Traduttore: B. Ronca
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 6 settembre 2018
Pagine: 416 p., Rilegato
  • EAN: 9788842931386

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Rita

    18/09/2018 20:06:42

    Un romanzo dalle promettenti premesse e dal potentissimo messaggio, ne sono rimasta affascinata sin dalle prime pagine. Ho ammirato moltissimo Jean, la protagonista, mi sono affezionata a sua figlia Sonia e ho condiviso il dolore di entrambe nel vedersi crescere intorno una gabbia sempre più soffocante, costruita da nessun altro se non dagli uomini, quegli stessi che dovrebbero proteggerle ed amarle. Peccato che il mio entusiasmo sia stato ammazzato dall'ultima parte del libro, di una confusione allucinante e con un finale frettoloso e troppo conveniente.

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    Noemi

    18/09/2018 15:24:24

    Non so definire bene il genere di questo romanzo. A tratti mi ha ricordato il romanzo di Orwell e del suo grande fratello. Le cose sono cambiate e volgono a sfare delle donne che subiscono una vera e propria violenza. Nell'arco di una giornata possono pronunciare un massimo di 100 parole. Questo nuovo regime totalitario sembra determinato a distruggere la loro autostima. Pieno di colpi di scena e di azione risulta una lettura molto adrenalinica. Consigliato a tutti!

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    Maria Ferreri

    18/09/2018 13:03:53

    Oggi parliamo di questo romanzo distopico ambientato in America nel XXI di stampo femminista. Le donne americane sono vittima di un governo misogino che le costringe a pronunciare esclusivamente 100 parole al giorno. La protagonista del romanzo, Jean, è costretta a vedere anche la figlioletta di sei anni oppressa da questa imposizione governativa. Jean ne soffre molto ma allo stesso tempo ha un’occasione che potrebbe cambiarle la vita. È una lettura coinvolgente che vi lascerà senza fiato, leggerlo non è altro che un piacere. I romanzi distopici riescono ad affascinare e a lasciare un senso di inquietudine senza pari che però vale la pena di vivere.

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    Marta

    18/09/2018 10:19:47

    Personalmente questo libro mi è piaciuto tantissimo. Si tratta di una distopia raccontata in prima persona dalla protagonista. È ovviamente una realtà paradossale che però riprende molti aspetti che in forme minori sono presenti, purtroppo, nella nostra società. È una lettura piacevole e leggera, un libro che si divora ma che fa riflettere.

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    Romanzi da Leggere

    18/09/2018 09:23:59

    Inquietante ma straordinariamente attuale. Se sei una donna puoi pronunciare solo 100 parole al giorno. Se sfori rischi di ricevere una scossa fortissima. Ambientazione distopica per un romanzo che ha il ritmo di un thriller che non lascia scampo alcuno al lettore. Offre molti spunti di riflessione e aiuta ad aprire gli occhi su alcune realtà che solo all'apparenza sono lontane dalla nostra quotidianità. Si legge in un batter d'occhi. Lo consiglio agli amanti del genere e alle persone riflessive.

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    Sara

    18/09/2018 09:11:15

    Un libro che mi ha messo ansia dall’inizio alla fine, non riuscivo ad immaginare un mondo così ! Dove la donna non può esprimersi, dove il suo compito è quello di allevare figli e occuparsi della casa senza poter lavorare ed avere un’indipendenza. Il libro è scritto molto bene, si legge facilmente, l’autrice ti coinvolge nella storia. Unica pecca, per me, il finale che era abbastanza scontato, comunque un libro molto bello ve lo consiglio vivamente!

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    Francesco

    18/09/2018 08:25:45

    Questo romanzo è decisamente inquietante, come gran parte dei romanzi nati sulla scia del Racconto dell'ancella (Ragazze elettriche, Solo per sempre tua ecc). Ci troviamo negli Stati Uniti dove, con una sorta di colpo di stato, chi ha preso il potere ha costretto tutte le donne a indossare al polso un contatore di parole. Una volta raggiunte le 100 parole giornaliere, o si tace o si viene colpiti da scariche elettriche. Il romanzo evolve come ci si aspetta: prima la paura, poi la voglia di ribellione, il tentativo di rivolta e l'esito finale. Quello che rende questo romanzo - purtroppo - non abbastanza d'impatto è proprio il finale. un po' troppo facile e poco realistico per la società che si è descritta fino a quel momento. Per non parlare dei personaggi che da gran cattivoni poi sembrano diventare tutti bravi. Non ci siamo. Si può apprezzare lo sforzo ma non il risultato.

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    Dalila

    17/09/2018 21:54:27

    Allora, pensavo fosse un libro molto bello dalla trama, scritto bene, senza cadute di stile e con una struttura ben pensata. Per certi versi non mi ha delusa, per altri sì e molto. I primi capitoli sono perfetti, completi nelle descrizioni, stile coerente in ogni pagina e linearità con le caratteristiche del romanzo distopico. Non mi è piaciuta per niente invece la “romance” che è stata infilata a forza in mezzo alla storia, il fattore Italia-italianità-italiano-caffè-pizza-pasta-mandolino che è troppo forzato e tirato per le orecchie, per i miei gusti. Lo stile da un certo punto in poi ha subito un cambio di rotta in peggio ma non so bene dire cosa in realtà, talmente è minimo. Il finale mi ha lasciata con la bocca asciutta e non so, non mi ha convinta.

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    07/09/2018 10:55:58

    Nonostante lo stile posato, "quotidiano" della narrazione (o, forse, proprio a causa di questo?) si percepisce distintamente un pugno colpirti lo stomaco ad ogni pagina. Eppure, "paradossalmente" è proprio di questo che abbiamo bisogno. Prima che sia troppo tardi, prima che i rigurgiti di una mentalità asfissiante ci portino davvero a non avere più voce. Se "fare qualcosa" sarebbe già un buon punto di partenza, leggere "Vox" e fare tesoro del messaggio che trasmette mi sembra l'opzione migliore. Samantha A.

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    07/09/2018 10:55:04

    "Vox", di Christina Dalcher, è molto più di un romanzo: ci fa riflettere, inorridire, arrabbiare, ma soprattutto ci offre un ottimo punto di partenza per indagare davvero la nostra società e il futuro che vogliamo per noi donne. Imporre limiti di espressione, ruolo e istruzione a tutte le donne riporta l'orologio indietro al medioevo. Ottima lettura. Giulia P.

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    07/09/2018 10:52:31

    È potente sin dalle prime pagine "Vox", romanzo distopico che concede alle donne solo 100 parole al giorno. Colpisce come un pugno la rivelazione che non avere una voce significa anche non poter più leggere e scrivere, per proteggere le proprie figlie dalle parole di troppo. Con un braccialetto elettronico al polso e la bocca cucita, l'io narrante si muove in un contesto che sembra non più lontano di quello offerto della cultura di un paese straniero, ma che è di una diversità immane, straziante. Elena M.

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    07/09/2018 10:51:50

    La forza della storia della Dalcher risiede nella sua normalità: basta osservare come la prepotenza maschile sta riprendendo piede in tutto il mondo – non solo in paesi fondamentalisti ma anche nelle agiate democrazie occidentali – per affermare che la realtà che viene narrata non è distopica, ma credibilissima, tanto che è sempre più labile il confine tra il detto popolare maschilista e l'affermazione su Twitter del politico reazionario di turno. L'istruzione è l'unico baluardo rimasto a difesa delle pari opportunità, ma basterebbe una legge votata da un parlamento di soli uomini per abbatterlo, come nel romanzo "Vox". Dall'antica Grecia ad oggi, chi meno parla, meno conta. Luca C.

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    07/09/2018 10:50:59

    "Vox" di Christina Dalcher non è un libro come tutti gli altri, racconta un'America governata da fanatici religiosi e in cui le donne non possono pronunciare più di cento parole al giorno. Questo è il limite che ogni donna deve rispettare se non vuole essere punita da una scossa elettrica emanata dal braccialetto che porta al polso, un aggeggio munito di un contatore che scatta a ogni parola pronunciata. Un moderno "1984". Paola Z.

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    07/09/2018 10:50:14

    Le primissime pagine di "Vox" sono un alternarsi di sentimenti contrapposti: l'angoscia che trasuda dalle parole, così potenzialmente pericolose da non voler sapere come andranno avanti, e la consapevolezza della verità di fondo nascosta dietro a quello che è solo un racconto distopico. Poi prevale la voglia di sapere, anche per crearsi degli scudi, per cercare di armarsi contro una sottomissione che, da donna, percepisci come un pericolo fin da giovanissima. Il romanzo scorre e inchioda alle pagine. Irene M.

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    07/09/2018 10:49:14

    "Vox" di Christina Dalcher si preannuncia come un avvincente romanzo distopico che, come nella migliore tradizione del genere, nel descrivere una società immaginaria, disvela invece le contraddizioni, le brutture e le ingiustizie della società esistente. E, così facendo, apre le possibilità di un reale cambiamento. Alessandro

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    07/09/2018 10:48:42

    "Vox" incalza il Grande Fratello di orwelliana memoria, ricucendone i tratti più terrificanti ad un nuovo futuro, molto verosimile al presente del mondo contemporaneo. Il libro esterna l'esatta condizione socio-politica di ascesa delle destre nazionaliste, ultraconservatrici, in ogni continente. A ciò viene coniugata la considerazione di una costante dimunitio intellettuale, brillantemente estrinsecata dal limite giornaliero di parole. "Vox" si candida a divenire un best-seller ma, soprattutto, un serio elemento di riflessione per la società del presente. Giuseppe I.

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    07/09/2018 10:47:58

    Dalle prime pagine viene trasmessa l'angoscia e le frustrazioni che le donne del mondo della Dalcher provano ogni giorno. Come donna, mi sono sentita imbavagliare anche io, con la pressione delle parole in punta di lingua, pronta a urlare se necessario. È l'esasperazione della realtà che fa venire la pelle d'oca a chi è stata o si rende conto di poter essere nella condizione di non poter dire la propria opinione. Lo stile è scorrevole e incolla alle pagine; fa venire voglia di leggere subito il seguito. Dalila S.

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    07/09/2018 10:45:30

    Le prime pagine si leggono e un groppo sale in gola. Come è possibile una vita vissuta in questa maniera? Come si arriva a tanto? Non c'è davvero limite all'assurdo umano. Leggendo la voglia di parlare al posto della protagonista è veramente sconvolgente, quasi che le parole che lei non può dire facendole uscire dalla gola noi stessi potessimo dare voce a lei che non ce l'ha. Irene Q.

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    07/09/2018 10:44:12

    Già dalle prime pagine di "Vox" di Christina Dalcher ti rendi conto che ti trovi davanti ad un libro scritto con maestria che probabilmente si rischia di leggere tutto di un fiato, immersi in un'atmosfera intensa d'attesa, che regala emozione e invita a meditare sulla nostra epoca. Daniele A.

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    07/09/2018 09:54:15

    Già dalle prime pagine del romanzo l'autrice delinea con uno stile immediato e diretto un mondo distopico agghiacciante, in cui le donne possono pronunciare solo un numero limitato di parole al giorno, pena una punizione che già si delinea atroce nella mente del lettore, anche se non viene esplicitata subito dall'autrice. In questo folle mondo immaginario viene censurata la parola e quindi il pensiero, viene messa a tacere non solo la potenzialità espressiva delle donne ma la loro stessa condizione di "esseri umani", pensanti, liberi, autonomi. Un romanzo che si preannuncia di una potenza straordinaria perché forse il mondo sconvolgente di cui parla non è poi così lontano e folle come pensiamo che sia. Arianna R.

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