La vita gioca con me - David Grossman - copertina

La vita gioca con me

David Grossman

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Traduttore: Alessandra Shomroni
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 29 ottobre 2019
Pagine: 300 p., Rilegato
  • EAN: 9788804719793
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Con La vita gioca con me David Grossman ci ricorda che scegliere significa escludere e vivere è un continuo, maldestro tentativo di ricomporre. Un romanzo di intensità straordinaria, dove ogni pagina è grande letteratura.

«Con voce femminile, Grossman riflette l’immaginario e i sogni degli israeliani oggi.»Robinson

«Ciò che è stato è stato. E bisogna accettarlo.»

"Tuvia era mio nonno. Vera è mia nonna. Rafael, Rafi, mio padre, e Nina… Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota Ghili nel suo quaderno. Ma per la festa dei novant'anni di Vera, Nina è tornata; ha preso tre aerei che dall'Artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia Ghili, e la venerazione immutata di Rafi, l'uomo che ancora, nonostante tutto, quando la vede perde ogni difesa. E questa volta sembra che Nina non abbia intenzione di fuggire via; ha una cosa urgente da comunicare. E una da sapere. Vuole che sua madre le racconti finalmente cosa è successo in Iugoslavia, nella "prima parte" della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente innamorata di MiloŠ, figlio di contadini serbi senza terra. E di quando MiloŠ è stato sbattuto in prigione con l'accusa di essere una spia stalinista. Vuole sapere perché Vera è stata deportata nel campo di rieducazione sull'isola di Goli Otok, abbandonandola all'età di sei anni e mezzo. Di più, Nina suggerisce di partire alla volta del luogo dell'orrore che ha risucchiato Vera per tre anni e che ha segnato il suo destino e poi quello della giovane Ghili. Il viaggio di Vera, Nina, Ghili e Rafi a Goli Otok finisce per trasformarsi in una drammatica resa dei conti e rompe il silenzio, risvegliando sentimenti ed emozioni con la violenza della tempesta che si abbatte sulle scogliere dell'isola. Un viaggio catartico affidato alle riprese di una videocamera, dove memoria e oblio si confondono in un'unica testimonianza imperfetta.
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    Delia

    14/11/2020 16:46:38

    Tre donne avvolte e travolte dalla Storia. Tra i tanti temi che Grossman affronta mi ha colpito il dilemma di Vera: cedere alle pressioni , alle torture e sconfessare il proprio ideale, sconfessare l'amato marito o sostenere anche a costo di perdere l'amata figlia le idee che ha difeso fino ad allora e poi per tutta la vita? Dopo essermi arrovellata a lungo son giunta alla conclusione che sì, si devono sostenere i propri ideali come hanno fatto i nostri partigiani a costo di pagare un presso carissimo.

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    giorgio g

    02/11/2020 15:46:39

    David Grossman ci porta negli insediamenti israeliani in Cisgiordania e ne descrive le atroci condizioni (il ministro degli Esteri Shimon Peres ha cominciato ultimamente a chiamarli "the Territories”). Ci ammonisce che “sono visti come derivati da fattori esterni: il governo, le sinistre, gli arabi. Non si segue un autocontrollo del funzionamento.” Ed insiste: “Solo voi potete salvarci. Voi ci avete portato la ricchezza. Con la libertà non si compra il pane”. E si pone una domanda: “Ma chi sono questi uomini, mi chiedo, questi uomini (e donne) che mantengono in vita, come in una bolla d'aria, una quasi utopistica società di valori, che pretende da se stessa tanti sacrifici, sulla cima di una montagna di ottusità e di torti e di ignoranza dei diritti del prossimo?” E conclude: “Preferite dimenticare che gli arabi progrediscono, si sviluppano in parte per merito vostro, certo”. Non c’è una trama, il che rende la lettura alquanto difficile.

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    dana63

    15/08/2020 12:29:45

    Bellissimo!Chiuso il libro continuavo a vedere Vera,Nina,Rafi e Ghili sulla cima di Goli Otok,in cerca di verità,di ricordi o di oblio,di pace. Ghili cresciuta senza l'amore di sua madre, in cerca di un suo posto"con un minimo sforzo,qualche compromesso,un po' di umorismo,un po' di costruttiva autodistruzione"; che fa del rancore verso Nina,sua madre,una prigione "chi sono io senza l'odio per Nina?". Rafael,cresciuto anche lui senza madre,la cui assenza "era terrificante,come se una parte della sua anima fosse stata cancellata insieme a lei",allevato da Vera come un figlio,innamorato di Nina oltre ogni limite. Nina che ha visto portare via la madre a sei anni, e si è sentita tradita ed è "come se un'enorme gomma per cancellare fosse passata più volte sulla sua coscienza";ha vissuto per oltre cinquant'anni"Come se non si fosse soffermata sulla vita"; ed "È come se fosse qui e non ci fosse.La vediamo,ma al tempo stesso ci portiamo dentro il ricordo di lei". E Vera,mamma di Nina,matrigna di Rafi, nonna di Ghili"adorabile,buffa,generosa, affettuosa,devota,fanatica,inflessibile, crudele nonna.Nonna e lupo nella medesima pelle", che ha conosciuto la bellezza e l'orrore della vita e a novant'anni conserva la sua"ironica gioia di vivere"e prega sua nipote di"non lasciare che nessuno ritorca la mia storia contro di me". Un Grossman di un'intensità eccezionale, feroce e commovente parla di legami, profondi,indissolubili,di sentimenti,di risentimento,di segreti inconfessabili. Ogni personaggio porta in sé fragilità e resistenza,dolore e gioia,condanna e perdono,odio e amore,tradimento e fedeltà,necessità di riscatto,bisogno di catarsi.Tutti accomunati da quell'essere"semi ai quali per attecchire basta un unico granello di terra". Un romanzo sulla necessità di ricordare e riappropriarsi del passato e di scegliere di perdonare e perdonarsi per poter vivere il futuro.Perché"Ognuno ha un unico turno per giocare".

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    Adriano

    20/07/2020 21:17:53

    Non è una lettura facile quella di “La vita gioca con me”, ultimo libro di David Grossman pubblicato in Italia da Mondadori. Affatto facile per lo stile dell'autore che, per quanto curato e tutto sommato “offerto al lettore”, risulta pagina dopo pagina sicuramente impegnativo ed a tratti difficile dato il continuo alternarsi fra presente e passato, fra attuale e ricordi e vissuti. Difficile inoltre per la profondità e l'insistere, quasi doloroso per chi si facesse catturare dalle pagine, su due temi enormi e fondamentali: l'amore e l'identità. Ne nascono interrogativi e problemi che il lettore non può fare a meno di spostare dai protagonisti del romanzo a sé. Scrivo protagonisti, ma forse sarebbe meglio riferirsi a protagoniste, tre per la precisione, con l'aggiunta di due elementi maschili, uno vivo e in azione diretta, l'altro defunto e operante attraverso i ricordi ed i racconti di chi lo ha amato. Iniziando da un plot, un tema tutto sommato ad una prima analisi ampiamente utilizzato e sviscerato, ovvero come da più generazioni si generino tanti ricordi e molteplici versioni di una stessa storia, così come una buona dose di segreti nascosti per anni e sentimenti contrastanti, David Grossman ne “La vita gioca con me” riesce con efficacia e tanto calore a raccontare “la resa dei conti” (una possibile versione di essa) in una famiglia in cui i ricordi stessi e le varie omissioni hanno creato ferite che sembrano impossibili da curare, tanto meno da rimarginare. È un romanzo che vive di contrasti, di coppie oppositive, quali, tra le tante, madre-figlia, passato-presente (quale futuro?), colpa-perdono, accudimento-abbandono e ancora altre, intensamente rappresentate attraverso i dialoghi ed i discorsi meravigliosi fra madri e figlie e le metafore ed analogie che Grossman ci presenta con una crudeltà ammantata di garbo e quel tanto di intelligente astuzia che stimola la lettura. Non inserisco rimandi alla trama e informazioni ulteriori riguardo i fatti narrati, sia

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    Paola

    17/05/2020 21:59:51

    Sono voci di anime che annaspano nella vita, quelle dei personaggi che Grossman intreccia nella trama di questo romanzo; voci perdute, disperate, soffocate dalla sofferenza, dai perché inevasi, dalle paura; si tengono a galla nel mare dell’esistenza ancorandosi ad una trama di fragili convinzioni, rincorrendo certezze e affetti, in balia della propria fragilità. Un viaggio nel tempo, accompagnato da un viaggio reale, nei luoghi di un passato celato eppure tragicamente presente nella vita di più generazioni, da nonna a nipote. Frammenti di vite spezzate si ricomporranno alla fine di un grande affresco, non sempre lineare nella stesura, tra salti temporali ed emotivi, ma sicuramente profondo nell’analisi del dramma sotteso a ciascuna esistenza.

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    Franci

    13/05/2020 10:01:25

    Un libro meraviglioso. Con una tenerezza e una delicatezza peculiari, l'autore ci porta in una pagina buia della storia del Novecento, senza risparmiarci la sofferenza e la crudeltà di quello che comporta la guerra.

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    valentina73

    11/05/2020 17:41:43

    Tutta la trama ruota intorno a Vera ..una donna forte,dal passato pesantissimo che inizia una nuova vita in Israele . Il fardello del suo vissuto non l'abbandonera'mai..e condizionera'il suo rapporto con la figlia Nina ,Rafi e con la nipote che narra la vicenda. Intenso,doloroso..dal finale catartico

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    raffaele

    15/04/2020 14:42:27

    Certamente un bel libro. Grossman ha uno stile sempre netto: in ogni libro c'è un'impronta unica. Sa declinare la sua magia di scrittura in funzione della vicenda e della situazione. Questo fa di ogni suo libro qualcosa di unico. Ma in questo caso siamo lontani dal capolavoro "vedi alla voce amore" o da altri romanzi fulminanti come "bambini a zig zag" o "qualcuno con cui correre". C'è una certa rigidità dei personaggi che li rende iconici e la vicenda, pur essendo autentica storicamente, non sembra autentica sotto il profilo della narrazione. Ciò detto, Grossman resta uno scrittore immenso che vale sempre la pena di leggere e rileggere

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    AdrianaT.

    04/04/2020 10:40:34

    Non mi piace particolarmente come scrive Grossman e non compro i suoi libri. Spesso la sua narrazione si incespica in cambi di soggetto e salti un po' azzardati che non la fanno filare via bene o comunque non come piace a me. Il dito in qualche piaga lo mette con efficacia, ma sebbene sia basato su una storia vera, mi rimane sempre un senso di scentratura dei personaggi, quelli femminili, le cui caratteristiche psicologiche e comportamentali risultano eccessivamente caricate, poco verosimili e di conseguenza scarsamente credibili.

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    me

    02/04/2020 21:38:26

    Carino

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    martin eden

    25/03/2020 22:17:28

    La consueta sensibilità. Il talento unico nella gestione di trama e personaggi assai diversi tra loro, ma connessi l'un l'altro dai fatti della vita. In due parole: David Grossman. A quando il Nobel?

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    Alfonso Campagna

    28/02/2020 20:53:22

    Ho letto in pochi giorni questo libro bellissimo: la storia romanzata di Eva Panic Nahir, eroina della Resistenza Iugoslava contro il Nazifascismo, devastata dall'ortodossia comunista 'titina', ri-creata da questo grande scrittore che si conferma David Grossman. Nel libro Eva si chiama Vera, mamma di Nina e nonna di Ghili. Con queste tre grandi donne un uomo gentile, Rafi, ex compagno di Nina e padre di Ghili. Eva, di religione ebraica, ha amato oltre le sue forze Milos, un ufficiale serbo fedele alla sua patria e ritenuto poi traditore dai partigiani comunisti titini, Milos presunta spia di Stalin contro il comunismo nazionalista (non allineato) di Belgrado. Vera - dopo la sconfitta di Milos - suicida, sarà deportata a Goli Otok e vi trascorrerà quasi tre anni. Il romanzo racconta gl'incroci perfidi fra le tre donne di tre generazioni. Con la regia di Rafi, Vera - Nina e Ghili dipaneranno tutte le bugie, le omissioni, i segreti che hanno caratterizzato le loro vite. Silenzi che hanno scavato tre deserti in tre vite sradicate. La nostalgia del ritorno, delle tre donne, chiarirà un Mistero tremendo, per me -personalmente- ancora incomprensibile: si può Amare una persona, un uomo (da parte di Vera/Eva) al punto di sacrificare e perdersi una figlia di sei anni? Libro avvincente, dolore avvincente, un amore quasi feroce, ottuso.

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    Raffaella

    21/01/2020 11:14:57

    Quest'ultimo libro di Grossman è per me un capolavoro. Scritto in modo molto diverso dai bei romanzi del passato, con infinita pietà tocca l'anima dolorante dei suoi personaggi in modo unico. Ho anche scoperto un aspetto della storia di cui non sapevo nulla.

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    LillyFal

    14/11/2019 03:48:29

    Un romanzo intenso e feroce. Ho faticato un po’ nella sua lettura per i salti temporali repentini e per le frequenti ripetizioni di alcuni episodi. Non l’ho trovato fluido come altri suoi romanzi. Ma nel complesso mi ritengo soddisfatta perché si esce sempre arricchiti dopo una lettura di Grossman. Non conoscevo la storia di Eva Panic Nahir e il libro è stato motivo di approfondimento. Spesso si tace, in buona fede, per non ferire ma non sempre la reticenza da buoni frutti, spesso crea danni immani. Un finale commovente e, come sempre, un canto di lode alla vita….. nonostante tutto

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    moreno63

    04/11/2019 07:54:23

    Gran bel libro che, tra l'altro, riporta alla luce un passato (recente) che tanti hanno voluto nascondere o negare. Consigliatissimo

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  • David Grossman Cover

    David Grossman è un autore israeliano di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i cui libri sono stati tradotti in numerose lingue. Ha cominciato la sua carriera lavorando in una radio israeliana come corrispondente di un programma per ragazzi. Il suo stile è stato definito «semplice e avvincente»: scrittore impegnato politicamente per trovare una soluzione al conflitto tra arabi e israeliani, è noto in tutto il mondo per i suoi scritti, editi in Italia da Mondadori (se non diversamente specificato). Tra le sue molte opere, ricordiamo i romanzi Vedi alla voce: amore (1998, ripubblicato da Einaudi l'anno successivo), Ci sono bambini a zig-zag (1998), Il libro della grammatica interiore (1999), Che tu sia per me il coltello (2000), Qualcuno... Approfondisci
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