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Wool. Trilogia del Silo

Hugh Howey

Traduttore: G. Lupieri
Collana: Best BUR
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 552 p., Brossura
  • EAN: 9788817080651
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    Silvestro

    08/07/2016 19.48.22

    Il libro e' stupendo ,degno inzio di una grande trilogia, crea un mondo vivido , quasi reale in cui il lettore puo' toccare la disperazione ed il senso di claustrofobia creati dal SILO.......WOOL SIGNIFICA SILO......NON LANA come ho letto in alcuni commenti(ma se una persona non capisce neanche la traduzione del titolo e' meglio che un libro non lo cominci per nulla, FIGURIAMOCI RECENSIRLO), a differenza di molte recensioni , considero ben caratterizzati i personaggi principali.......certo ci sono delle incongruenze......ma il matematico che calcola i giorni per scendere nella parte bassa del silo, la temperatura della terra ,ecc.ecc. mi sembra fuori luogo , un libro di fantascienza o cmq basato su un futuro distopico e' un'opera di fantasia non un trattato di fisica o matematica. Gran bel libro da leggere tutto d'un fiato e non perdetevi Shift.......dove molte cose poche chiare nel primo libro ,saranno rivelate.

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    Kadam

    05/09/2015 08.25.07

    L'ultima reecensione lasciata mi lascia sconcertato. Uno romanzo deve essere un racconto verosimile e nella fatticpecie uno di fantascienza plausibile e non tecnicamente perfetto, soprattutto se si omettono alcuni dettagli. Comunque la trilogia mi è piaciuta. Originale.

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    Ala Zala

    17/10/2014 09.37.02

    Cosa distingue un romanzo di fantascienza da un thriller o da un romanzo? L'ambientazione delle vicende in un luogo lontano nel tempo o nello spazio, con la descrizione di tecnologie e/o organizzazioni sociali molto diverse dalle nostre attuali, ma possibili o plausibili, in base alle conoscenze attuali, anche se non descritte nei minimi particolari. In questo romanzo dalla trama disarticolata, che si regge solo sulle sorprese e sui colpi di scena le tecnologie e le organizzazioni descritte sono poco interessanti e assolutamente non plausibili. Assolutamente superficiali e incongruenti persino nel descrivere una società contemporanea. Riporto alcuni esempi delle grossolane semplificazioni: 1) 150 piani di scale: se ogni piano fosse alto 3 metri costituirebbero un dislivello di 450 metri, che in montagna puoi percorrere in un oretta in discesa o due due e mezzo in salita. In pianura, camminando senza fretta per una giornata, si possono percorrere più di 25 Km. Ma il viaggio per scendere dura almeno tre giorni (36 ore). Il silo dovrebbe essere profondo almeno 10 Km. 2) Il silo non ha organi di governo. Solo un paio di sceriffi come nel vecchio West. Non c'è polizia, non ci sono militari, non ci sono assemblee di rappresentanza ecc. Come e da chi vengono sancite le condanne ? Esiste un tribunale? Esiste un diritto all'autodifesa? Pare di no. Praticamente una improbabile monarchia assoluta che riesce a sopravvivere in assenza di controllo militare. Ma quanti saranno gli abitanti da governare in questi 150 piani? 100? 1000? 10000? mistero. 3) La temperatura interna della crosta terrestre AUMENTA mediamente di 3°C per ogni 100m di profondità e non diminuisce come affermato nel romanzo per i piani profondi.

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    Gugaz

    30/09/2014 10.25.31

    Ok, libro carino. Idea buona, ma sviluppata così così (si poteva fare di più). Ma la cosa che mi sono chiesto dall'inizio alla fine del libro è una, e una soltanto: chi è quell'architetto genialoide che ha costruito un silo di oltre 130 piani (che per percorrerlo tutto ci vogliono almeno due giorni di marcia) senza metterci neppure un ascensore? Manco un montacarichi per le merci pesanti... No, tutto a mano su per le scale si devono portare quei poveri cristi.

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    Hyeronimus52

    24/04/2014 21.49.48

    Questo romanzo d'esordio di Hugh Howey ambientato in un futuro imprecisato in cui il genere umano ridotto numericamente a seguito di una guerra mondiale a oltranza vive in silos sotterranei è ben architettato e altrettanto bene raccontato: purtroppo non avendo io letto classici del "dopobomba" come gli arcinoti "1984" di Orwell e "Il mondo nuovo" di Huxley, non ho metri validi di paragone ma questo nulla toglie alla bellezza di questo libro che esplora le paure e gli errori dell'animo umano, la lotta contro la malvagità e le false verità, la ricerca della libertà di pensiero e di azione individuale e collettiva. A questo punto non mi resta che cercare in libreria il secondo volume: so già che non mi deluderà!

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    daniele

    25/03/2014 18.01.48

    Il fatto che non si capisca l'antefatto,chi abbia costruito e con che progetto i silos,il fatto che gli abitanti di uno ignorino l'esistenza di altre strutture identiche,rendono il tutto già molto misterioso di suo.Non vedo l'ora di scoprire di più,spero,con i volumi mancanti.Voto per questo 4/5 e consiglio ai fan del genere.

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    gianlu

    04/02/2014 22.09.14

    Bello, mi è piaciuto. E' sia giallo fantascientifico sia libro distopico. Ambientato in una società chiusa in un mondo post-apocalittico. La trama è coinvolgente, scorre con un buon ritmo, i personaggi, soprattutto la protagonista sono ben delineati e approfonditi. La struttura sociale è decisamente interessante. è stata una piacevole sopresa, per chi ama il genere lo consiglio..

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    Gianluca

    01/02/2014 06.47.55

    Decisamente migliorabile. Come idea dell'ambientazione non è male, però poi la trama non è molto accattivante e forse addirittura troppo statica e banale. Manca incisività e i personaggi hanno poca personalità.

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    julie93

    17/01/2014 16.10.34

    Noioso da morire. La trama è anche piuttosto avvincente, non si può dire completamente innovativo ma ha un sacco di spunti interessanti. Solo che è noiosissimo! Le prime cento pagine non passano più e anche quando sembra ingranare in realtà non decolla mai. Anche le scene d'azione sono talmente lente che non sembrano nemmeno tali. I personaggi non coinvolgono e potevano essere meglio personalizzati. Non sono riuscita a finirlo, mi annoiava troppo. Peccato perché mi ispirava.

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    Sergio

    04/12/2013 11.29.54

    Se invece di intitolarlo Wool (lana), lo avesse intitolato Stairs (scale),Hugh Howey avrebbe reso meglio l'idea del suo libro che è un infinito, interminabile saliscendi di una scala a chiocciola che si dipana per cenitnaia di piani. Quasi 600 pagine di scale, inframezzate da una trama che alla lontana ricorda The Road di Cormac McCarthy, ma della quale non ha assolutamente la drammaticità. Non è un libro brutto, è semplicemente inutile e banale, la cui trama si svolge con ripetitività, senza alcuno spiraglio letterario degno di nota, e quindi deludente alla stregua di molti, troppi, dei cosiddetti "bestseller" recenti, che vivono solo della pubblicità delle loro case editrici e delle accattivanti strisce in copertina che annunciano mirabolanti tirature. Sembra, alla fine, che allo scrittore (?) sia mancata l'idea conclusiva, che forse riserva a un sequel (speriamo di no), lasciando quindi il lettore con la domanda: cosa avrà mai voluto dire? Con quanto costano i libri oggi, suggerirei al reparto lettori delle case editrici, di stare un pò più attenti alla qualità; aiutate gli eroici acquirenti di libri a spendere bene i loro soldi. Grazie!

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    Luca

    27/11/2013 20.14.03

    Geniale.

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    SteamBoy

    23/11/2013 23.15.39

    Un libro che trova il suo maggior punto di forza nell'ambientazione originale in cui si svolge la vicenda: un silos dislocato su decine e decine di livelli sotterranei che diventano un mondo a sè, con regole e strutture sociali fondate su un'unica regola ben chiara fin dalle prime pagine: dentro il silos vivi, fuori muori. Un sacco di misteri da svelare che si dipanano gradualmente, una trama mai prevedibile e che prende spesso pieghe inaspettate, coinvolgendo il lettore nella scoperta di quello che aspetta là in fondo alle scale buie del silos. I personaggi sono tanti e tutti ben caratterizzati. Unica pecca, la storia a volte manca un po' di incisività e ritmo, e non sempre fa venire l'ansia di voltare pagina per vedere cosa succederà. Nel complesso però, un buon romanzo basato su una buona idea.

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