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Francesco Careri

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: XIII-167 p. , ill. , Brossura

3 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Arte, architettura e fotografia - Architettura - Arte e architettura del paesaggio

  • EAN: 9788806180676

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    Imma Forino

    13/12/2006 18.56.34

    Recensione di I. Forino in “Op. cit. Sele¬zione della critica d’arte contem¬pora¬nea”, 127, sept. 2006 (estratto). Dalla “Théorie de la démarche” di Balzac allo Spleen parigino di Bau¬delaire, da ”L’uomo della folla” di Poe a “Das Passan¬genwerk” di Benjamin, dal Wal¬zer di “Der Spazier¬gang” fino agli stalker con¬tempo¬ranei senza dimenti¬care il ri¬tratto postmoderno dei turisti e dei vaga¬bondi tracciato da Bauman: negli ultimi due secoli la flânerie si conferma come un mezzo per co¬noscere, attraversare o farsi attraversare dalla realtà. […] Il saggio di Careri com¬pita agilmente, alternando al testo un am¬pio appa¬rato iconogra¬fico, una diversa sto¬ria della città pas¬sando da quella incon¬scia e oni¬rica dei sur¬reali¬sti a quella banale di Dada, dalla lu¬dica e nomade dei situa¬zionisti a quella en¬tropica degli Smithson. Il camminare come anti-arte o altra forma d’arte è la chiave di decodificazione proposta sia che si tratti di deambulazione in aperta campagna sia che riguardi gli in¬terventi nel paesaggio degli artisti. La lettura della città attraverso l’erranza ha per l’autore epifa¬nia nella collocazione del menhir nel paesaggio ma sono soprattutto il viaggio, la transumanza, lo spo¬sta¬mento ancor prima del nomadismo, a qualificarne lo spazio. Careri, partendo da un tema primigenio, ne narra la vicenda estetica durante tutto il ‘900 attra¬verso visioni avanguardiste, investigazioni psicologiche, espe¬rienze di spazi vissuti. In ogni caso gesti, azioni del corpo in mo¬vimento più che semplici forme d’arte, capaci di generare il pen¬siero e privi della preoccupazione di lasciar tracce im¬periture. Perdersi incide nel reale così come il vuoto, da sfondo iniziale, è ormai protagonista, seppur mobile, del paesag¬gio urbano contempora¬neo. […] Passeggiare, sembra concludere Careri, può aspirare, al¬lora, anche alla trasformazione della realtà urbana contemporanea ma è un cambiamento in itinere, come il movimento dell’uomo nello spazio e nel tempo, e non staticamente definibile per sempre.

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