Le voci di Marrakech. Note di un viaggio

Elias Canetti

Traduttore: B. Nacci
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 126 p., Brossura
  • EAN: 9788845918681
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Descrizione
Elias Canetti soggiornò per un certo periodo a Marrakech, nel 1954. Il grande lavoro su "Massa e potere" era giunto a un momento di stasi e lo scrittore sentiva il bisogno di nuove voci, di voci incomprensibili, come quelle che lo avvolsero nella splendida città marocchina. Vagando per i suk, per le strette vie, per i mercati e le piazze, fra cammelli, mendicanti, donne velate, cantastorie, farabutti, ciechi e commercianti, Canetti capta forme e suoni: "gli altri, la gente che ha sempre vissuto là e che non capivo, erano per me come me stesso".

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    Le voci di Marrakech racconta un paese non tanto attraverso i luoghi, come avviene solitamente nella letteratura di viaggio, ma attraverso il popolo, attraverso gli individui che ne fanno parte. Elias Canetti infatti, descrive i differenti incontri con le persone più diverse, dando così al lettore una visione d’insieme di ciò che era Marrakech negli anni ’50. Un luogo misterioso, dove spesso le domande che il viaggiatore si pone non ottengono risposta. Ho apprezzato molto il taglio originale di questo romanzo che si discosta dai canonici diari di viaggio, ma di contro avrei preferito un racconto più «visivo»: qualche descrizione in più dei luoghi per poter immaginare quei posti lontani e quell’atmosfera esotica. Inoltre, molto spesso le descrizioni di questi insoliti incontri venivano eseguite nei minimi dettagli diventando particolarmente tediose da leggere in quanto, di per sé, non aggiungevano molto al racconto. Mi è mancata la meraviglia della scoperta, lo stupore del viaggiatore nello scoprire luoghi meravigliosi o la delusione e il disincanto nel trovare luoghi più da bassifondi e degradati. Elias Canetti ha dato la visione del luogo solo attraverso le persone, tralasciando luoghi, profumi e sensazioni del viaggiatore, la parte che io preferisco. Poteva essere un racconto di viaggio sensazionale se corredato dalla vera esperienza di viaggio, mentre così l’ho trovato un po’ scarno di dettagli utili all’immaginazione, e a tratti un po’ noioso. Nonostante questi punti critici, Le voci di Marrakech è un buon romanzo per chi ama conoscere culture diverse e tradizioni antiche.

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    Guido Galdini

    21/02/2016 16:26:28

    Non mi pare esattamente un normale libro di appunti di viaggio. Basterebbero le due paginette sul mercato del pane, con le venditrici che fanno roteare le pagnotte nell'aria, le coccolano e le ripongono nella cesta, in un'atmosfera di nascosta sensualità, oppure la frase che conclude la descrizione degli scrivani che "sebravano quasi non esserci, una sola cosa contava in questo luogo: la silenziosa dignità della carta". A volte il Nobel non lo danno proprio a vanvera.

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    Roberto Lo Duca

    22/02/2012 23:04:01

    Un libro che racconta la storia di un viaggiatore in una città piena di colori, suoni, personaggi e realtà diverse che tutte insieme formano Marrakech, girovagando tra i suk e la Mellah ebraica. Per tutti gli appassionati di viaggi e che vogliono scoprire Marrakech.

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    pag

    03/02/2008 12:13:52

    Da apprezzare la sensibilità di Canetti nei confronti degli animali maltrattati, quali asini e cammelli. Per il resto, normali appunti di viaggio di un turista pubblicati in quanto portano la firma di di un premio Nobel.

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    Elena

    13/03/2006 16:45:26

    Brevi racconti che risaltano l'accoglienza incontrastata e a volte la semplicità di questo popolo, in un'era in cui si sottovalutano le radici di paesi stranieri, lasciando posto solo al pregiudizio religioso-raziale.

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