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La vita è bella . Grandi Film

Posizione n. 46 ° nella classifica Bestseller di IBS Film - Drammatico

  • EAN: 8017229436901

La magia di una storia che ci ricorda come, nonostante tutto, la vita meriti di essere vissuta

Trama
Guido, un giovane ebreo amante della vita e della poesia, si reca ad Arezzo con l'amico Ferruccio in cerca di lavoro. Si fa assumere come cameriere dallo zio Eliseo, che gestisce il Grand Hotel, e s'innamora di Dora, un'insegnante promessa sposa all'antipatico fascista Rodolfo. Con l'esuberanza e l'allegria del suo carattere, riesce a vincere le reticenze della maestrina, e a sposarla. Sei anni dopo, probabilmente denunciato dalla suocera che non ha mai digerito il matrimonio, Guido è deportato in un campo di concentramento con lo zio Eliseo e col suo figlioletto, il piccolo Giosuè, mentre Dora, pur non essendo ebrea, decide di seguirli di sua iniziativa. È l'inizio della tragica avventura di un padre che, per proteggere il figlio dalla realtà, maschera l'intero dramma della prigionia dietro la ridente facciata di un appassionante gioco a punti; di un marito che, vincendo la lontananza fisica, cerca di restare vicino all'amata moglie; di un uomo, che è disposto veramente a tutto, anche al personale sacrificio, pur di difendere ciò che ha di più caro. Sino alla prova conclusiva, che nella fantasia di Giosuè assume i connotati di una lunga partita a nascondino, prima dell'assegnazione dell'ambito premio finale.

  • Produzione: Cecchi Gori Home Video, 2005
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 98 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano per non udenti
  • Formato schermo: 1,85:1
  • Area 0

La ricerca del sorriso anche nell'antro più oscuro della storia

«Vedere l'altro lato delle cose, il lato surreale e divertente, o riuscire a immaginarlo, ci aiuta a non essere spezzati, trascinati via come fuscelli [.. ] a passare la notte, anche quando appare lunga lunga».Roberto Benigni

«Un’idea semplice come una lama: il comico recita sul palcoscenico della morte.»Diario

«Un’opera maggiore. Si può ridere, come a una comica muta di Charlot, si piange come a un film di Charlie Chaplin.»Il Tempo

Guido, un ragazzo ebreo che fa il libraio, si innamora di Dora, una bella maestrina di famiglia ricca, la sposa ed hanno un bambino, Giosuè. Arrivano le leggi razziali, arriva la guerra. Guido viene deportato insieme al figlioletto. Dora va da un'altra parte. Nel campo di concentramento, per tenere il figlio al riparo dai crimini che si consumano intorno a loro, Guido inventa che loro fanno parte di un gioco, in cui bisogna superare delle prove per vincere: non bisogna piangere, chiedere della mamma, reclamare la merenda. Così va avanti, fino al giorno in cui Guido viene allontanato ed eliminato.

1998 - Oscar [Academy Awards] Miglior Attore Benigni Roberto
1998 - David di Donatello Miglior Attore Protagonista Benigni Roberto

Recensioni dei clienti

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    Mr Gaglia

    28/11/2014 14.12.18

    «Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla, come in una favola c'è dolore, e come in una favola, è piena di allegria e di felicità». Con questa frase bellissima e storica pronunciata fuori campo ha inizio lo spettacolare film, La vita è bella. Roberto Benigni ha voluto dar voce al dolore di milioni di ebrei la cui vita è stata sconvolta e distrutta dal razzismo e dalle sue assurde e malate leggi razziali, e lo fa portando la vita e l'ironia anche laddove altro non c'era che corpi privati della anima e della loro dignità. Prima la felicità, il sorriso, l'allegria, poi la fatica, il disincanto, la ricerca utopica di un significato a quell'orrore, a quella crudeltà, fatto tutto col fine della vittoria dell'innocenza. Anche la musica rispecchia l'alternarsi di emozioni e sentimenti dei protagonisti prima e dopo la deportazione. Basterebbe ascoltare le musiche e la canzone di Noa, per capire il tema principale del film, ovvero la vittoria dell'innocenza sul male, l'amore e il sacrificio di un padre per il proprio figlio. Guardando il film superficialmente lo si potrebbe criticare negativamente in quanto, sotto alcuni aspetti, è in contrasto con la storia, ma il vero intento di Benigni non è quello di mettere in scena un documentario, ma quello di portare il sorriso, anche se paradossalmente carico di preoccupazione e paura, laddove regnavano la crudeltà e il male . È questo uno degli aspetti caratteristici del film. Il regista toscano ha evitato un film piatto, troppo legato alla realtà, creando invece un film dove è perfetto l'intreccio comicità-drammaticità, utopia-disincanto. Si nota infatti come le scene comiche siano le più drammatiche, le più commoventi, in cui un uomo, consapevole della propria sorte, lotta per far credere e far convincere il proprio figlio che la vita è bella e che il suo ingrediente principale è l'allegria. Capolavoro eterno: l'importante è sperare, sorridere, amare e credere.

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    Alex Lugli

    16/09/2014 23.17.50

    Che capolavoro assoluto questo film. Di un Roberto Benigni in puro stato di grazia artistica, mai più eguagliata a mio avviso (bello comunque anche "La tigre e la neve" del 2005). 120 minuti circa di perfezione messa su pellicola, ricchi di poesia e grande magia. Per certi aspetti ricorda le cose migliori e lo stile di Federico Fellini (con il quale l'attore e regista toscano ha anche lavorato ne "La voce della luna" del 1990). Se volete emozionarvi e commuovervi più passare 2 ore splendide nella visione di una superba opera cinematografica questo è il film e questo è il titolo appunto che vi consiglio. Forse nessun altro ha saputo trattare nel cinema un tema così delicato come quello dell'Olocausto (e più in generale della Seconda Guerra Mondiale) con un tale mix di garbo, intelligenza, sensibilità e, soprattutto, grande grande umanità. Il massimo dei voti più che meritato da parte mia.

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    Bookman 101

    05/06/2013 16.28.56

    E' proprio vero che Roberto Benigni è un uomo infinito,senza limiti.E' come spiegare il dolore e la sofferenza ad un bambino.Il film è bello,interessante,coinvolgente,ma è la magistrale interpretazione dei personaggi che appassiona e commuove.Bravissimo Benigni.

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    stellina

    07/02/2013 17.23.40

    Questo Film parla della Tenacia e dell'Amore di un Papà ebreo che pur di non far vivere il dramma della prigionia al suo piccolo figlio Giosuè, si inventa di tutto. La gioia che fuoriesce dagli occhi del bambino alla vista del carro armato non si può definire. Io non ho resistito alla commozione e ho pianto. Questo Film mi ha fatto riflettere, ma anche ridere, perché nella prima parte è comico. Non ci sono parole per definire la Bellezza e l'Insegnamento che ti regala questo Film... perché oltre a trattare la Shoah è un grande insegnamento di Vita da parte del Papà che non si arrende Mai. Poi c'è Benigni che interpreta la sua parte in modo eccezionale, come sempre. Niente nel Film è lasciato al caso Consiglio di vederlo a tutti. Anche ai bambini, proprio perché il protagonista è un bambino. Per questo il mio voto è il massimo, 5/5.

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    Ernesto

    30/01/2013 15.53.11

    Il film di Benigni riesce a divertire e commuovere, ma forse è propio il divertire a stonare un pò. L'olocausto è un argomento troppo doloroso per essere trattato con tanta leggerezza e ironia. Sia pur con tutte le buone intenzioni. Anche se nel finale il film guadagna un pò di drammaticità.

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    Lady Libro

    10/01/2011 14.50.13

    Uno dei film più belli del mondo: dolcissimo, commovente e anche divertente. Benigni ha proprio meritato l'Oscar, dando il meglio di sè in questo film, sia come regista che come attore.

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    Roxanne Chan

    18/11/2010 15.07.11

    Ieri ho visto in televisione il film, e credo proprio che sia diventato il mio preferito. è immensamente commovente e toccante, fantastica l'idea che ha Guido di far finta che la vita al campo sia un gioco per non spaventare suo figlio. La scena dove traduce le regole del campo trasformandole nelle regole del gioco è epica, divertentissima. Mi sentivo malissimo nelle scene finali dove Guido...bè, chi ha visto il film sa cosa è successo. Poi mi sono messa anche a piangere.

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    asgerjorn

    20/12/2009 21.11.13

    Forse il film meriterebbe una maggiore considerazione, per l'interpretazione ed alcune idee originali; ma è imperdonabile il fatto che, costruito per compiacere i distributori di Oscar, sia arrivato al punto di falsificare la Storia, facendo liberare Auschwitz dagli americani anzichè dai sovietici.

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    SIMONE

    25/06/2009 09.05.43

    A UNDICI ANNI DALLA SUA USCITA CONTINUO A SOSTENERE CHE E' SOLO UN FILM LODEVOLE E CHE MERITA DI ESSERE RICORDATO SOLO PER LA SUA GRANDE AMMIRAZIONE E POSITIVITA': REGIA,SCENOGRAFIA, SCENEGGIATURA E QUANT'ALTRO. INUTILI E INGIUSTIFICATE SONO LE CRITICHE NEGATIVE.

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    Lory

    01/10/2008 12.12.22

    Film meraviglioso! Non credevo si riuscissero a toccare temi così seri con una tale "leggerezza". Benigni è riuscito in un'impresa...vedere per credere!

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    arale 13

    02/09/2008 09.31.46

    questo film mi è piaciuto TANTISSIMO!!!! perkè mi ha fatto ridere ma anke piangere. roberto benigni è un attore bravissimo...complimenti. lo consiglio vivamente a tutti!

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    MarTe

    03/03/2008 12.53.56

    Forse, chi mi ha preceduto nel giudicare questo film si è perso qualcosa... la brillantezza del genio Benigni non si misura, certo, nella credibilità della scena! La vita è triste, talvolta drammatica, ma è ironizzandola che forse si può trovare la speranza che aiuta a viverla e a renderla BELLA. Come si fa a spiegare ad un bambino quanto l'uomo possa essere ignobile, crudele? Come si può descrivere cosa è stato? Non si può! Ridicolizzare la vita nel campo, a mio avviso, è uno dei modi più belli per sancire l'insensatezza e l'ingiustificabilità di ciò che è stato... Benigni, con questo film che ti fa passare dalle lacrime alle risate e poi nuovamente alle lacrime, ci ha regalato: la speranza, impersonificata in un bambino che riesce a sopravvivere e, soprattutto, a ridere. E lo ha fatto in un modo in cui solo lui poteva fare! voto 10

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    shigekuni

    11/11/2005 02.01.09

    personalmente vedo benigni come un bambinone discolo non per natura ma per scelta, oculata per'altro..il che spiega perchè io riesca a sopportarlo solo se somministrato col misurino..il film è geniale, mi riferisco alla trama..la recitazione..praticamente c'è solo benigni, parla sempre lui..gli altri personaggi li trovo decisamente deboli, poco sviluppati..il tutto è commovente e poetico, buona la colonna sonora

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    Michael

    05/11/2005 16.54.55

    A tutt'oggi il miglior lavoro di Benigni. Ma un difetto ha sempre impedito a Roberto di confezionare capolavori: lascia che l'attore prenda il sopravvento sul regista. In questo film Benigni ci ha regalato bellissime e commoventi pagine di cinema. Ma, purtroppo, restano solo pagine che potevano formare un capolavoro. Di certo non posso biasimare Roman Polansky(uno che ha vissuto sulla propria pelle qella terribile esperienza) quando disse che in certe scene c'è stata una banalizzazione del male. Ma il punto è proprio questo. Un film è bello a seconda di chi lo giudica o come lo si giudica. Io dico che Benigni ha un talento poetico, poi registico, che però migliora col passare del tempo. Voto 3,5

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    Gemini

    31/08/2005 22.29.01

    L'ultimo film italiano ad avere vinto oscar pesanti. Se n'è parlato troppo a mio avviso. Un film bello sicuramente, ma non un capolavoro, come sbandierato a destra e a manca. Forse il grande attore/regista toscano ne ha risentito troppo, caricandosi di responsabilità e preoccupazioni che offuscano la sua brillantezza (ne è chiaro esempio il successivo 'Pinocchio'). Da vedere per riflettere ancora una volta sulla barbarie bellica. voto 7

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    michele b.

    31/08/2005 15.00.00

    Il film può essere anche piacevole perchè centrale è l'innata comicità di Benigni, irresistibile in alcune scene, come in quella della traduzione dal tedesco.tuttavia lo ritengo di gran lunga sopravvalutato, la trama mal si abbina alla vena comica dell'attore toscano, in alcuni sembra veramente forzata e inverosimile, per poter commuovere come intende il regista. Sembra quasi che il tema del'antisemitismo, molto caro agli americani e comunque sempre di attualità invece degli altri grandi problemi del mondo, sia stato scelto deliberatamente per la "caccia" all'Oscar, per poter contare oltre al talento anche sull'importanza dei temi. Ultimo appunto: l'ambientazione non è delle migliori, andava studiata meglio per rendere il lager maggiormente credibile.

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    ilaria

    04/10/2004 17.50.05

    Rappresenta la massima espressione dell'Amore con la A maiuscola, l'Amore in senso completo: verso la Vita, verso la moglie, verso il figlio, verso tutto ciò che conta. E' un grande esempio

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