato questo film data la mia passione per il genere storico. Ambientato durante il periodo nazista, Benigni giovane e spensierato, la cui interpretazione magistrale mi ha subito colpito, si innamora di una insegnante, e cerca di conquistarla in tutti i modi. Purtroppo però il tempo passa e la dittatura nazista prende sempre più piede causando non poche conseguenze a questa giovane coppia a causa del loro essere ebrei. Il film rappresenta in modo crudo, ciò che è stato causato dalla dittatura nazista. La deportazione, la schiavitù, la disumanizzazione è tutto ben rappresentato. Il film sembra essere diviso in due, la prima parte spensierata e la seconda parte oscura ed angosciante. Benigni ha reso iconico un pezzo di storia così triste. Il film lo consiglio a tutti. Fantastico veramente

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    Rita

    19/09/2019 19:49:46

    Poche per descrivere uno dei più belli film italiani mai realizzati. La vita è bella vincitore del premio oscar come miglior film straniero è un autentico capolavoro. Benigni sublime nella sua interpretazione, il film è un inno alla vita, all'amore sebbene lo sfondo di questo film sia la seconda guerra mondiale. La vita è bella è dolce, divertente, a tratti comico, ma sopratutto struggente e commovente.

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    Alessia

    19/09/2019 12:38:18

    Un film dal significato profondo su fatti realmente accaduti. Ogni volta rivederlo è davvero molto emozionante, si parla di una fase storica molto delicata dove gli ebrei senza nessun peccato dovevano pagare anche con la vita solo il fatto di essere ebrei indipendentemente dal sesso o dall'età. La storia si svolge nei campi di concentramento, un luogo davvero da brividi, dove esseri umani venivano trattati in modo disumano dai nazisti. Consiglio la visione, è davvero un film che fa capire tanto.

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    Simone

    06/08/2019 09:24:28

    Vero capolavoro del cinema. Da vedere e rivedere

Vedi tutte le 30 recensioni cliente

Semplice e chiaro, La vita è bella laicizza la memoria senza mai dimenticare

Trama
Guido Orefice, ebreo romantico nell'Italia di Mussolini, raggiunge 'senza freni' Arezzo. Assunto come cameriere al Grand Hotel sposa Dora, la principessa precipitata dal cielo e promessa a un grigio funzionario di regime. Dal loro amore, più forte delle discriminazioni e della propaganda antisemita, nasce Giosuè. Cinque anni dopo la situazione precipita e Guido e Giosuè vengono deportati. Condannati all'inferno, Guido oppone instancabilmente la forza del sogno all'incubo troppo reale dei campi di concentramento. Giorno dopo giorno convince il figlio che quello a cui assiste è soltanto un immenso gioco di ruoli in fondo al quale si vince un tank. Guido traveste l'orrore, lo adatta, lo dirotta perché il suo bambino non smetta mai di sognare.
Guido ha un dono raro. È capace di ridisegnare la vita, di farla più bella con la forza dell'immaginazione. Guido è un mago, com'è permesso di esserlo solo nelle favole o in un film che si azzarda a sfidare le leggi del realismo. Come si comporterebbe allora questo funambolo allegro e generoso in faccia all'orrore indicibile dei campi nazisti? Con esuberanza. Un'esuberanza che lascia costantemente sbalorditi protagonisti e spettatori. Cameriere al Grand Hotel di Arezzo, Guido semina un trambusto sovversivo che confonde i burocrati fascisti che lo incrociano. Perché Guido il fascismo non lo combatte frontalmente, si accontenta di metterlo in ridicolo alla prima occasione e in ogni occasione, sostituendosi a un ispettore mandato da Roma per tenere una lezione sulla superiorità della razza o al fidanzato fascista della sua principessa. Guido è un personaggio felice e inafferrabile, uno schlemiel formidabilmente capace di piegare a suo favore gli scacchi della sorte, di farsi gioco dei cattivi.
L'impertinenza gli si addice come l'ardore. E infatti la sola idea fissa di Guido è Dora, la giovane istitutrice che cede sotto il suo charme e la sua poesia leggera. La sposa e cinque anni più tardi cammina con suo figlio sotto lo sguardo di un soldato tedesco e verso un treno coi vagoni di legno. "Dove andiamo?", domanda il bambino, e La vita e bella scivola nell'imponderabile. Come il destino di Guido, come l'ambizione di Benigni. Dove vanno, Guido non ne ha idea ma, precipitato nell'orrore concentrazionario, non si arrende. La favola volge al nero e Benigni introduce un'idea luminosa sulla quale costruisce la seconda parte del film: il suo eroe, abile a incantare la vita degli altri, inventa per suo figlio il gioco della sopravvivenza. Un gioco in cui i soldati tedeschi, "quelli cattivi, cattivi che urlano forte", dettano le regole, dove si guadagnano punti a nascondersi, dove si perdono piangendo, dove accumulandone mille si vince un carro armato, uno vero. Chiunque voglia sottrarsi al male non ha altra scelta, per Benigni, che recitare il folle.

1999 - Oscar [Academy Awards] - Miglior Film Straniero
1999 - Oscar [Academy Awards] - Miglior attore - Roberto Benigni
1999 - Oscar [Academy Awards] - Miglior Colonna Sonora
1998 - Festival di Cannes - Premio Speciale della Giuria
1998 - David di Donatello - Miglior Film
1998 - David di Donatello - Miglior attore - Roberto Benigni
1998 - David di Donatello - Miglior Fotografia

  • Produzione: Melampo, 2017
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 119 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese
  • Formato Schermo: 1,85:1 16:9
  • Area2
  • Contenuti: Una nuova intervista esclusiva e inedita rilasciata da Roberto Benigni in occasione del 20° anniversario (di oltre 35 minuti) - Dietro le quinte de "La vita è bella" - Roberto Benigni su "La vita è bella" - Premi - Trailer
  • Roberto Benigni Cover

    Attore, sceneggiatore, regista, produttore italiano. Antesignano della scuola di comici toscani, si forma nelle cantine romane e si mette presto in luce per i suoi interventi provocatori in televisione, prima a Televacca e poi, in qualità di falso e ignorante critico cinematografico, a L'Altra domenica di (e con) R. Arbore. Contemporaneamente debutta al cinema con Berlinguer ti voglio bene (1977), film d'esordio di G. Bertolucci, in cui interpreta Sandro Cioni, giovane disadattato di fronte alla crisi delle ideologie. Appare quindi in vari film, fra i quali La luna (1979) di B. Bertolucci e Chiedo asilo (1979) di M. Ferreri, in cui dà vita a un poetico e intenso maestro di scuola elementare, suo primo ruolo non dichiaratamente comico. Ritorna alla sua peculiare comicità in Il pap'occhio (1980)... Approfondisci
  • Roberto Benigni Cover

    Attore, sceneggiatore, regista, produttore italiano. Antesignano della scuola di comici toscani, si forma nelle cantine romane e si mette presto in luce per i suoi interventi provocatori in televisione, prima a Televacca e poi, in qualità di falso e ignorante critico cinematografico, a L'Altra domenica di (e con) R. Arbore. Contemporaneamente debutta al cinema con Berlinguer ti voglio bene (1977), film d'esordio di G. Bertolucci, in cui interpreta Sandro Cioni, giovane disadattato di fronte alla crisi delle ideologie. Appare quindi in vari film, fra i quali La luna (1979) di B. Bertolucci e Chiedo asilo (1979) di M. Ferreri, in cui dà vita a un poetico e intenso maestro di scuola elementare, suo primo ruolo non dichiaratamente comico. Ritorna alla sua peculiare comicità in Il pap'occhio (1980)... Approfondisci
  • Nicoletta Braschi Cover

    Attrice italiana. Frequenta l’Accademia d’arte drammatica di Roma ed esordisce nel cinema nel 1983 con Tu mi turbi di R. Benigni, che poi sposa nel 1992. Volto aristocratico, temperamento schivo e poco propenso alla mondanità, alterna ruoli sentimental-ironici a fianco del marito a parti più impegnate sotto la guida di una ristretta cerchia di registi. Sorella dolente del giovane ucciso in Segreti segreti (1984) di G. Bertolucci e fidanzata del giovane comunista in Sostiene Pereira (1995) di R. Faenza, appare anche in Pasolini, un delitto italiano (1995) di M.T. Giordana e Ovosodo (1997) di P. Virzì. Sotto la guida di Benigni la si ricorda ballerina ammaliatrice in Il piccolo diavolo (1988), donna calcolatrice e mafiosa in Johnny Stecchino (1991), poliziotta sulle tracce del maniaco in Il... Approfondisci
Note legali