Editore: Bompiani
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 23 marzo 2005
Pagine: 422 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845233500
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
In una lunga conversazione con Giancarlo Dotto, Carmelo Bene racconta e si racconta: il teatro e il cinema, la letteratura e la voce, le passioni e i disgusti. La dissipazione incessante di una vita privata e pubblica che "gioca" al massacro. E mentre si dipana il filo di un'esistenza unica che via via si libera insofferente da ogni gabbia e da qualsiasi tentativo di schematizzazione, più di cinquant'anni di vita culturale, artistica e sociale si srotolano tra le pagine, raccontati da due occhi inquieti e mobili alla cui lucidità spietata niente sembra poter mai sfuggire.

€ 9,35

€ 11,00

Risparmi € 1,65 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Carmine

    07/06/2009 19:19:48

    Peccato che non ci sia più,una delle rarissime voci fuori dal gregge,dove ascolti sempre le stesse cose e ci si imita gli uni cogli altri.Forse non tutti i fatti che racconta sono veri,ma che importa,amava provocare,trasmettere emozioni prima dei concetti.Lo consiglio soprattutto ai giovani,che amano essere anticonformisti ma spesso senza l'adeguata preparazione culturale:pigliate esempio da questo grande e spassosissimo maestro.

  • User Icon

    Ariberto Terragni

    20/11/2007 16:26:22

    Un'autobiografia avvincente come un romanzo: geniale, debordante, votata allo spreco, ma che non ha mai tradito il proprio immenso talento. Una lettura che consiglio vivamente.

  • User Icon

    Dario

    21/07/2006 21:09:55

    Mai aveva trovato realizzazione più perfetta come nel caso di Carmelo Bene la massima di Pound: "Ho conosciuto tanti uomini che parlavano di idee, ma mai nessuno che fosse un'idea pura". L'idea, in questo caso, è prima di tutto quella di essere libero... non lo hanno fermato le catene del sociale né i fili del potere, non il pregiudizio né l'ignoranza, non la piccineria né la meschinità degli uomini, se agli uomini, in ultima analisi, tutto va ricondotto. L'unico uomo cui dovette ubbidire fu se stesso e l'impotenza del proprio genio nei confronti di uno stare impossibile per non essere.

Scrivi una recensione