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Roberto Vecchioni

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2016
Pagine: 160 p. , Brossura

50 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

  • EAN: 9788806230753


Un viaggio personale imprescindibile per i seguaci del prof. di greco e latino, un’autobiografia impreziosita da squarci letterari ricchi di citazioni classiche, ma anche un manuale su come imbrigliare la felicità, un’ode, immaginiamocela cantata, all’irripetibilità della vita.

Io sono partito per un viaggio dal primo giorno e con la vita ho incominciato questo nostro gioco di riempire le valigie della memoria. Ed è stato più forte di me, non potevo fermarmi.

Qui sono proprio io. Nel passato, nel presente e nel futuro. Con questa dichiarazione d’intenti di lampante chiarezza Vecchioni apre un’autobiografia atipica, da cui sono esclusi i ricordi della lunga carriera musicale. Il libro si propone invece come un excursus su alcuni dei momenti più felici del cantautore, ritratti attraverso istantanee, dense di richiami lirici, da cui emerge – trionfante - lo sconfinato amore verso i quattro figli, ai quali il testo è dedicato.

La vita che si ama non è soltanto un’autobiografia, ma soprattutto una riflessione artistica sullo scorrere del tempo e sulla necessità di non subire la vita, un compendio di consigli, elargiti ai figli, sull’arte di catturare la felicità governando quello che Vecchioni definisce il tempo verticale.
In antitesi alla nozione lineare del tempo fisico, che domina il nostro vissuto psichico, fagocitando tutti i trascorsi per relegarli nell’oblio, il tempo verticale è invece costituito dalla somma verso l’alto – il futuro - di tutti i momenti felici del passato. Rivivendoli continuamente nel presente, essi si cristallizzano nell’anima, cucendo un abito mentale infinitamente propeso verso il piacere.
L’autore infatti non crede alla transitorietà della felicità, ritenendo che essa esista ab aeterno e proceda in parallelo lungo rotaie esterne a noi. Il compito di ogni uomo sta nel provare a ricalibrare il proprio percorso di vita per condurlo su tali binari, diretti verso un ideale passato che non fugge mai, dove il futuro è immaginazione creativa coincidente con il presente, in un allenamento per possedere il tempo.

Date certe premesse, diventa ovvia la scelta di narrare gli eventi non seguendo un ordine cronologico. Il testo è suddiviso in tredici lettere immaginarie da spedire ai figli, in cui sono narrati episodi – sovente romanzati a detta dell’autore stesso – in apparenza secondari.
Queste vicende tuttavia contengono gli attimi di massima felicità della vita di Vecchioni, dei momenti di cui si serve di continuo per dare una rotta positiva alla propria esistenza. In ognuno dei tredici capitoli compare un personaggio significativo, come per esempio lo studente impreparato all’esame di maturità, perdonato in quanto inguaiato da pene d’amore. Il più toccante – e il più lungo - è riservato al ricordo di Aldo, il padre, ”insegnante napoletano, inguaribile donnaiolo e maniaco del gioco d’azzardo”, di cui celebra l’imperturbabile ed eterna serenità. Affettuose anche le pagine dedicate alla madre, la cui dolcezza continua ad ispirare la vita del cantautore. Tra gli episodi immaginari il più riuscito, denso di momenti comici, è sicuramente il fantastico incontro a scacchi in cui Vecchioni sfida Chomsky.

A chiudere le lettere troviamo inoltre i testi delle canzoni dedicate ai figli. La preferita di Vecchioni è Quest’uomo, la meno conosciuta, in cui il cantante grida, senza vergogna, l’incapacità fisiologica di stare lontano da Edoardo, Arrigo, Carolina e Francesca, la fortunata prole, per cui ringrazia Daria, la moglie e l’artefice dei quattro capolavori.

Un viaggio personale imprescindibile per i seguaci del prof. di greco e latino, un’autobiografia impreziosita da squarci letterari ricchi di citazioni classiche, soprattutto Saffo, ma anche e soprattutto un manuale su come imbrigliare la felicità, un’ode, immaginiamocela cantata, all’irripetibilità della vita.

Recensioni dei clienti

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    Luisa

    09/09/2016 19.31.00

    Roberto Vecchioni, come la maggior parte degli autori, dopo aver raggiunto più della metà della loro carriera artistica, sentono l'esigenza di scrivere un libro autobiografico. Ben venga! Anche a noi lettori fa piacere conoscere i retroscena della loro vita. Solo che ... Solo che Vecchioni è uno straordinario cantautore, una persona eccezionale, ma anche un uomo molto acculturato. Questo suo essere un vero e proprio "pozzo di scienza", ha fatto sì che i suoi libri siano così carichi di filosofia, letteratura italiana-latina-greca, di linguistica e conoscenza generale, da risultare, molto spesso, molto criptici e di difficile comprensione e lettura. Con "La vita che si ama", invece, si è un po' "dato una calmata" (senza offesa, naturalmente!). Tutto é stato di più facile lettura, ma non per questo, sempre, di più facile comprensione. Atteggiamento proprio di ha così tanto da dire, da non riuscire a fare un discorso semplice e logico. Forse, mentre da una parte gli rimane difficile scrivere con semplicità un libro; da un'altra parte compensa con testi di canzoni meravigliose. Cmq, nonostante tutto, resta un uomo straordinario!!!!

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    Laura

    07/07/2016 12.43.57

    Raccolta di racconti autobiografici di un grandissimo cantautore, che ci ha regalato alcune delle liriche più belle e intense degli ultimi anni. Come autore spesso si lascia prendere la mano e tende a complicare, filosofeggiare, appesantire... Stavolta invece la penna resta lieve, pur nella profondità che lo caratterizza. Non tutti i racconti sono eccezionali, ma "Come fare a pezzi il destino" vale da solo l'acquisto del libro. Godibile

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    alessio

    07/06/2016 14.12.02

    Da fan di Vecchioni con una "carriera" (si fa per dire) ormai quasi quarantennale di ascolto e una trentina di concerti all'attivo, ho letto anche tutti i suoi libri ma quasi mai li ho trovati all'altezza del cantautore. Questo fa eccezione. Divertente e poetico, un po' commedia e un po' romanzo. Forse il Vecchioni scrittore riesce meglio nei racconti brevi; "Viaggi del tempo Immobile" era in effetti, prima di questo, a mio parere il suo libro migliore. Ma forse solo "la Vita che si ama" ci restituisce la straordinaria voglia di vivere e di sognare del Vecchioni cantautore.

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    Patrizia

    29/04/2016 19.05.54

    È il primo libro di Roberto Vecchioni che leggo, che conosco più come cantautore di bellissime canzoni che cantavo strimpellando la chitarra. Mi è piaciuto molto conoscerlo come persona "normale" attraverso i suoi ricordi dedicati ai figli. La sua casa sul lago, gli amori dei suoi studenti e sopratutto le figure del padre e della madre. Il tutto intervallato dai testi delle sue canzoni. Insomma un bel libro. Patrizia.

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    Luca Taj

    27/04/2016 00.48.39

    Impossibile giudicare il libro senza fare il confronto con la splendida carriera cantautorale di Roberto Vecchioni. Invidio molto chi riesce a dare due giudizi differenti. Ammetto di essere stato, pregiudizialmente lontano, dal Vecchioni scrittore, perché conosco a memoria tutte le sue canzoni e l'ho visto dal vivo almeno una decina di volte in tutti questi anni. Preciso anche, giusto per mettere le mani avanti con qualcun altro dei suoi fan sfegatati come me, che questo è il primo libro che leggo. C'ero andato vicino con il Librario di Selinunte ma mi sono sempre rifiutato di leggerlo, come se m'aspettassi una grande delusione da uno dei poeti in musica che stimo di più. Francamente sono contento. Forse solo chi conosce davvero il suo stile musicale può apprezzare la poesia, la sorridente malinconia (spero mi si perdoni l'audace ossimoro) delle sue canzoni in prosa, come io considero questo libro. Mi è piaciuto e anche tanto. Però continuo a pensare che dia il meglio di sé quando scrive canzoni, soprattutto quelle ispirate dall'amore immenso per la sua famiglia attuale e dal ricordo di un padre straordinario (amante dei cavalli come il mio, ma questa è un'altra storia:-) Luca Tajani

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    stefano

    19/04/2016 10.15.53

    Roberto Vecchioni si racconta in questo suo speciale diario "a posteriori" e lo fa senza rinnegare mai quello stile che ha fatto di lui uno dei maggiori cantautori italiani. Attraverso quest'opera si entra nell'intimità della sua casa e si acquista confidenza con lui e con le persone della sua vita. Alla fine si resta con la voglia di saperne ancora e di sapere di più e si comprendono meglio e fino in fondo canzoni stupende come "Per un vecchio bambino:... e una domenica i cavalli, le carte, le scommesse, i sogni, vennero a dirmi lo lasciamo; adesso è grande, adesso sai non ha bisogno più di noi. Ed io con tutte le parole che in vita ho scritto, ho pianto e so, non li ho convinti a dire no... la voglia di vedere te, soltanto il tempo di un caffè, e la tua faccia e l'allegria, ma al bar mi dicono che tu sei sempre appena andato via" e come "Ninni: ... e non sai quanta voglia avrei di dirti che tuo figlio non è cambiato, era solo ma si è aspettato, ed è sempre come lo chiamavi tu, Ninni"

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