Il weekend - Peter Cameron - copertina

Il weekend

Peter Cameron

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Traduttore: G. Oneto
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 20 marzo 2013
Pagine: 177 p., Brossura
  • EAN: 9788845927768
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John e Marian, coppia di facoltosi quarantenni, attendono nella loro villa di campagna l'arrivo di Lyle, critico d'arte di New York, nell'anniversario della morte di Tony, fratello di John e compagno di Lyle per nove anni. Quest'ultimo si presenta però insieme a Robert, ventiquattrenne pittore di origini indiane: circostanza fatalmente destinata a trasformare il placido soggiorno che i tre avevano programmato in una sequenza di momenti imbarazzanti e carichi di tensione. Ma se l'ansiosa Marian sembra essere l'unica ad accorgersene e John si chiude in un laconico riserbo, Lyle fa di tutto per apparire disinvolto. Il suo ultimo libro, in cui descrive la pittura contemporanea come "un'arte moribonda", ha avuto un successo di pubblico inaspettato, e grazie all'adorazione del giovane Robert si è di nuovo attaccato "alla speranza, all'attesa, all'idea che la sua vita stia per cambiare". Eppure, come Lyle imparerà a proprie spese, "lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai". E infatti nelle situazioni più ordinarie - una cena in giardino, una nuotata nel fiume accanto alla casa - che l'assenza di Tony si fa insopportabile, costringendo i tre amici a sollevare il velo di falsa naturalezza che maschera ansie inespresse e antichi dolori.
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    valeria

    09/03/2019 15:44:29

    Un grande potere di Cameron è il fatto che richiede un libro per raccontare un weekend fra un gruppetto di persone. La maggior parte degli autori racconta vite intere, saghe familiari in un libro; Cameron invece analizza minuziosamente una manciata di ore nelle quali quasi nulla sembra accadere. Una narrativa struggente cresce sempre di più, esalta e cattura i vari momenti vissuti dai protagonisti nel corso di un weekend trascorso nella flemmatica campagna a nord di New York. L'atmosfera si infittisce di tensione, disagio, imbarazzo, in grado di turbare antiche e nuove relazioni. E come sempre tutto descritto con incredibile maestria.

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    monica ferraioli

    01/09/2015 23:11:19

    Tutto basato su dialoghi con la sola funzione di mandare avanti la trama. Personaggi piatti e funzionali solo a una storia del tutto balorda.

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    mauro

    12/06/2015 18:36:15

    Cameron è uno dei miei autori preferiti...in questo romanzo non mi ha catturato,anzi mi ha annoiato.

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    mara regonaschi

    03/09/2014 14:46:47

    Era la prima volta che leggevo questo autore e ho apprezzato il suo "micro" approccio alla narrazione, che richiede un libro per raccontare un weekend fra un pugno di persone. La maggior parte degli autori raccontano vite, passioni, burrasche in un libro; Cameron invece analizza minuziosamente una manciata di ore nelle quali quasi nulla sembra accadere. Ma è un indagine profonda del sentire e di come esso si rifletta in ogni gesto, in ogni dialogo. E così nella flemmatica campagna a nord di New York il weekend organizzato da John e Marion con 2 vecchi amici, si infittisce di tensione, disagio, imbarazzo, palpabile elettricità, in grado di turbare antiche e nuove relazioni. Il lettore viene co pacatezza avvicinato al romanzo, per poi sprofondarvici, in n'atmosfera tesa ad indagare la possibilità dell'amore duraturo, spesso aggredito e reso instabile proprio nel suo diventare stabile, se non addirittura istituzionalizzato.

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    patrizia balit

    08/09/2013 16:33:48

    Una narrativa struggente esalta e cattura i vari momenti vissuti dai protagonisti in un breve weekend nella campagna lambita dall'Hudson, in fuga da New York: gioia, aspettativa, curiosità, smarrimento, ricordo, rammarico, dolore, panico, soffocamento, abbandono, solitudine, infine rilascio ed ancora speranza, in un climax ascendente carico di umana incertezza e malinconia. I personaggi, anche se solo secondari, sono descritti in pochi tratti, e magistralmente. Marian e John, Lyle e Robert, Tony, Laura, Nina. "Io non credo si possa donare troppo a chi si ama", dice Marian a Laura, ed appare come l'ineluttabile credo dell'autore.

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    Gianni AV

    22/08/2013 10:53:57

    Scritto molto bene, libro molto triste. Meschinità e piccolezze umane si disperdono di fronte alla potenza della natura e alla consapevolezza della morte. Il personaggio di Robert, pittore ventiquattrenne di origini indiane, è il catalizzatore della novità e di un rinnovamento del lutto e nel lutto.

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    monica

    07/08/2013 22:36:46

    Ho letto tutti i libri scritti da Cameron. Non sono mai rimasta delusa, neppure questa volta. Il libro e' scritto bene e consente al lettore di immergerai nell'atmosfera creata sapientemente dall'autore. Bello. Da non perdere.

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    Erik

    06/08/2013 18:01:17

    Un altro capolavoro di questo grande scrittore!

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    Maurizio Crispi

    09/07/2013 09:37:05

    I romanzi di Peter Cameron sono in un certo modo "minimalisti". Mettono insieme dei personaggi, in situazioni diverse ed anche in epoche diverse (come è il caso di "Coral Glinn")e li fanno interagire tra di loro, attraverso dialoghi e monologhi interiori. Le vicende - quel poco che accade - si presentano sfaccettano, perché ciascuno introduce il proprio punto di vista. Dopo averli messi insieme e averli fatti interagire per un periodo di tempo, l'autore lascia andare i suoi personaggi, ciascuno per la sua strada. Di rado c'è un lieto fine, nel senso usuale del termine, del tipo che un lettore di bestseller si attenderebbe. La vicenda di vita di ciascuno dei personaggi rimane aperta, nessuna decisione significativa viene presa, eppure ciascun personaggio è stato cambiato intimamente e la sua traiettoria di vita sicuramente cambierà: spetta al lettore immaginare come. I romanzi di Cameron diventano così dei piccoli laboratori dove la psiche umana viene studiata e messa alla prova, ma senza niente di straordinario o di eclatante: si tratta soltanto di piccoli movimenti dell'animo, non ci sono certamente grandi passioni o tempeste romantiche. Eppure, in qualche modo, riesce a rispecchiare il nostro vivere quotidiano, i nostri turbamenti, le nostre esitazioni di fronte alle scelte importanti e alle prese di posizione nette: tutte cose che sono espressione della nostra quotidianità liquida "alla Baumann". Così accade in "Il Weekend" riproposto ora dopo il successo di opere successive presso il pubblico italiano, mentre in verità si tratta del primo romanzo pubblicato da Cameron, circa 20 anni addietro.I suoi temi ci sono tutti: e, per questa volta, l'unità di tempo e di luogo è rappresentata da una villa in una località di campagna nei pressi di New York dove un gruppo di destini si riunisce per trascorrere un Weekend. Ricordi tornano alle memoria, nodi si sciolgono, altri si formano: ognuno alla fine se ne va modificato, trasformato. Si legge con piacere.

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    gianni

    18/06/2013 16:45:24

    piuttosto deludente nulla di che.

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    Umberto Mottola

    11/04/2013 18:30:53

    E' un romanzo breve intenso, incentrato sui temi dell'amicizia e dell'amore. C'è molto dialogo ma le descrizioni e le azioni sono efficaci. I personaggi sono ben caratterizzati e sono tutti molto fragili, si sforzano di passare un weekend in serenità ma non ci riescono. Non c'è un'atmosfera drammatica ma di tristezza, e il sentimento che sembra prevalere è l'incomprensione reciproca.

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    Lina

    24/03/2013 20:30:08

    assolutamente inconsistente: ma è davvero lo stesso autore di CORAL GLYNN?! dialoghi piatti, psicologia spicciola. fino alla fine ci si aspetta una "svolta", con la speranza di trovare una doppia lettura per queste pagine banalissime. invano. soldi sprecati!

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Dopo la scomparsa di Tony, Lyle non era più andato a trovare John e Marion nella loro villa di campagna. Lui e Tony si erano conosciuti lì, ed era lì che i quattro, amici sin dai tempi dell’università, erano soliti trascorre insieme i weekend. Da quando Tony era morto però, il ricordo dei pomeriggi trascorsi in compagnia era diventato troppo doloroso per Lyle, e il lutto per la morte del compagno lo aveva fatto precipitare in un turbine di tristezza dal quale era convinto non sarebbe più uscito.
Tuttavia, proprio quando Lyle si era ormai abbandonato all’idea di una vita solitaria, l’arrivo di Robert aveva portato una ventata di aria fresca nella sua esistenza, attenuando la sua depressione e restituendogli in parte il vigore perduto. Il loro incontro era stato del tutto casuale e inaspettato: di ritorno da una rassegna sulla pittura contemporanea nel Maine, Lyle era rimasto colpito dalla bellezza di quel ragazzo per metà americano per metà indiano, e ancor più era rimasto affascinato nello scoprire che era un pittore. Gli aveva proposto di utilizzare la stanza ormai vuota di Tony come studio e Robert aveva accettato. Sebbene Lyle fosse convinto che nessuna presenza potesse supplire all’assenza di Tony, la relazione con Robert sembrava funzionare e lui si sentiva sereno. Così, quando Marion gli aveva telefonato per invitarlo a trascorrere il weekend da loro, Lyle aveva accettato e aveva proposto a Robert di accompagnarlo. L’idea di tornare in quella casa - uno dei posti che amava di più in assoluto - lo entusiasmava e poi stavolta non sarebbe stato solo. Eppure, per tutta la durata del viaggio, Lyle non aveva fatto altro che pensare, e ad un certo punto era stato assalito dalla paura: quanto sarebbe durato quello stato di grazia? Fino a quando la differenza di età fra lui e Robert non avrebbe costituito un impedimento al suo nuovo legame? Quanto tempo avrebbe impiegato il ragazzo a innamorarsi di un altro uomo?
D’altra parte Marion non era affatto entusiasta all’idea che Lyle portasse qualcuno. Per l’occasione aveva organizzato una cena a cui aveva invitato anche Laura Ponti, una ricca signora italiana appassionata di arte con la quale avrebbero trascorso una tranquilla e piacevole serata. La presenza di una quinta persona, peraltro sconosciuta, rischiava invece di incrinare l’atmosfera intima che lei avrebbe voluto ricreare. E poi chi era questo misterioso amico di Lyle? Soprattutto, perché Lyle aveva deciso di portarlo con sé proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Tony? Che ne sarebbe stato del loro vecchio legame e di quello che si prospettava come un weekend perfetto?
Le azioni che si svolgono nel Weekend e che ne costituiscono la trama sono poche e concentrate nell’arco di in un fine settimana; tuttavia, ciò che accade in quella frazione di tempo contratto avrà un’estensione enorme nel tempo interiore dei personaggi incrinando irrimediabilmente antiche certezze. A dire che i dettagli apparentemente insignificanti e esterni alla nostra vita - lo spazio minimo di una villa di campagna, un incontro inaspettato, un weekend fuori porta - possono in realtà, sommati, avere un’importanza maggiore dei grandi eventi, fino a determinare cambiamenti inimmaginati e inimmaginabili nella vita ci ciascuno.
Con la delicatezza e insieme il disincanto che caratterizzano la sua scrittura, Cameron ci regala un romanzo che, attraverso le vicende esistenziali dei protagonisti, mette in scena la labilità dei legami, per mostrarci la precarietà delle illusioni, dei sogni e delle relazioni umane. Un libro intenso in cui la narrazione fortemente introspettiva appare in perfetto equilibrio con la satira sociale.

  • Peter Cameron Cover

    Scrittore statunitense. Si è laureato all'Hamilton College di New York nel 1982 in letteratura inglese.Ha venduto il suo primo racconto al The New Yorker nel 1983 dove ha successivamente pubblicate numerose altre storie. Il suo primo romanzo è stato una raccolta di racconti, da titolo In un modo o nell'altro, pubblicato da Harper & Row nel 1986 (in Italia da Rizzoli). Il suo secondo romanzo The Weekend, è stato pubblicato nel 1994 da Farrar, Straus & Giroux, che ha anche pubblicato Andorra, nel 1997 e Quella sera dorata nel 2002.Ha pubblicato anche Un giorno questo dolore ti sarà utile (2007), Paura della matematica (2008), Coral Glynn (Adelphi 2012) e Gli inconvenienti della vita (Adelphi 2018). Approfondisci
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