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Emma Fenu

Editore: Echos Edizioni
Collana: Latitudini
Anno edizione: 2015
Pagine: 104 p., Brossura
  • EAN: 9788898824410
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    Stefania

    07/04/2016 10.53.45

    12 racconti uniti da un filo che ha il colore del sangue, storie raccontate in maniera del tutto eccezionale. Il dolore più che narrato viene sfiorato, con una carezza. Leggendole, si percepisce il conforto implicito di chi le ha raccolte e "tradotte" in poesia. Il contrasto tra la durezza degli episodi e la leggerezza della narrazione, toglie il fiato. Come se dei macigni fossero sorretti dalle nuvole. I racconti non sono semplici storie di vita vissuta, ma occhi che guardano; occhi di perfette sconosciute e i nostri stessi occhi ci scrutano. La mano che accarezza, la nuvola che sostiene, è quella di Emma. Una specie di fata consolatrice. Lei non giudica, non giustifica, si limita a narrare il dolore, i traumi vissuti da alcune donne ma che appartengono a ognuna di noi. Questo libro è un viaggio nel lato più oscuro dell'universo femminile. Ho pianto quasi a ogni racconto. Perché sono figlia, perché sono sorella, perché sono madre. E quando dico madre non intendo "mamma". Intendo proprio madre come insegna questo libro. Si è madri dalla nascita... non lo dimenticherò mai. E non dimenticherò che madre non è sinonimo di felicità. Come non lo è essere "mamma". Durante la lettura mi chiedevo perché mi ostinassi a leggere nonostante il dolore che mi procurava. Ho pianto ad ogni racconto, eppure, non riuscivo a fermarmi. La risposta è arrivata alla fine, nell'appendice, in cui sempre senza giudizi viene analizzata la maternità dei personaggi famosi. Quella che si trova ogni giorno spiattellata sulle pagine delle riviste alla moda. Quella non è vita ma... pura finzione. Vite di madri invece trasuda VITA. Le storie non si leggono, sono loro che leggono noi. Il libro è magico, surreale nella sua concretezza, poetico nella narrazione, e leggero nonostante l'indiscutibile spessore. Costringe a riflettere e alla fine di tutto, ci si sentirà meglio. Con quel sollievo che si prova soltanto dopo un lungo pianto, magari tra le braccia di una madre.

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    isola

    06/11/2015 16.56.00

    Quel che colpisce immediatamente trovandosi davanti questo libro è la copertina, eterea e malinconica che, prima della lettura, suggerisce empaticamente il tema trattato. Si rimane quasi senza fiato, spaesati, incerti, ammaliati. La figura centrale di donna-bambina con occhi trasparenti, con capelli così chiari e leggeri da sembrare infiniti fili sottili che si congiungono, quasi a confondersi, con quelli delle sei piccole altre donne-bambine strette energicamente a sé come per evitare che cadano... Come spesso cadiamo noi. Quando ci perdiamo. Come cadono le mamme quando si perdono e diventano cattive. Ci ritroviamo presto in un vortice di emozioni anche contrastanti, di sentimenti grandi e dolorosi, di felicità compressa in piccoli attimi di gioia. E la gioia e' espressione della Vita vissuta con Amore e Passione, con la trasparenza dell'acqua di mare. La Vita che ogni donna genera. Le Donne sono le protagoniste indiscusse di quel film straordinario che è la Vita. Le Donne sono Madri, lo sono sempre, implicitamente, lo sono a priori. Da quando nascono. Sono Madri in prospettiva. Le Donne sono Madri anche quando non partoriscono il proprio figlio, anche quando lo partoriscono e non possono crescerlo, anche quando non lo conosceranno mai. consigliatissimo.

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    TIZIANA

    30/07/2015 13.02.49

    UN ROMANZO NOTEVOLE E PROFONDO!!!! DA LEGGERE!!!! Se avete voglia di leggere un romanzo originale e non siete in ricerca di un classico o di semplice racconto al femminile, Vite di Madri è il libro che fa per voi. È il risultato di un lavoro notevole, sia per il suo stile, particolareggiato e di altissimo livello, sia per il suo contenuto, costituendo una vera inchiesta, che ha coinvolto centocinquantuno donne, prestatesi a raccontare le proprie storie di infertilità e violenza. Vi consiglio di non leggerlo tutto d'un fiato. Non va divorato, ma assaporato, perché ogni singola storia, sapientemente associata ad un'opera letteraria di rilievo, insegna e arricchisce. L'autrice ha scelto dodici protagoniste che vivono altrettante situazioni di dolore, alcune davvero angoscianti, ma con esso crescono e si fortificano. Non sono vittime, ma guerriere, che, per quanto molto lontane dal mio vissuto e, forse, dall'immaginario collettivo, mi hanno coinvolto e letteralmente travolto. Ho sofferto e gioito con loro e mi sono sentita parte della loro vittoria finale. Sì, perché ogni storia, sebbene triste e a volte crudele, si conclude con lieto fine, ovvero con il raggiungimento di una pace interiore e la voglia di andare avanti, nonostante tutto.

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