Vite pulviscolari - Maurizio Cucchi - copertina

Vite pulviscolari

Maurizio Cucchi

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Editore: Mondadori
Collana: Lo specchio
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 26 maggio 2009
Pagine: 105 p., Brossura
  • EAN: 9788804589129
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Condotta su vari temi, questa raccolta parte da un dialogo con la madre scomparsa e si conclude con la cronaca di un breve viaggio per mare, dove l'autore riflette su una sorta di strana coincidenza tra la teoria astrofisica dei buchi neri e il racconto "Una discesa nel Maelstrom" di Edgar Allan Poe. Nelle parti centrali, meditazioni liriche sugli affetti e sull'amore, sul riaffiorare di immagini dalla memoria, sulla presenza viva eppure mutata degli oggetti nel nostro tempo.
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    La Recherche

    26/06/2009 16:12:53

    La scrittura di Maurizio Cucchi incuriosisce, attira, adagio delinea al lettore un mondo materico fisicamente ruvido, abrasivo, in cui “Far fruttare anche il minimo gesto”. Cucchi si occupa dei singoli aspetti inerenti la realtà empirica secondo sue proprie prospettive universalmente accettabili, seguendo metodologie descrittive che partono dalle esperienze del reale, dalle visioni, dai suoni, dalle forme, dagli oggetti e le loro qualità, i colori in primis, con quella loro forza evocativa; in particolare il colore rosso si ripete svariate volte nel corso della lettura, direttamente o indirettamente, il rosso della ruggine, del cuore, del sangue: “[...] /la memoria è in fondo / inaffidabile, imperfetta, tutta / caverne e trappole. E’ il sangue, / invece, il corpo, il vero / testimone che non mente, / che porta impressa, sicura / anche se mutante, la memoria. / […]”. In un processo oserei dire proustiano, di memoria e percorsi a ritroso nel tempo, Cucchi parte dalla materia, dalle sue geometrie, in cui sono impresse somiglianze (come in una sorta di auto-somiglianza frattale), per arrivare alle sensazioni, ripescandole dal proprio mondo interiore, e da quelle proponendo interessantissime meditazioni. C’è quindi in Cucchi, a mio avviso, in questa sua nuova raccolta, più che un tentativo, proprio della metafisica, di andare oltre gli elementi instabili, mutevoli e accidentali dei fenomeni, un concentrare l’attenzione sugli aspetti inerenti la materialità del mondo nel suo misterioso svolgersi e manifestarsi in leggi fisiche e biologiche inevitabili. Non ravviso in questa scrittura, ferma e in qualche modo ciclica nei processi mentali, il posto per una vera e propria trascendenza – e questa è, a mio parere, una peculiare gradevole caratteristica di questo autore –, non v’è l'intento di uscire dalla realtà fisica onde cogliere le strutture fondamentali dell'essere, ma, semmai, il movimento della mente e del pensiero di Cucchi avviene all’interno degli elementi naturali nei quali si conclude l’esistenza [...].

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    Gino

    24/06/2009 20:41:46

    Ennesima raccolta poetica di Cucchi che conferma come alcuni autori siano nettamente sopravvalutati. Intellettualismo spocchioso, poca ispirazione e banalità...

  • Maurizio Cucchi Cover

    È un poeta italiano. I suoi versi ritraggono l’alienazione piccolo-borghese con toni oscillanti fra cruda oggettività e febbrile onirismo: Il disperso (1976), Le meraviglie dell’acqua (1980), Glenn (1982, premio Viareggio), Donna del gioco (1987), La luce del distacco (1990), Poesia della fonte (1993), Per un secondo o un secolo (2003), Vite pulviscolari (2009), Malaspina (2013). Per il teatro ha scritto Nel tempo che non è più e non è ancora (1989). Nel 1983 ha curato un Dizionario della poesia italiana. Nel 2019 esce per Mondadori Sindrome del distacco e tregua. Approfondisci
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