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La vittima sconosciuta - J. G. Sapodilla - ebook

La vittima sconosciuta

J. G. Sapodilla

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Editore: Narcissus.me
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Dimensioni: 270,15 KB
  • EAN: 9781465762405

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Gaia la libraia

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Racconti Gialli e Neri Comici Surreali da SIGARO AVANAMi ero fermato solo per accendere il sigaro nel modo giusto, ma la ragazza non lo poteva sapere, aveva pensato che l’avessi vista nascosta dietro la siepe e mi era venuta incontro. La sua valigia nera sfondata aveva trascinato la ragazza e il suo vestitino corto color giallo canarino fino allo sportello della mia limousine scoperta.− Portami dove ti pare aveva detto. Mentre saliva le avevo guardato i fianchi. Lei aveva sorriso contenta.− Mi chiamo Maria.Una pioggia improvvisa mi aveva trasformato in un pesce bollito. Il caldo faceva evaporare le gocce che rimbalzavano sulla strada. Le moto si erano fermate sotto i ponti. La ragazza aveva cominciato a cantare una storia di banane fritte nello sciroppo di zucchero.− Siamo arrivati al distributore di benzina. Puoi fare quello che ti pare per dieci minuti. − Le avevo aperto lo sportello senza scendere.− Devi spegnere il sigaro. − Mi rispose. E prese con sé la valigia, perché voleva cambiarsi. Mi ero messo il sigaro spento nel taschino della camicia, con cura, prima di scendere davanti alla pompa. Dopo il pieno di benzina, avevo riacceso il sigaro e mi avviavo verso il bar in cerca della ragazza, quando la vidi uscire. Ma non era sola, due tipi uscivano con lei, il primo le teneva un braccio, l’altro portava la valigia. Entrai nel bar per bere qualcosa col ghiaccio.Il barista raccontava a tutti di nuovo la storia: i due tipi della centrale di polizia si fermavano sempre a mangiare qualcosa a quest’ora, il loro piatto preferito erano le salsicce arrosto con patate e birra fredda. Uno dei due aveva visto il rigagnolo denso rosso scuro che usciva dalla valigia. Lei molto gentile aveva spiegato che era suo marito fatto a pezzi. Aveva detto che era scesa alla fermata dell’autobus nella strada per seppellire la valigia nei campi, ma faceva caldo e prima voleva rinfrescarsi.Poi il barista mi aveva osservato con sospetto.− Ehi, signore, deve spegnere il sigaro, qui dentro non si può fumare.
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