Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 257 p.
  • EAN: 9788806173630

€ 6,48

€ 12,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

6 punti Premium

Disponibilità immediata

Garanzia Libraccio
Quantità:

€ 10,20

€ 12,00

Risparmi € 1,80 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Edson

    23/01/2015 00:59:56

    La figura di Galileo, uno dei creatori della scienza moderna, fa il più vivo contrasto con lo sfondo autoritario e repressivo della società in cui visse. Sull'Italia della seconda metà del Cinquecento è sceso il buio di una condizione generale di uniformitè e di silenzio, aggravata dal dominio straniero, dai governi assolutistici e dal regime inquisitorio della Controriforma. Galileo rappresenta, per tradizione, il simbolo dello scienziato combattuto da chi detiene il potere culturale e politico e valuta ogni nuova scoperta innanzitutto come una minaccia per l'ordine esistente. Ma Bertold Brecht va oltre una contrapposizione troppo facile tra la scienza intesa come verità ed eroismo e il potere inteso come pura oppressione. Togliendo a Galileo l'aureola del martire ("sventurata quella nazione che ha bisogno di eroi"), ne fa si una vittima dei suoi persecutori, ma anche delle sue incertezze e dei suoi cedimenti di uomo. Ne fa una figura reale, calata in luoghi e tempi reali, a contatto con le situazioni e le istituzioni che non potevano apparire a Galileo nella stessa prospettiva semplificata in cui le vediamo oggi. Ma proprio grazie a questo modo di rappresentare il dramma di Galileo, e non formulando una morale esplicita, ma lasciando al lettore la "calma libertà" per riflettervi, Bertold Brecht approfondisce il tema del repporto tra scienza e politica, tra verità e potere, assai più che se lo avesse idealizzato e stilizzato astrattamente. Questo rapporto, suggerisce l'autore, va visto nel concreto delle lotte sempre complesse, talora contraddittorie, che si combattono all'interno di ogno società, tra uomini e tra classi; e la scienza non è buona per se stessa, ma lo diventa proprio nella misura in cui rinuncia alla pretesa di non avere alcun rapporto col sostrato ideologico da cui nasce e col mondo della pratica con cui interagisce.

  • User Icon

    Paolo

    02/08/2013 07:24:22

    Non è una brutta Opera ed ha di certo il merito di cercare di delineare, nel limiti concessi ad un piccolo testo teatrale, il clima intellettuale che sta tra il Medioevo e l'Illuminismo.

  • User Icon

    ire

    20/02/2013 16:27:08

    Assoolutamente senza parole.Da leggere. Ci sono più chiavi di lettura,oltre al racconto degli ultimi anni di Galileo.

  • User Icon

    filippo nox

    09/04/2012 21:51:34

    Una lotta tra fede e ragione; un genio che è nato in un epoca sbagliata ma che dopo anni ha avuto i giusti riconoscimenti. Un libro da leggere assolutamente!!

  • User Icon

    angelo

    08/03/2012 00:09:38

    Ingredienti: ragione, scienza, curiosità e libertà. Consigliato: a chi crede che la religione debba spiegare e sorreggere ogni scienza o a chi è abituato ad obbedire ad occhi chiusi, perché impari ad aprirli.

  • User Icon

    sandro landonio

    14/09/2009 11:46:29

    Brecht prende la vicenda storica di Galileo e la plasma in accordo a quanto vuole diffondere delle sue tesi personali. La prima parte del dramma è con un ritmo incalzante e di scambio continuo fra letteratura e divulgazione scientifica, quest’ultima caratterizzata da paragoni efficaci atti a chiarire la nuova teoria astronomica. La seconda parte procede più lenta, seguendo un atteggiamento del protagonista, remissivo nelle forme, ma pronto a diffondere clandestinamente i “Discorsi su due nuove scienze”, non preoccupandosi più di tanto delle possibili conseguenze. Colpisce il lungo monologo sulla figura dello scienziato, non tanto per la resa poetica, quanto perché delinea con chiarezza il valore etico delle produzioni scientifiche e la responsabilità morale dello scienziato che le divulga.

  • User Icon

    AL3

    14/06/2009 18:38:35

    Un libro molto molto molto bello e interessante. Brecht crea un ritratto completo di Galileo, nonostante la distanza temporale di ben tre secoli che li separa. Un libro per conoscere il grande maestro da vicino, senza annoiarsi leggendo il classico manuale. Lo stile impeccabile di Brecht aiuta: leggendo si ha l'impressione di essere di fianco a Galileo, (magari mentre sta guardando in cielo con il suo tanto discusso cannocchiale) e di vivere con lui tutte le vicende narrate. Se vi interessa la vita di Galilei è d'obbligo.

  • User Icon

    M

    27/05/2009 18:33:31

    Essendo Brecht da molti anni uno dei miei autori preferiti, ho letto più volte questo capolavoro e l'ho visto rappresentato. "Il teatro" diceva Brecht "non deve mostrare come sono le cose vere, ma come stanno veramente le cose". Sosteneva che ogni gesto umano è il frutto di una scelta, di una selezione fra mille altre possibilità che sono state prese in considerazione e scartate. A suo avviso, nella rappresentazione teatrale (o cinematografica, pittorica, letteraria, musicale...) tutto ciò non deve andare perduto: bisogna rendere chiaro che nulla di umano è eterno e immutabile, ogni cosa è in un modo ma potrebbe essere in un altro. Il teatro, per lui, non deve mostrare l'uomo come soggetto alle forze del destino, perché, come recita una delle sue frasi più celebri, "il destino dell'uomo è l'uomo", quello che ci sembra destino è un insieme di scelte umane, transitorie e mutabili, che come tali vanno mostrate in scena. Nella famosissima scena XIV del Galileo il mio passo preferito è questo: "I moti dei corpi celesti ci sono divenuti più chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscrutabili ai popoli. E se la battaglia per la misurabilità dei cieli è stata vinta dal dubbio, la battaglia della massaia romana per il latte sarà sempre perduta dalla credulità. Con tutt'e due queste battaglie, Andrea, ha a che fare la scienza". Oggi siamo bombardati da migliaia, milioni di immagini di "cose vere". Basti pensare a come la tv-verità spesso mostri effettivamente scene tratte dalla realtà quotidiana. Ma "come stanno veramente le cose" viene accuratamente nascosto. E non per caso. E non dal destino, ma da scelte scientificamente studiate quanto le ricerche di un fisico o di un astronomo. Viva Brecht e che gli artisti ricomincino a seguire il suo esempio!

  • User Icon

    amalia

    09/01/2009 13:31:24

    Che dire? Fantastico, completo sia nella sua parte letteraria che in quella teatrale. A parer personale: migliore rispetto a "L'opera da tre soldi" - anche se cadere in confrontro tra libri è un vero peccato! Buona Lettura

  • User Icon

    Estelgard

    08/11/2008 15:41:10

    Assolutamente imperdibile nell'ambito del teatro moderno. Il testo scorrevole, per nulla pesante, a tratti comico e a tratti drammatico, coinvolge il lettore in un'ampia porzione di vita del famoso scienziato del '600. I 15 atti infatti narrano la vita di Galileo dai primi anni del '600 agli anni della vecchiaia (1637), quando la disillusione si era impossessata dello spirito del grande uomo. Mirabile la rappresentazione che Brecht da del Galileo uomo: amante del buon cibo e vino, gioioso e appassionato nelle sue ricerche, convinto della capacità del popolo di elevarsi culturalmente ("ho fede nella ragione"). Ma anche, come tanti, timoroso della morte e della sofferenza. Egli è capace di usare stratagemmi moralmente discutibili per poter proseguire i suoi studi (la faccenda del canocchiale ad inizio storia), e non è in grado di abbandonare la ricerca del vero ("la verità riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo"); il personaggio di Brecht però muta più volte nel corso degli eventi, soprattutto dopo che la sua teoria eliocentrica viene respinta e dopo la costrizione all'abiura. Nel finale c'è uno splendido scambio di posizioni: Sarti prima odia il maestro per aver abiurato, poi comprende che tramite quell'atto egli, restando in vita, ha potuto terminare importanti studi; Galileo che pare felice di aver abiurato perchè può così godere ancora del buon cibo e continuare le ricerche, si affligge considerandosi non degno del nome di scienziato, poichè avrebbe dovuto, a suo parere, divenire un martire della conoscenza. Il dialogo a due tra Gelileo e il monaco Fulgenzio è decisamente tra i miei preferiti. L'amore per il testo è stato nel mio caso accresciuto dalla rappresentazione teatrale vista di recente, che dona molto colore ai personaggi, anche quelli marginali. Infine anche un ammonimento alla scienza, dallo stesso Galileo: "...quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità."

  • User Icon

    Cristiano

    27/12/2007 14:00:17

    Il testo è uno dei classici che vanno letti assolutamente. Il personaggio, Galileo, affascinante, interessante e poetico. Un testo che si legge tutto d'un fiato, davvero bello!

  • User Icon

    Mr Blue

    02/10/2007 01:09:53

    Un magnifico libro,con una ricostruzione semplice ed affascinante di un genio al servizio del popolo.Ma soprattutto un libro che lascia riflettere su cosa significhi scontrarsi con l'ordine costituito(di qualsiasi genere)per portare innovazione e beneficio al popolo.Dopo quasi 400 anni purtroppo è cambiato molto poco! questo secondo me è il pensiero che il Galileo brechtiano vuole esprimere più di ogni cosa.

  • User Icon

    francesca

    27/10/2006 15:45:30

    bellissimo,di quelli che ti viene voglia di leggere tutto d'un fiato.godibilissimo,appassionante,ci si innamora di galileo,uomo fedele alle sue idee e alla verità,nonostante le difficoltà innumerevoli che gli ha posto innanzi una società "cieca".da non perdere assolutamente,anche per gli scettici che possono credere sia pesante visto l'argomento.

  • User Icon

    Tommaso

    21/09/2006 22:01:18

    STUPENDO!!!per chi ama un po' di fisica e una lettura piacevole, scorrevole, nn può che leggere questo libro!Galileo come uomo nn ce lo aveva mai presentato nessuno..certo nn possiamo sapere se veramente la vita di quell'intelligenza superiore che prende il nome di Galileo Galilei fu veramente così ma Brecht nn prende spunto solo dall'immaginazione ma ci ha studiato sopra moltissimo per arrivare a un libro così!!nn leggo volentieri ma questo libro, pur inizialmente obbligato a leggerlo per la scuola, penso che lo rileggerò più e più volte!!!nn perdetevelo è veramente bello!!!spiega scoperte e intuizioni di un'importanza inimmaginabile per l'umanità in modo semplice, inserendole nella quotidianetà modesta e a volte difficile di un genio!!questa è la storia dei maggiori scienziati, spesso costretti a emigrare per trovare qualcuno a cui rivolgersi che credesse nel futuro e nell'innovazione!!!nn è facile trovarli!!!...

  • User Icon

    annalisa

    28/06/2006 11:22:44

    grazie a questo libro ho davvero capito cosa signifaicava vivere in un periodo come quello del 1600, fortemente influenzato dalla chiesa e dai potenti. Brecht ha saputo descrivere molto bene e in contemporanea Galileo Galilei sia come uomo che come scenziato. L'abiura dello scenziato è il fattore più determinante del libro, o meglio della vita di galileo, basti pensare al colloquio con il suo discepolo Andrea:" noi ripetevamo all'uomo della strada: morirà ma non abiurerà,e voi siete tornato dicendoci: ho abiurato ma vivrò, noi allora: vi siete sporcate le mani, e voi:meglio sporche che vuote...." ed ancora" un corpo estraneo insopportabile, per esempio un granello di sabbia, penetra dentro al guscio e l'ostrica per seppellire quel granello, secerne calce;in questo processo rischia la morte. Allora, dico io, al diavolo la perla,purchè l'ostrica resti sana..." Si potrebbe pensare ad un Galileo materialista, a cui piace la bella vita e il buon cibo...è così,ma questo grande personaggio insieme alla gioia di vivere aveva anche quel pizzico di genialità che gli ha consentito di scoprire cose davvero straordinarie... La chiesa da eterna nemica della scienza e del progresso ha ostacolato in tutti i modi Galileo tanto che lui alla fine con grande rimorso ha dovuto negare tutto. Il libro comunque si conclude lasciando un pò di speranza sia al lettore appassionato e sostenitore di Galileo(non credo che leggendo il libro sarete d'accordo con la chiesa)sia alla scienza che all' estero riuscirà a strappare il velo delle superstizioni e dell'ignoranza, grazie ad un ragazzo molto speciale...leggete il libro e scoprirete di chi si tratta!!!!!

  • User Icon

    Jacopo19

    24/04/2006 19:41:28

    é uno dei migliori libri che abbia mai letto. Brecht è un genio. In questo libro c'è la dimostrazione di come nel mondo non esistano dogmi....di alcun tipo. "eppure si muove..." (G.Galielei) 10!

  • User Icon

    matteo

    23/01/2006 19:17:04

    Un libro scritto da un grande ma che secondo me aveva troppa poca esperienza diretta con il soggetto e forse poteva cadere in errore quando descrive i sentimenti.Comunque il punto cruciale è l'abiura; da leggere perchè diventato un classico

  • User Icon

    salvatore rigiracciolo

    25/09/2005 15:14:59

    un libro scritto in modo geniale da un genio. molto scorrevole ed altrettanto coinvolgente,questo libro vi darà un sacco di cose nuove nella maniera più semplice possibile......è tutto da leggere

Vedi tutte le 18 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione