Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film - Gianni Amelio - copertina

Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film

Gianni Amelio

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 17 febbraio 2004
Pagine: VI-318 p., Brossura
  • EAN: 9788806167493
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Quando il cinema diventa un vizio? Quando lo si ama troppo. Come spettatori, o facendolo come registi. Gianni Amelio racconta in questo libro il cinema che tutti amiamo: quello classico, da "Quarto potere" a "Casablanca", e quello di anni più recenti, affascinante e spettacolare come le opere di Spielberg, Coppola o Scorsese. Una piccola storia della "settima arte" ricca di curiosità inedite, ma anche un ritratto del cinema "dall'interno", un diario fitto di aneddoti divertenti che insegna come si fa un film.
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    Fringe

    16/07/2004 16:42:23

    Libro a dir poco fondamentale. Il cinema e' anche emozioni, ricordi e passione. Amelio ce lo ricorda in ogni pagina. Ottimi, e utili, gli indici. Manca la bibliografia.

  • User Icon

    Bruno - da Parigi

    25/06/2004 12:42:23

    Il vizio, o meglio, l'amore del cinema. G.Amelio ci fa rivivere una lunga serie di film, indicandoci intelligentemente come "guardarli", come estrarre anche da vecchi film i valori non sempre apparenti e rivelandocene gli aspetti spesso inediti. Una lettura densa di immagini, godibilissima, divertente - insomma, proprio un bel film.

Gianni Amelio non è solo, sono in molti a pensarlo, il più grande cineasta italiano dei nostri giorni - autore, tra gli altri, di Il ladro di bambini, Lamerica, Così ridevamo e Le chiavi di casa - ma possiede anche una conoscenza davvero rara del cinema, nutrita dalla visione, sin da ragazzino, di un numero incalcolabile di film. Ne sono testimonianza la sua imperdibile rubrica settimanale "Collezione grande cinema", contenuta in "Film Tv", e il volume edito da Einaudi, il cui titolo Il vizio del cinema la dice lunga rispetto a una consuetudine coltivata con sommo divertimento, soprattutto "quando era alla portata di tutti, ma costringeva a qualche sacrificio, come infilarsi d'inverno dentro un pidocchietto alle dieci di mattina e tremare dal freddo in galleria, o la domenica al primo spettacolo fare a cazzotti per non restare in piedi". La cinefilia di Amelio ha però delle caratteristiche che la rendono speciale: si tratta infatti di una passione esercitata da uno sguardo libero, che spazia a trecentosessanta gradi, con la capacità di cogliere minuzie e dettagli che sfuggono ai più, senza abdicare al piacere (e lì sta il vero vizio!) di lasciarsi andare a emozioni e a sensazioni intime e viscerali.

Il libro di Amelio è composto da un nutrito numero di brevi scritti (sarebbe riduttivo chiamarle recensioni) dedicati a film usciti per lo più fino alla fine degli anni cinquanta, con qualche eccezione riservata a prodotti realizzati successivamente. Le opere prese in esame fungono, in realtà, da pre/testo per narrare curiosi aneddoti, per avanzare ipotesi suggestive, per parlare a volte di sé o per introdurre annotazioni mai scontate su registi, attori e attrici, cui spesso vengono riservati calorosi omaggi o affettuosi ricordi. Si prendano ad esempio le pagine riservate a Rossellini, descritto come un padre sapiente, generoso, capace di trasmettere la propria scienza come un dono di natura; a Godard, "padre negato"; a Zavattini e a De Sica, che "fecero finta di rinnegare il neorealismo e compirono il miracolo, a Milano"; a Mizoguchi, che "marciava contromano ed era moderno quando altri scoprivano le novità e le mode del giorno". Si scorrano poi i brani che delineano ritratti a tutto tondo di attrici come Silvana Mangano, "la donna più bella degli anni cinquanta, la diva più singolare del nostro dopoguerra", o come Jeanne Moreau, le cui scelte d'interprete sono state guidate dal desiderio, che non si spegne quando si appanna la bellezza; o che dedicano parole sensibili e delicate a figure fragili come Marilyn Monroe, Jean Seberg, Romy Schneider.

Nella scelta dei film da proporre al lettore c'è posto per tutti i gusti, dal cinema d'autore a quello popolare e di serie B: da Il settimo sigillo e I sette samurai a I peccatori di Peyton e La maschera del demonio; da Ladri di biciclette e Providence a L'oro di Napoli e I 7 assassini: a testimonianza di un immenso amore per le immagini in movimento coltivato grazie alla visione di migliaia e migliaia di opere, ma anche attraverso la lettura di innumerevoli pubblicazioni dedicate a cineasti e attori, come si evince dai costanti rimandi a interviste, commenti e annotazioni che rendono la lettura degli scritti di Amelio ancora più interessante e godibile.

  • Gianni Amelio Cover

    Gianni Amelio si è laureato in Filosofia. Inizia a lavorare come aiuto regista e operatore negli anni Sessanta. Il debutto come regista risale al 1970 quando dirige la pellicola La fine del gioco, programma sperimentale della RAI. Gianni Amelio, nel corso della sua carriera ha vinto numerosi premi internazionali. Tra i film che ha diretto ricordiamo Colpire al cuore, Porte aperte, Il ladro di bambini, Lamerica, Cosí ridevano, e Le chiavi di casa; Tra i suoi libri: Lamerica (Einaudi, 1997), diario di lavorazione del film omonimo, Così ridevano (Lindau, 1999), Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film (Einaudi, 2004), Le chiavi di Casa (marsilio, 2004), La stella che non c'è (Marsilio 2006), Un film che si chiama desiderio (Einaudi, 2010), L'ora... Approfondisci
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